Anche in Valle Gesso ci sono i canyon!

Un canyon vicino a casa…. ENTRACQUE – GORGE DELLA REINA.

Partenza e arrivo: Sant’ Antonio di Entracque – Tempo di percorrenza : 1,15 h – Dislivello: 250m , trekking adatto anche ai bambini.

Quest’escursione l’ho fatta con mio figlio nella tarda primavera dell’anno scorso, avevo scelto questa facile metà (250 m di dislivello) per fargli vedere da vicino un piccolo canyon e perché per la buona esposizione lo rende un buon itinerario per l’inizio della stagione perché ormai privo di neve.

fioritura-primaverile
fioritura-primaverile

Il gorge deve il suo nome alla Regina Giovanna d’Angio (Reina Jano), molto popolare nelle valle occitane, protagonista di una leggenda che la narra in fuga proprio in questa zona dal Re di Francia che la voleva in sposa. Purtroppo il re respinto fece il tentativo di salire sul colletto della Lausa per dominare dall’alto la valle e sferrare l’attacco finale per rapire con la forza la donna, ma fu punito dall’ira divina e la sua armata sprofondo’ nella gola.

gorge-della-reina
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In realtà la gola di indubbio fascino è un bel esempio dell’effetto dell’erosione dell’acqua sulle rocce calcaree presenti in questa zona ai confini del parco delle Alpi Marittime. Anche in estate qui tra queste rocce la temperatura è sempre molto bassa e proprio per questo veniva usata in epoca sabauda come riserva di neve e ghiaccio.

Il percorso ad anello dello sviluppo complessivo di 6 km parte dalla chiesetta di Sant’Antonio di Entracque e sale dolcemente tra prati e alberi verso la borgata Violin, quindi si lascia la strada verso la frazione e si prosegue a sinistra su un sentiero che passa sotto la salita verso la ferrata di Funs fino all’ingresso della gola.

nuvole-lontane
nuvole-lontane

Volendo esplorare il canyon bisogna percorrere il sentierino che si trova una decina di metri dopo il cartello di segnalazione (lato destro idrografico), occorre però essere muniti di un paio di scarpe adatte per il fondo bagnato e perché molte volte si può incontrare ancora della neve, di un k-way per l’acqua che discende dalle pareti e secondo la stagione anche di una maglia per le temperature più basse all’interno.

Per il ritorno si prosegue verso per il colletto della Lausa (circa 20 minuti) fino ad arrivare i resti della borgata Tetti Stramondin da qui si incontra la mulattiera che inizia la discesa e si ricongiunge al percorso di salita in corrispondenza del ponticello di pietra attraversato all’inizio del percorso.

sentiero-per-tetti-stramondin
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Lorena Durante
Informazioni su Lorena Durante 42 Articoli
Chi sono? Educatrice, appassionata di fotografia (vicepresidente di Mondoviphoto), e di montagna. Ho un accompagnatrice speciale nelle mie passeggiate: il mio malamute Anouk