Tris di Cime: Savi, Sale’ e Nebius – VALLE STURA

 

Partenza: Rifugio Carbonetto, località Gias Cavèra – Demonte (CN)  (1874 m)

Quota massima di arrivo: Cima Salè m 2630

Tempo totale: 6 ore circa

“Non mi basterebbe una vita per raggiungere tutte le cime delle nostre vallate”: questo ho pensato, quando mi hanno proposto questa gita in Valle Stura dove si trova la triade di cime Savi, Salè e Nebius. Sinceramente non le avevo mai sentite nominare, più abituata a concentrarmi sulle montagne con nomi importanti e conosciuti.

Questo tris di cime che di poco superano i 2600 m sono dei veri belvedere che si affacciano sulle vallate che le circondano offrendo una vista a 360 gradi. Sono tutte e tre vicine e si possono fare in giornata.

Si possono raggiungere dal Vallone dell’Arma lasciando l’auto nel parcheggio antistante il Rifugio Carbonetto.

Partenza
Partenza

Il percorso inizia sul lato opposto della strada su uno sterrato che scende fino alla vera partenza in prossimità del Gias Serour (m 1813) che si scorge più in basso. Qui una palina di legno indica le tre cime ed il Colle Serour e si imbocca una mulattiera ben evidente , seppure senza segnaletica, che attraversa  dolcemente dapprima una conca erbosa poi sale per un tratto più ripida verso sinistra tagliando una pietraia e incrociandosi col “sentiero dei fiori”.

Traverso
Traverso

Qui il percorso è segnalato da tacche bianche e rosse e prosegue passando tra le due cime Savi e Salè fino al Colle Serour (2432 m) dove le paline indicano le deviazioni. Ora si può scegliere quale meta raggiungere per prima: le cime sono poste a triangolo intorno  e ben visibili con sentieri evidenti . La cima Salè è la più alta delle tre e rispetto all’arrivo si trova a destra.

Prima si percorre un semplice sentiero quasi in piano poi inizia un breve traverso scivoloso e molto stretto, poco visibile e in pendenza per cui bisogna prestare molta attenzione. Si giunge su una cresta dove una serie di ometti segnalano un altro sentiero sulla destra che sale più ripido in un canalino di roccette friabili e che in breve  conduce in vetta.

Monte-Salè
Monte-Salè

Qui attende una croce di legno rossa e gialla con simbolo occitano e naturalmente una vista impagabile. Si ammirano i profili inconfondibili della Meja  e più in lontananza del Viso…oltre naturalmente tutte le altre cime delle vallate circostanti che da qui si possono ammirare a 360 gradi.

Croce-di-vetta-M.-Salè-con-la-Meja-sullo-sfondo
Croce-di-vetta-M.-Salè-con-la-Meja-sullo-sfondo

Si ridiscende poi per l’itinerario di salita e giunti alle solite paline questa volta si può proseguire dritti e seguire il sentiero (tacche blu)  che porta in poco meno di un’ora  al monte Nebius, più piatto rispetto agli altri, una terrazza panoramica chiamata così perché spesso avvolta dalla nebbia.

Monte-Nebius
Monte-Nebius

Ma se si è fortunati e il tempo lo permette la vista appaga la fatica dei continui sali-scendi che caratterizzano questa gita.

Croce-di-vetta-del-Nebius
Croce-di-vetta-del-Nebius

Il tempo di qualche foto e di uno spuntino e si torna sui propri passi ridiscendendo attraverso il colle Moura delle Vinche

 Meja-e-Oronaje-dal-Nebius
Meja-e-Oronaje-dal-Nebius

Arrivati al colle Serour non resta che intraprendere l’ultima salita alla Cima Savi. Piegando a destra e seguendo l’evidente sentiero si arriva in cresta in circa 35 minuti.

Monte-Savi
Monte-Savi

Si ritorna poi nuovamente al colle e si inizia la discesa per il ritorno per lo stesso percorso di andata.

Giallo-autunnale
Giallo-autunnale

Tra pascolivi e larici ormai ingialliti, il cielo limpido solcato da nuvole bianche che ne esaltano il colore azzurro e qualche camoscio che risale i pendii rocciosi osservando a distanza gli alpinisti,  si ritorna al parcheggio un po’ stanchi, forse per i dislivelli continui, ma felici e appagati dai luoghi appena incontrati.

 

Chiara Magliano

Insegnante della scuola primaria. Amo la montagna, lo sport, le camminate a contatto con la natura. Mi piace immortalare con uno scatto le mie emozioni.

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