The dark side of the 5 Terre

Partenza: Monterosso (La Spezia) – Arrivo: Vernazza (La Spezia)

 

Da Monterosso seguire il sentiero 509 fino a Soviore, antica mulattiera utilizzata anche per le Processioni. Visibile ancora alcune edicole ed una Croce in ferro battuto , resti di una religiosità dei tempi passati.

Imboccare quindi il sentiero AV5T a destra del Santuario che gode di una bellissima vista, seguendo le indicazioni per il colle della Cigoletta. (molto bel indicato in sentiero con tempi di marcia discretamente giusti).

scendendo-a-Casella
scendendo-a-Casella

Giunti al colle della Cigoletta imboccare il sentiero che porta ancora la vecchia numerazione (7), che ci conduce sino a Casella ed alla vicina Frazione Serenella, Avremo modo di notare la differente vegetazione e la forte quantità di acqua di questo lato del promontorio. Se proseguiamo, cosa che oggi non ho fatto, arriviamo sino a Ricco del golfo.

 

Casella
Casella

Visitate Serenella e Casella, risaliamo per il sentiero sino a Cigoletta ( la traccia è abbastanza evidente ed anche la segnaletica non curata come altrove).

Giunti a Cigoletta prendiamo il sentiero 507 ben segnalato che, passando per San Bernardino,  ci conduce a Vernazza.

Vernazza-da-San-Bernardino
Vernazza-da-San-Bernardino

Riporto dal sito della pro loco di Ricco’ del Golfo:
http://www.comune.riccodelgolfo.sp.it/c011023/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/20013

Ecco invece una bella descrizione di Casella

Casella

Casella con le sue edicole sacre e gli splendidi esempi di portali in arenaria, è un altro esempio di architettura popolare spontanea riscontrabile in tutta la Val di Vara. Casella era il paese degli scalpellini, come ricorda il Casalis nel suo dizionario storico-geografico: ”Nel torrente ivi denominato Depino, trovasi arenaria in massi rotolati, poco voluminosi, la quale è composta di granelli quarzosi e di squamette di mica, sparsa di tenui frammenti nericci di fillade, il suo colore è bigio verdiccio e non effervescente con gli acidi; sfavilla facilmente sotto l’acciarino” era una tradizione di scuola lapicida molto forte, presente nel territorio. E’ possibile incontrare dei manufatti girovagando per l’antico borgo tra i quali scalini, volte e colonne. A Casella troviamo delle “Madonnette” piccole statue antropomorfe di delicatissima fattura. Una visita è obbligatoria alla frazione di Serenella, conosciuta come il paese dei mulini, grazie alla presenza del torrente Riccò. Ne contava sette, di cui due con la doppia macina, accanto ai mulini per macinare le granaglie e le castagne, esistono ancora quelli originali per la battitura tessile: nella vicina Valdipino era fiorente l’industria tessile.

 

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Giovannino Giovine

giovannino giovine

Giovannino Giovine

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