Baìo!

 

Sampeyre 12/02/2017 – 19/02/2017 – 23/02/2017

“Baìo, Baìo!” In ogni angolo della piazza risuona questo grido, questa chiamata alla rinascita, all’inverno che volge al termine, alla vita nuova, alla terra che riacquista fertilità! Un inno alla libertà, ai valori e alle persone che non sono andate via ma, con pazienza e sacrifici, hanno continuato a dare importanza alle proprie montagne, ai propri pascoli, al proprio dialetto e soprattutto alle proprie tradizioni.

In questa umida ma clemente domenica 12 febbraio 2017, la Baìo di Sampeyre Piasso (capoluogo) dà il benvenuto ai “colleghi” della Baìo della frazione Calchesio e mi ritrovo qui dopo che una mia amica mi ha raccontato un po’ meglio la storia di questa manifestazione che, per quanto abitante della valle, mi era sconosciuta e misteriosa. La tradizionale Baìo si svolge ogni cinque anni e coinvolge tre frazioni del comune di Sampeyre oltre al capoluogo, Piasso. La Baìo è l’insieme sia dei figuranti che sfilano per le vie, sia l’insieme degli usi e costumi che formano la festa. Originariamente ed anticamente veniva celebrata per accogliere la luce dopo le cupe giornate invernali e la rinascita della vita, prendendo forma nelle cosiddette “abbadie” medievali (da qui il nome di Baìo), cioè le feste indette da Gruppi Giovanili in epoche feudali. Successivamente si associarono le celebrazioni per la liberazione dei luoghi dalle Invasioni Saracene del X secolo, andando così di periodo in periodo, ad unire particolari e tradizioni che noi oggi possiamo ammirare in tutti gli splendori e colori nella manifestazione che si svolge in questi fine settimane in Valle Varaita.

Sapeur
Sapeur

Al ritmo di questi pensieri intanto, nella piazza centrale di Sampeyre, i figuranti cominciano a riunirsi ed organizzarsi; il pubblico numeroso, cerca di accaparrarsi il miglior posto per godersi lo spettacolo e i fotografi, professionisti o amatoriali che siano, rincorrono i vari personaggi immortalandoli nei loro preziosi costumi pieni di vita e colori. C’è chi saluta un proprio parente nelle vesti di un Grec, un Tenent, una Segnourine; c’è chi si sistema un bindel fuori posto, oppure c’è chi “blaga” scherzando con il Viéi e la Viéio.

In sottofondo non mancano musiche occitane (protagoniste assolute del dopo sfilata), risate, qualche parola nosto modo e via, si comincia!

Ad aprire il corteo, i Cavalìe, in sella a maestosi cavalli vestiti di lunghi drappi. Ordinati poi in lunghe file, seguono le Segnourine (i ragazzi), le Sarazine (le bambine), ovvero i più giovani tra i partecipanti, che anticamente avevano il compito di spiare i nemici ed informare i “grandi” dei loro spostamenti con dei fazzoletti bianchi, sventolandoli energicamente in aria!

Tezourie
Tezourie

Sempre sul pezzo, ci sono poi i Tambourin, che a ritmo di tamburo chiamano a raccolta la Baìo.

Saltellando e tintinnando, fanno la loro comparsa gli Arlequin, personaggi carismatici e un poco dispettosi che intrattengono il pubblico ed impediscono alle persone di intralciare il cammino dei figuranti, allontanando chi osa troppo con una coda di volpe o scoiattolo che strofinano sulla faccia! Spesso si trovano in compagnia dei Cantinìe, con il “Pintone” di vino sempre in mano ed il compito, tra un sorso e l’altro, di riempire i bicchieri di ogni festante!

Cantiniè
Cantiniè

A seguire, impugnando imponenti e lunghe asce decorate ecco che arrivano i Sapeurs, i taglia legna con folte barbe, addetti a tenere libero il cammino della Baìo. Infatti saranno loro, con possenti colpi, a fare a pezzi grossi tronchi d’albero posizionati in mezzo alla strada e far proseguire così il corteo fino al punto d’incontro con Calchesio e ritorno.

Intanto suonatori allegri, i Sounadour, allietano personaggi e pubblico con musiche e danze tipiche della Valle. I Grec (i greci), con le loro pipe passeggiano e si divertono, ormai liberi dal peso della schiavitù. Gli espous (gli sposi) si tengono a braccetto, i Signouri (le persone ricche del paese) per mano con le Segnourine, seguono nelle danze.  Una particolarità propria di questa manifestazione è che a partecipare alla Baìo siano sempre e soltanto persone di sesso maschile. Adulti, vecchi e bambini, ma rigorosamente uomini. Pertanto, in bellissimi costumi femminili, si avrà il piacere di osservare maschietti opportunamente truccati che impersonano il ruolo della signora!

Non si pensi però che il gentil sesso non abbia un ruolo in questa pittoresca ed importante tradizione! Anzi, a detta di alcuni, la Baìo non potrebbe nemmeno esistere se non ci fossero abili donne dalla lunga memoria, in grado, in ogni edizione, di ricamare, cucire ed assemblare i colorati abiti densi di significati che gli uomini portano lungo la Baiò.

Abà
Abà

Il pezzo più caratteristico dell’abito è il cosiddetto “bindel” ovvero nastri, nastrini e fiocchi di stoffe colorate apposti sui vestiti in precise posizioni a formare meravigliosi decori. Le nonne, le mamme, le zie e le mogli del paese si vedono impegnate fin quasi dall’anno prima dell’evento, trovandosi la sera o nel tempo libero a cucire e rendere perfetti gli abiti per i propri uomini o figlioletti, i quali per la prima volta entreranno a far parte del mondo della Baìo come Sarazine, sognando il giorno in cui potranno vestire i costumi dell’Abà, l’Organizzatore, Capo supremo e indiscusso di tutta la Festa!

La parte militare del corteo è formata invece dagli Escarlinìe, con le loro armi trasformate oggi in grandi sonagli adornati da lunghi nastri colorati.

Da qui inizia l’Alum (lo Stato Maggiore), formato dalle alte cariche della Baìo: partendo dal grado più basso, il Tenent (tenente), si sale gradualmente, edizione dopo edizione, fino a giungere al prestigioso ruolo di Abà e/o Abà Majour, se ci troviamo a Sampeyre (si differenzia dagli altri Abà dalla grande M bianca sul cappello!). Quando gli Abà delle diverse frazioni si incontrano, incrociano le loro spade ed è questo un momento molto importante della tradizione della Baìo, sia come segno di benvenuto, sia perché rafforza e sancisce nuova fratellanza tra le varie comunità.

A fare da guardie del corpo ai personaggi dello Stato Maggiore ci sono gli Uzuart, magnifici, con alti cappelli simili a quelli dei Vescovi (mitra) ma arricchiti di specchi e lunghissimi nastri che ricadono all’indietro fino alle loro ginocchia.

In ordine invece, dopo il grado di Tenent troviamo il Portobandiero, con una grande P sul cappello e il prestigioso compito di trasportare e innalzare la bandiera tradizionale per tutto il corteo.

Curiosità: Quest’anno è un’edizione particolare per Sampeyre, in quanto la sua bandiera è stata rinnovata! Vecchia e logorata dagli anni, l’originale è andata in pensione ed è stata sostituita da una nuova, giovane e fresca bandiera tutta da ammirare!

Settimane prima della vera e propria Baìo, nel giorno dell’Epifania per la precisione, ricorre la tradizionale “Chiamata”. I partecipanti si radunano nel proprio paese/borgo/frazione e andando in ogni via si chiama “Baiò!” Al termine di questa chiamata si riscopre la bandiera, e l’Abà annuncia ufficialmente il permesso a fare Baìo. Musiche, danze, brindisi seguono per tutto il giorno!

Torno alla realtà ed ecco che subito arrivano niente popò di meno che il Tezourìe e il Segretari, due delle figure più significative ed importanti che seguono il ruolo dell’Abà. Il Tezourìe (tesoriere) è colui che amministra le finanze della Baìo, con molto scrupolo…  forse troppo scrupolo, come avrete modo di scoprire seguendo la manifestazione del Giovedì Grasso… Fortunato sarà il Tezuorìe della Baìo di Villar!

Il Segretari (segretario) invece, riconoscibile dal grande libro che porta sotto al braccio, tiene i conti della festa in fatto di elenchi e decisioni e riporta ordini, comunicati e tutto quello che succede in Baìo.

Arrivano infine i Moru con i visi anneriti e i loro asinelli (ex prigionieri dei saraceni) ed in catene, i Turc (i saraceni) che ormai costretti alla prigionia si devono trascinare al fondo del corteo con pesanti ferri ai polsi.

Chiudono la marcia Viéi e Viéio (il Vecchio e la Vecchia), proprio gli ultimi ma assolutamente non i meno importanti! Sono i veterani, coloro che oramai hanno visto e fatto tutto quello che c’era da fare in Baiò. Portano con sé una culla o un passeggino con un bambino di pochi anni segno di speranza e della vita che continua…

In ogni Baìo di Sampeyre sono presenti questi personaggi ma a volte è possibile notare qualche dettaglio differente nel nome, nel costume o addirittura nella presenza di qualche personaggio aggiuntivo tipico di ogni borgo!

Le tradizioni legate a questa importante manifestazione della Valle Varaita sono infatti davvero tantissime e certamente non sono io, giovane abitante della bassa valle a potervi trascinare a fondo nei segreti di tutti gli usi e costumi di ogni singolo personaggio e delle storie che li circondano ma, consiglio, se potete, di passare da Sampeyre, Rore, Villar o Calchesio, nei giorni della Baìo e fermare il primo “strambo” personaggio con un cappello a punta, con abiti vecchi e logori o pieno di “Bindelli”, e farsi spiegare chi è, cosa fa e dove sta andando… Sicuramente, affascinati, lo seguirete!

Baìo!

Gli appuntamenti con la Baìo sono riportati sul sito del comune di Sampeyre o sulla pagina Facebook dell’evento.

Domenica 19/02/2017 le Baìo di Villar, Rore, Calchesio si incontrano con quella di Piasso a Sampeyre ed è la giornata “clou” dell’evento, insieme alla conclusiva di giovedì 23 febbraio.

 

Sebastiano Rabbia

Sebastiano Rabbia

Geometra con la passione per il Territorio, mi piace riscoprire luoghi, architetture, usi, costumi di un tempo e le tradizioni che stanno alla base della nostra storia.

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