ALTA VALLE TANARO: la Valle incantata e dimenticata

Estremo lembo sud-orientale del cuneese, defilata e poco accessibile dalla grande pianura, spesso sconosciuta agli stessi piemontesi, l’Alta Valle Tanaro viene talora dimenticata perfino dalle recenti guide turistiche, fatto assai curioso se consideriamo che essa presenta connotati geografici e morfologici caratteristici e del tutto peculiari.
Il principale affluente destro del Po, da cui prende il nome, nasce infatti, proprio da queste cime (dal monte Saccarello, spartiacque naturale tra la Liguria e il Piemonte, e precisamente a 2201 mt di altezza) con il nome di Tanarello, per unirsi poco più a valle al torrente Negrone (nato invece da punta Marguareis) a formare appunto, pochi km al di sopra dell’abitato di Ponte di Nava, il fiume Tanaro.

Da Ceva, raggiungendo paesi quali Bagnasco, Nucetto, Perlo, Priola e Garessio, borghi medievali ricchi di fascino e testimoni delle incursioni saracene nell’entroterra avvenute intorno all’anno 1000, la valle risale fino a Ormea, gradevole e ridente paese, sovrastato dal Pizzo, splendida balconata naturale, ove, dai suoi 2476 mt di altezza, nelle giornate terse, è possibile vedere il mare.

upega-fraz-briga-alta
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Da Ormea poi, la strada s‘inerpica fino al tratto più suggestivo e caratteristico dell’alta valle, e raggiunge la frazione di Viozene, spettacolare anfiteatro naturale sul gruppo del monte Mongioie (mt 2630) imponente massiccio calcareo e seconda cima della valle per importanza.
Da qui, attraverso l’ameno e selvaggio orrido delle fascette, si raggiunge il comune più meridionale della provincia, chiamato Briga Alta.
Della Valle Tanaro, fanno poi anche parte i paesi di Alto e Caprauna situati in realtà in una valle laterale chiamata Pennavaire; tali comuni, per bizzarrie geografiche, pur sul versante ligure, fanno parte della provincia di Cuneo.

La complessa geografia del luogo, ci permette una digressione necessaria alla piena comprensione di questo composito territorio; i massicci montuosi della Valle Tanaro fanno parte delle Alpi Liguri. La suddivisione orografica internazionale nel 2005 ha, infatti, riconosciuto e certificato, che il tratto alpino compreso tra il Colle di Cadibona e il Colle di Tenda, corrisponde appunto alle Alpi Liguri, riconoscendo loro, una completa e piena autonomia nella classificazione alpina proprio in virtù di caratteristiche oro morfologiche peculiari quali l’estrema vicinanza al mare e il fenomeno del carsismo; tale riconoscimento ne ha permesso una definitiva distinzione dalle Alpi Marittime con cui confinano.

valle-dei-maestri-verso-colle-signori
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Le Alpi Liguri o Ligustiche, comprendono pertanto un tratto prealpino e alpino riconducibile al monte Saccarello situato in Liguria, e un tratto più esteso facente capo al gruppo del Mongioie e del Marguareis, situato in questa valle piemontese. L’elevata percentuale di endemismi individuati dagli studiosi, fanno delle Alpi Liguri, il regno della biodiversità.

Come detto, il fenomeno del carsismo, peculiare di questo tratto di alpi e ben distinto dalle rocce di granito caratteristico invece delle Marittime, ha permesso lo svilupparsi di uno dei più grandi e importanti complessi carsici italiani esteso su una vasta area di 60 Km2 attorno al massiccio del Marguareis; stiamo ovviamente parlando del comprensorio di Piaggia Bella e Labassa.

orrido-fascette
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La relativa vicinanza al mare, influenza quindi in maniera determinante questo territorio, permettendo la crescita di specie floreali tipicamente costiere, ad altitudini comprese tra i 1200 e i 1700 mt di altezza; ne è massima testimonianza lo splendido bosco delle Navette, un tempo inesauribile riserva di pregiato legname utilizzato per la costruzione di barche e navi nella vicina costa ligure. Questo bosco di abeti e larici, oggi protetto, si estende per 2770 ettari al di sopra l’abitato di Upega ed è uno delle riserve boschive con maggiore estensione e più interessanti per la quantità di specie floreali protette d’interesse comunitario, delle Alpi Occidentali.

Terra di contraddizioni, ma assai ricca di fascino perché terra di confine con la vicina Valle Argentina in Liguria e la francese Valle Roya; ed è proprio la collocazione geografica della valle che ne ha improntato la storia e la lingua. Questo confine segna, infatti più che mai, un ideale baricentro simbolico di una comunità chiamata brigasca, minoranza etno-linguistica e fiera popolazione vocata alla pastorizia, che ha mantenuto nei secoli una forte identità culturale nonostante tutte le vicissitudini storiche che l’hanno vista forzatamente “dispersa” su due stati (Italia e Francia), tre regioni (Piemonte, Liguria e Provence,Alpes,Cote d’Azur) e quattro comuni diversi (La Brigue, Briga Alta, Ormea e Triora).

bosco-navette
bosco-navette

Il territorio, proprio in virtù dei suoi variegati confini, si presta da secoli allo scambio commerciale tra popolazioni differenti, basti pensare a quella “via del sale”, di cui sono documentate tracce persino in epoca preromana, che proprio di qui passa, e che ha sempre garantito scambi tra la gente della costa e quelle della pianura. Della via del sale fa anche parte un tratto della “strada militare” Monesi-Limone che ripercorre l’antico tracciato che dal cuneese raggiungeva la costa ligure. Recentemente ristrutturata e riaperta al transito di escursionisti e bikers, questa strada alpina, parte dal Colle di Tenda e si mantiene in quota e dal Colle dei Signori nei pressi del rifugio Don Barbera, raggiunge Monesi attraverso il Bosco delle Navette.

Ma le peculiarità del territorio non finiscono qui; nell’estremità meridionale dell’alta valle, troviamo la già citata Briga Alta che con i suoi 44 residenti, è uno dei comuni meno popolosi d’Italia oltre ad essere quello in assoluto meno densamente popolato sul territorio italiano data la sua notevole estensione territoriale.
In seguito al trattato di pace del 1947, i comuni di Briga Marittima e di Tenda passarono alla Francia, mentre parte dei territori brigaschi rimasti italiani, si costituirono in un nuovo comune,chiamato appunto Briga Alta.
In realtà Briga Alta non esiste come paese in sé, essendo costituito da tre frazioni: Piaggia, Carnino e Upega. Talora isolati gli uni dagli altri nella stagione invernale, questi villaggi hanno assistito nell’ultimo secolo a un progressivo ed inesorabile spopolamento.
Una parte consistente del territorio di questo comune è compreso nel parco del Marguareis; dalla frazione di Carnino Superiore parte infatti l’escursionistica più classica, che attraverso la Gola della Chiusetta e il Colle dei Signori, raggiunge punta Marguareis, cima più importante della Valle e di tutte le Alpi Liguri con i suoi 2651 mt di altezza.

Proprio il parco del Marguareis, insieme al parco delle Alpi Marittime, del Mercantour e delle Alpi Liguri, ha recentemente ufficialmente presentato il suo progetto per la candidatura a patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO “Alpi del Mare”.

Bibliografia;
-Il tramonto delle identità tradizionali. Annibale Salsa.Priuli & Verlucca.
-Meridiani Montagne.Alpi Liguri.n°37.Anno VIII.Marzo 2009
-Civilità dei Monti.Edilio Boccaleri.Stringa Editore
-Una foresta per dimora.Le Navette nella Alpi Liguri.Edilio Boccaleri.Editore centro stampa Offset.
-Valle Tanaro. Cai Mondovì.Editore Centosentieri.

 

 

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