Via ferrata Nito Staich – OROPA

Partenza e arrivo: Oropa, Biella

Classificazione: MD

Avvicinamento: 20 minuti circa

Dislivello via ferrata: m 200

Tempo di percorrenza via ferrata: 2 ore circa

La via ferrata Nito Staich si trova ad Oropa nei pressi dell’omonimo santuario della Madonna Nera: è stata intitolata a Nito Staich, grande alpinista biellese che ha dedicato molto tempo della sua vita a valorizzare e far conoscere le montagne del proprio territorio.

 

targa-dedicata-nino-staich
targa-dedicata-nino-staich

 

La ferrata è posta in zona di facile accesso, noi abbiamo posteggiato le macchine nei pressi del santuario e ci siamo incamminati lungo la strada asfaltata fino ad arrivare ad un tornante da cui parte una sterrata.

 

vista-del-santuario-durante-la-salita
vista-del-santuario-durante-la-salita

 

Abbiamo percorso questa sterrata per circa una ventina di minuti fino ad arrivare ad una pietraia che bisogna salire seguendo i segni rossi ed alcune targhette indicanti la via fino ad arrivare all’attacco della ferrata.

 

cartello-segnaletico-lungo-i-massi
cartello-segnaletico-lungo-i-massi

 

Si inizia a salire i tratti verticali ma non troppo fino a raggiungere il traliccio dismesso della vecchia funivia.

 

pilastro-di-cemento-della-vecchia-funivia
pilastro-di-cemento-della-vecchia-funivia

 

Si sale sul traliccio lungo il cavo e i pioli fino dove è ancorato un corto ponte tibetano (o delle scimmie) che porta dalla parte opposta sulla parete rocciosa.

Si supera ancora una piccola serie di pareti e piccoli traversi passando sotto i cavi della funivia e arrampicando sotto gli occhi dei numerosi turisti fino ad arrivare ad un secondo ponte.

 

tratto-di-ferrata
tratto-di-ferrata

 

Risalendo la parete si arriva alla parte finale e più impegnativa della ferrata.

Dopo una serie di placche si giunge sotto un tetto che si supera aggirandolo sulla sinistra: questo è il punto più esposto della ferrata, in questo tratto il cavo in orizzontale è leggermente meno teso quindi è importante essere concentrati (come d’ altronde su tutta la ferrata, naturalmente!).

 

tratto-di-placca
tratto-di-placca

 

Superato il tetto si arriva sul pianoro che segna il termine della breve ma avventurosa e divertente ferrata.

 

il-tettino-finale
il-tettino-finale

 

Volendo si potrebbe proseguire verso la cima del monte Tovo, cosa che noi non abbiamo fatto causa del meteo poco favorevole: quindi abbiamo cominciato la discesa cercando i segnavia bianchi e rossi purtroppo poco evidenti.

Si arriva di nuovo alla strada sterrata percorsa all’andata, concludendo la giornata con delle ottime tagliatelle al ragù di selvaggina nella trattoria che si trova lungo la via tornando al parcheggio.

Considerazioni personali:

La Nito Staich, pur non essendo la mia prima via ferrata e sostanzialmente una via di media difficoltà generale, ha il piccolo difetto di non essere troppo adatta alle persone non molto alte come me; i tratti attrezzati avevano i gradini con distanza sopra la media, quindi  ci si doveva tirare su di braccia: poco male… un pizzico di avventura in più!

Altra considerazione è per il sentiero di discesa poco segnalato, è necessario prestare molta attenzione alla traccia e ai radi segnavia scoloriti.

Ferrata in ogni caso bellissima, esperienza da ripetere!

 

 

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