Punta Stella – VALLE GESSO

 

Punto di partenza: Terme di Valdieri (CN)

Difficoltà: itinerario per escursionisti esperti

Relazione: giunti alle Terme di Valdieri, subito dopo il ponte si svolta a sinistra per raggiungere il parcheggio al fondo del Vallone di Lourousa; di qui, lasciata l’auto, si imbocca il sentiero gta n.8 verso il rifugio Morelli-Buzzi.

Sul sentiero. Monte Matto sullo sfondo
Sul sentiero. Monte Matto sullo sfondo.

Lo si segue fedelmente attraversando dapprima un bosco di faggi che lascia in seguito spazio ai larici. Essi si diradano e si perviene dapprima ad un piccolo gias in rovina (1917m) e poco dopo al Lagarot di Lourousa, presso il quale sorge una croce e sulle vicine rocce si trovano le lapidi di molti caduti lungo il canalone.

Lagarot di Lourousa
Lagarot di Lourousa

Proseguendo si incontra sulla sinistra la deviazione per il Bivacco Varrone (tacche di vernice rossa). Seguendo il nuovo sentiero si risale un pendio di sfasciumi alla base della morena frontale del ghiacciaio di Lourousa fino all’ultimo tornantino prima del bivacco.

Bivacco Varrone
Bivacco Varrone

Da qui, verso destra, si diparte una traccia segnalata con tacche gialle che indica la traversata verso il Rifugio Bozano (parte alpinistica!).

Il canalone erboso dal sentiero sottostante
Il canalone erboso dal sentiero sottostante

La si segue, ritrovandosi in breve ai piedi di un breve canalone erboso risalito da una ripida traccia, sempre segnalata; si perviene ad un piccolo avvallamento sul quale sorge un imponente pino cembro con le sue grandi radici aggrappate alla roccia.

Il pino cembro
Il pino cembro
Canalone erboso dall'alto
Canalone erboso dall’alto
Terreno in cui si sviluppa la parte finale dell'itinerario prima del passo
Terreno in cui si sviluppa la parte finale dell’itinerario prima del passo

Da qui si continua su terreno ripido tra erba, cespugli di rododendro e roccette fino a sbucare, dopo un ultimo traverso ascendente verso sinistra, al passo del Souffi (2503m), sullo spartiacque Lourousa-Souffi.

Spartiacque Lourousa-Souffi
Spartiacque Lourousa-Souffi

Dal passo, sulla destra, nuovamente segnato in vernice rossa si trova il sentierino che tra erba e roccette adduce alla vetta (2567 m, 3.30-4.00 h).

Croce di vetta
Croce di vetta

Discesa a ritroso sullo stesso percorso. Attenzione soprattutto nel tratto tra la cima e la base del canalone. Sconsigliato in caso di tempo instabile, terreno bagnato e nebbia.

Considerazioni personali – Il fuoco crepita nel “putagé” mentre cerchiamo una meta per una tranquilla gita per trascorrere la domenica insieme su per le nostre montagne; un libro passa di mano in mano finché nella mia mente affiora un ricordo e ad esso si uniscono immediatamente i propositi esplorativi che mi stanno guidando nelle ultime settimane verso mete non casuali: itinerari lungo i quali posso studiare quelli che ora sono soltanto lugubri canali colmi di detriti, ombrosi e vuoti, oppure i diversi versanti di una stessa montagna e le diverse possibilità di salirvi o scendervi, la posizione dei punti di appoggio, distanze, esposizioni.

Optiamo per la modesta Punta Stella che con i suoi 2567 metri rimane circondata a 360° dalle sue grandiose vicine: verso sud si affaccia sulla Catena delle Guide e sul Corno Stella, contempla il severo Canalone di Lourousa e le cime del Gelas di Lourosa e Monte Stella, il Massiccio dell’Argentera; verso est la dorsale Dragonet-Asta Soprana-Mondini e verso nord il Monte Matto. Insomma un gran belvedere!

Anche quest’anno non ho potuto coronare il sogno di scalare in Corno Stella e ho continuato a non voler salire alle sue pendici a struggermi inutilmente. Questa gita di fine ottobre, nonostante volessi vedere da vicino il famoso canalone di Lourousa – ormai ridotto all’osso – mi ha inevitabilmente condotto al cospetto del versante ombroso del Corno; e c’è di più: per gran parte della salita i miei passi si sono fermati ossessivamente per poter guardare verso l’alto e scorgere piccolissima la croce di vetta ed infine, giunta in cima, a catturare con l’obbiettivo della macchina fotografica due scalatori appena giunti all’agognata meta. “Spesso il male di vivere ho incontrato” penso e ripenso scendendo giù sulle ripide tracce prima e poi sul sentiero che costeggia triste le pietre costellate di lapidi sulle rive silenziose del Lagarot di Lourousa. Già, mi posso ritenere così fortunata da trovare il mio male nel non poter raggiungere le vette che tanto desidero; eppure al mio spirito un male rimane. Ecco come un grande desiderio arreca altrettanto grande dolore! Ma di tutto ciò faccio carburante per alimentare il fuoco che tiene vivo il mio cuore ugualmente ai lampi di gioia e nella distanza, con convinzione, intravvedo l’ennesima realizzazione.

Ed il canale invece? Alla sua base c’è un bivacco a cinque stelle dove sperare di tornare con tutta l’intenzione necessaria, stentando ora ad immaginare con quali pensieri a popolare la notte breve. E’ ora così vuoto, smagrito al limite della dissoluzione, meno decifrabile, più preoccupante e scuro. Lo sguardo lo saluta volando su discese baciate dai raggi del sole.

La vetta del Corno Stella
La vetta del Corno Stella

Stefania Lovera

Vive in Valle Stura, dove si occupa di piccolo artigianato. Fin da piccola innamorata delle terre alte e di scrittura, ha un approccio spirituale e filosofico verso la montagna.

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