Santuario Basilica di Vicoforte Mondovì

Sarà perché ci sono nata e sarà perché fin da piccola vedevo quell’enorme cupola dal balcone di casa, ma questo Santuario mi ricorda l’infanzia e ricordo anche mia nonna che mi raccontava che i nostri antenati avevano ospitato alcuni scultori che lavoravano alla sua costruzione.  Per ringraziare dell’ospitalità avevano donato dei mortai di pietra da loro scolpiti che mia nonna usava da portavasi. Non so se sia vero, ma mi piace pensare di avere un “pezzo” di storia di questo famoso edificio in casa mia.

Noto anche come Basilica della Natività di Maria Santissima o Santuario Basilica Regina Montis Regalis, è una delle chiese monumentali più importanti del Piemonte e detiene il primato mondiale tra le cupole ellittiche.

La sua magnificenza non è data solo dalla grandezza della sua cupola, ma dagli affreschi che ricoprono l’interno: 6000 metri quadri!

Vista-Basilica
Vista-Basilica

I viaggiatori e i pellegrini che giungono al Santuario da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, rimangono a bocca aperta affascinati da tanta bellezza e da tale maestosità. Dal 1 maggio 2015 è possibile salire fin sulla cupola ed ammirare da vicino gli splendidi affreschi, affacciarsi dal cornicione  ed arrivare fino al lanternino centrale ad un’altezza di 75 metri per godersi una vista mozzafiato su tutta la struttura. Non bisogna soffrire di vertigini e impegnarsi a salire i 266 gradini che portano in cima al Santuario…. ne  vale davvero la pena!

Scalinate
Scalinate

Da cinque secoli questa Basilica è legata ad una forte devozione alla Vergine Maria, nata da una storia/leggenda che da anni viene raccontata per spiegare il perché di questa costruzione e delle tradizioni popolari che ne sono derivate in seguito, come la Fiera e i Fuochi d’artificio in occorrenza dell’ 8 settembre, giorno della natività della Madonna.

Particolare-del-lanternino-centrale
Particolare-del-lanternino-centrale

Già nel medioevo esisteva un pilone votivo raffigurante Maria col Bambino. Era stato costruito da un fornaciaio per propiziare la buona cottura dei mattoni e dipinto da un pittore del luogo (forse il vicese Segurano Cigna). Col tempo venne dimenticato e gli arbusti del bosco lo coprirono in parte. Nel 1594 un cacciatore colpì inavvertitamente il dipinto provocando una scrostatura nel ventre della Vergine. Sentitosi in colpa per il suo gesto, egli appese il suo archibugio al pilone e promise di riparare il danno raccogliendo dei fondi per poterlo restaurare. La tradizione popolare, invece, tramanda che lo sparo fece fuoriuscire dal ventre di Maria delle gocce di sangue.

Pilone-centrale
Pilone-centrale

Cominciarono così ad arrivare i primi gruppi di fedeli. Non solo. Gli abitanti di Vico e del monregalese parlavano di grazie ricevute durante l’epidemia di peste, così, col permesso del vescovo, cominciarono ad erigere una piccola cappella intorno al pilone. Ci furono altri miracoli, grazie e fatti straordinari che diedero l’avvio a proclamare la giornata di “omaggio ufficiale” alla Vergine: l’8 settembre diventò festa patronale e fu l’inizio di una tradizione che dura ancora oggi.

Ellisse-perfetto
Ellisse-perfetto

La fama di Vico cresceva, i pellegrini aumentavano e la piccola cappella non bastava più. Il vescovo discusse col duca Carlo Emanuele I di Savoia un progetto ancora più grande….un santuario. Il duca aveva in mente addirittura un’idea più impegnativa: costruire una basilica e trasformarla in un mausoleo per la casa Savoia. Così incaricò per la costruzione il suo architetto di fiducia, Ascanio Vitozzi. La prima pietra venne posata il 7 luglio 1596.

Basilica-sotto-la-neve
Basilica-sotto-la-neve

Intanto anche i monaci cistercensi, fatti arrivare da Roma dal duca, iniziarono la costruzione di un monastero a fianco del santuario.

Palazzata-e-statua-di-Carlo-Emanuele-I
Palazzata-e-statua-di-Carlo-Emanuele-I

Nel 1615 l’architetto Vitozzi morì, le carte dei suoi disegni andarono perdute e i lavori vennero sospesi. Muore anche Carlo Emanuele I e Vittorio Amedeo II da inizio alla costruzione della Basilica di Superga e ne fece il mausoleo reale. Solo il duca verrà sepolto a Vico, nella Basilica da lui voluta.

Finestroni-ovali-e-apostoli
Finestroni-ovali-e-apostoli

Finalmente nel 1701 l’opera passa in mano ad un giovane ed intraprendente architetto monregalese, Francesco Gallo. Centinaia di fedeli cominciarono a lavorare per lui come volontari e la gigantesca cupola (la quinta al mondo per dimensione e la prima con forma ellittica) venne costruita tra il 1722 e il 1732.

Seguendo il progetto iniziale di Vitozzi vennero innalzati due campanili sulla facciata frontale, alti e slanciati. I monaci ne fecero costruire un terzo e poi, nel 1884, ne venne elevato un quarto così da uniformarli. Ma le guglie che li sormontavano non piacevano ai vicesi ed erano anche pericolanti, così, nel 1906 vennero “mozzati” e restarono come li vediamo ancora oggi. Hanno però una particolarità: sono campanili…senza campane, perché non sono mai stati terminati.

La lunga storia del Santuario (139 anni per costruirlo) è sicuramente molto affascinante e tutta da scoprire. Come interessanti sono le particolarità ed i significati simbolici legati agli affreschi ed alle decorazioni interne, nonché alla struttura.

L’affresco della cupola è il più grande del mondo a tema unico, un trionfo di colori, luci e prospettive che celebrano l’assunzione di Maria.

tra-la-cupola-e-gli-affreschi
tra-la-cupola-e-gli-affreschi

Il numero 8 si ripete in ogni particolare: otto medaglioni che raffigurano la vita della Vergine; otto sibille e otto profeti; otto finestroni ovali sotto la cupola e otto nicchie con gli apostoli; otto coppie di angeli e otto le punte delle stelle dorate. Tutta la pianta del santuario segue un ritmo ottagonale. Anche la palazzina che abbraccia il piazzale davanti all’ edificio sacro ha una forma semiottagonale. Questo perché l’8 rappresenta la salvezza e l’eternità.

Vista-dalla-prima-balconata-23-metri
Vista-dalla-prima-balconata-23-metri

Inutile dire che una visita a questo magnifico monumento è d’obbligo. Anche per chi non sale sulla cupola il colpo d’occhio che si ha osservandola dal basso è davvero unico.

Vista-dal-lanternino-75-metri
Vista-dal-lanternino-75-metri

Un’opera d’arte che saprà farvi battere il cuore e vivere un’emozione unica: magnificat!

Il Santuario è sempre aperto e l’ingresso è naturalmente libero, ma per chi volesse salire sulla cupola può trovare  informazioni sui costi dei biglietti e orari sul sito www.magnificat-italia.com

 

 

Chiara Magliano

Insegnante della scuola primaria. Amo la montagna, lo sport, le camminate a contatto con la natura. Mi piace immortalare con uno scatto le mie emozioni.

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