Anello al monte Rama, Appennino Ligure da Arenzano – GENOVA

 

Località di partenza: Lerca (GE) – località Piana 190mt

Ascesa: 1440 mt

Distanza: 21,00 km

Data escursione: 28 febbraio 2020

Altitudine di partenza: 190 mt

Altitudine massima: 1148 mt

Ad anello: si

Scala delle difficoltà escursionistiche:

GRADO CAI (Club Alpino Italiano) E (escursionistico) – Lago du Mei 213 mt

EE (escursionisti esperti) – Direttissima Monte Rama

GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) T1 – Escursionismo

T2 – Escursionismo alpino

ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:

Raggiunto Arenzano si lascia l’auto nei pressi del parcheggio antistante la stazione ferroviaria

NOTA PERSONALE: Il livello di difficoltà è medio alto. Per quanto riguarda il tratto per il lago di Meu bisogna fare solo attenzione ad alcuni tratti dove sono presenti alcune rocce mobili. Per quanto riguarda invece la Direttissima per il monte Rama il percorso è costituito da diversi ripidi pendii che si superano facilmente ma con l’aiuto delle mani. Questo tratto può essere evitato proseguendo sul sentiero principale in direzione sud-est.

GLOSSARIO GEOETIMOLOGICO: Il toponimo “mei” è un termine dialettale che significa “mela” e, probabilmente fa riferimento alla forma arrotondata del laghetto, somigliante appunto ad una mela. (tempo A/R 50/60 minuti).

ITINERARIO

Giunti ad Arenzano si lascia l’auto nel parcheggio antistante la stazione ferroviaria. Imboccato il sottopasso alla sinistra del bar della stazione si raggiunge via Carlin che si percorre per intero fino a via Terralba. Percorrendo questa via stretta si attraversa una parte del paese poco frequentata ma caratterizzata da vicoli stretti e agglomerati urbani con abitazioni tipiche locali. Si supera il viadotto autostradale, individuando le prime cime dell’appennino colpite dalle prime luci del sole. Si supera alla sinistra un piccolo e grazioso teatro locale e si prosegue fino a superare via Cesare Festa, dopodiché in prossimità di una curva alla destra si individua un piccolo vicolo con all’angolo un parrucchiere, via Castellin che conduce alla zona artigianale-industriale. Dopo alcuni metri si raggiunge via Pian Masino e superato il bar Black Out, si prosegue fino a raggiungere un incrocio dal quale, mantenendo la destra, si imbocca la via Val Lerone che porta a Lerca. Al primo bivio si svolta a sinistra e si supera il torrente Lerone inserendoci in via Bordin dove, al primo incrocio si mantiene la sinistra, si supera una struttura industriale e attraverso un breve sentiero si raggiunge la strada che porta a Castelletto. Superando la località si segue la strada per raggiungere la località Lavelli e successivamente Piana a 190 mt s.l.m. Superato questo insediamento urbano si raggiunge un trivio dal quale decidiamo di seguire il sentiero per il lago du Mei.

Trivio-località-Piana
Trivio-località-Piana

Trascurando il sentiero segnalato da doppia linea rossa con pallino, seguiamo il sentiero all’estrema destra. Il percorso che stiamo per affrontare si dimostra essere un sentiero abbastanza stretto e in alcuni punti non segnalato ma facilmente individuabile. Dopo una serie di brevi ma ripide salite si raggiunge un piccolo poggio roccioso dal quale possiamo ammirare il paesaggio sia dal mare che verso il monte Rama. Da qui la traccia si mantiene a mezza costa ma diventando meno evidente e più impervia. Dopo una ripida salita il sentiero inizia a scendere rapidamente entrando in un bosco di lecci e si prosegue seguendo ripidi brevi tornanti fino a raggiungere il rio di Lerca in corrispondenza di una piccola spiaggetta. La ridotta quantità di acqua ci permette di raggiungere la sponda opposta e di ammirare la caratteristica insenatura “marmitta” scavata nella roccia, del lago du Mei, che raggiunge una profondità massima di 5 metri e un diametro di 12 metri.

Lago-du-Mei
Lago-du-Mei

Tornati dalla bacheca in prossimità del trivio, questa volta si segue la traccia con bollo e due tacche rosse che sale subito molto ripida. Si deve prestare molta attenzione ai vari incroci per evitare di allungare il percorso. Raggiungiamo quindi una prima deviazione a sinistra dove troviamo solo il segno del bollino rosso, raggiungendo quindi una successiva sterrata che si percorre a destra e poi subito dopo si prosegue sulla sinistra. Il percorso si restringe passando sotto le pendici della punta Coletta e poi del Bric Camulà, si supera l’indicazione per raggiungere la sua cima e si prosegue raggiungendo così il passo Camulà 790 mt. Poco dopo il passo raggiungiamo l’indicazione della Direttissima per raggiungere la cima del Monte Rama. Tralasciando quindi il percorso sul versante sud- est ci accingiamo a seguire la Direttissima che è caratterizzata da diversi tratti rocciosi da superare con il solo aiuto delle mani. La segnaletica, pur essendo trascurata e non più evidente, ci aiuta comunque a seguire la giusta direzione. Salendo lungo il canale si incontra subito una balza rocciosa che si aggira sulla destra. Si prosegue per ripidissime chine erbose e facili gradini rocciosi in un ambiente selvaggio e molto suggestivo.

Ripidi-pendii-della-Direttissima-EE
Ripidi-pendii-della-Direttissima-EE

Riusciamo quindi a raggiungere la sommità del monte raggiungendo quindi il sentiero che poi seguiremo per completare l’anello.

Dopo aver ammirato il panorama dalle due croci, ritorniamo sul sentiero, quasi pianeggiante, in direzione dapprima delle sponde rocciose della Cima Fontanaccia 1153 mt per poi perdere qualche metro per giungere al Colle Sud Bric Resonau 1091 mt. Ritorniamo indietro di alcuni metri per imboccare il sentiero in discesa caratterizzato dal segno rombo rosso vuoto.

Si prosegue lungo il sentiero alla sinistra orografica del rio Fosso di Nespolo in un ambiente brullo con pochissima vegetazione fino a perdere molta quota e raggiungere le prima abitazioni che ci introducono il paese di Sciarborasca. Seguiamo dapprima la salita Sperone, poi la via Arma e subito dopo il ponte del rio che attraversa il paese, imboccando via al Piano, intercettiamo un sentiero che ci permette di raggiungere prima la località Marchetto di Lerca e poi attraversando una sterrata danneggiata da una precedente alluvione, nuovamente l’innesto del trivio che avevamo lasciato al mattino.

Da questo punto non ci rimane quindi di seguire il percorso che abbiamo affrontato al mattino e raggiungere nuovamente la nostra auto nei pressi della stazione di Arenzano.

 

Massimo Frumento
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