Anello alla Cima delle Saline – VALLE ELLERO

Anello alla Cima delle Saline 2612 mt da Rastello in Valle Ellero

Località di partenza: Rastello – Ponte Chiappa

Altitudine di partenza: 1624 mt

Percorso 19,30 km

Dislivello 1265 mt

Difficoltà E (da evitare dopo aver raggiunto la cima di completare l’anello seguendo il vallone delle Masche, sconsigliato in caso di nebbia da chi lo ha già percorso e comunque necessità di un buon orientamento e abilità fisica).

NOTA PERSONALE: per completare l’anello, seguendo le tracce del sentiero e scendendo a sud-ovest bisogna fare molta attenzione a NON SEGUIRE la segnaletica rosso/bianca perchè porterebbe verso Carnino ma i “paletti” che contraddistinguono parte del percorso e altrettanti “ometti” che portano al Pian Ballaur. In caso di nebbia è necessaria una buona capacità di orientamento soprattutto in questa parte del percorso.

La Cima delle Saline è compresa nelle Alpi Liguri e si colloca tra la Valle Ellero e la Val Tanaro, offre panorami molto estesi su tutto l’arco alpino e comprende il Monte Mongioie (2630 mt) e la Punta Marguareis (2651 mt).

Panorama-verso-le-Alpi-Liguri
Panorama-verso-le-Alpi-Liguri

Per accedere al punto di partenza si raggiunge Chiusa Pesio, si segue per Roccaforte Mondovì e si devia per Prea, da dove si prosegue per Rastello. La strada continua per diversi chilometri fino a quando si raggiunge Ponte Murato 1242 mt e dove eventualmente si potrebbe lasciare l’auto visto che successivamente la strada diventa sterrata ed è percorribile solo da fuoristrada.

Avendo un’auto adatta allo sterrato molto sconnesso raggiungiamo l’ultima area adibita a parcheggio denominata Ponte Chiappa 1624 mt, da dove si estende il pianoro “Pian Marchisio” dal quale possiamo ammirare la nostra meta coperta in parte dalla Cima delle Masche (2392 mt).

Percorriamo l’intero pianoro, lungo un percorso che affianca il torrente, e che ci introduce il particolarissimo paesaggio di questa parte della Valle Ellero, fino a quando non incrociamo il sentiero per il rifugio Havis de Giorgio – Mondovì che comunque avevamo già intravisto dal pianoro, sovrastato dall’omonima cima.

Pianoro-dopo-aver-lasciato-il-rifugio
Pianoro-dopo-aver-lasciato-il-rifugio

Dopo una breve sosta, riprendiamo il nostro percorso in direzione sud-est lungo un successivo pianoro, che poco dopo alcuni tornanti ci conduce alle indicazioni per il Passo delle Saline. Dopo una breve salita giungiamo ad un altro breve pianoro, caratterizzato da alcuni “inghiottitoi”, che attraversiamo incuriositi dalla conformazione “carsica” del territorio che caratterizza il paesaggio, fornendo un aspetto spoglio e misterioso ma allo stesso tempo coinvolgente.

Inghiottitoio-carsico
Inghiottitoio-carsico

Da un pannello apprendiamo che gli “inghiottitoi” sono forme carsiche legate all’infiltrazione concentrata delle acque superficiali che scorrono sulle rocce impermeabili e che quando intercettano le rocce carbonitiche esercitano un’azione di corrosione e di erosione, dando origine a notevoli reticoli carsici.

Pannello-espositivo-inghiottitoi
Pannello-espositivo-inghiottitoi

Il sentiero prosegue in salita, contraddistinto da alcuni segni su roccia ma soprattutto da una serie di paletti di legno, compreso da una parte da una meravigliosa vista, a destra, verso la Cima della Brignola 2472 mt e il Mongioie 2630 mt, mentre a sinistra (sud-ovest), l’imponente parete della Cima delle Masche e delle Saline.

La-prima-vera-salita-verso-il-passo-delle-Saline
La-prima-vera-salita-verso-il-passo-delle-Saline

Proseguiamo ora su una pendenza maggiore in direzione del passo tra una distesa di meravigliose piante di rododendri, alcune delle quali ancora in fiore, a causa della stagione fredda più prolungata che ha permesso una fioritura più tardiva. Raggiungiamo quindi il Passo delle Saline a quota 2174 mt dove possiamo ammirare la vallata che porta a Carnino.

passo-delle-Saline
passo-delle-Saline

Dopo una breve pausa riprendiamo il sentiero in direzione della Cima delle Saline per salire gli ultimi 400 metri di dislivello. Il percorso è notevolmente ripido ed impegnativo e si mantiene in cresta tra le due valli, fino a che passato uno stretto ma semplice canalino, scorgiamo la prima croce panoramica che velocemente raggiungiamo, dalla quale godiamo di una straordinaria vista sul Mongioie e sulle cime liguri.

La-croce-di-vetta-dal-canalino-finale
La-croce-di-vetta-dal-canalino-finale

Sempre mantenendoci in vetta ci spostiamo verso la seconda croce dalla quale scorgiamo il rifugio Mondovì. Trascorriamo circa mezz’oretta sulla cima per assaporare lo spettacolare panorama.

La-seconda-croce-di-vetta
La-seconda-croce-di-vetta

Le condizioni meteo non sono delle migliori e grandi ammassi di nubi, provenienti dal versante sud, circolano intorno alla nostra posizione. Prevedendo un peggioramento delle condizioni decidiamo di ripartire e completare l’anello, seguendo le tracce in discesa verso un avvallamento con direzione Pian Ballaur.

In-salita-verso-il-Pian-Ballaur
In-salita-verso-il-Pian-Ballaur

Dopo un breve pianoro caratterizzato da rocce carsiche, a causa della improvvisa presenza di nebbia, abbiamo qualche dubbio sul seguire una traccia dal segno rosso e bianco oppure un paletto intravisto a distanza in direzione nord. Consultando il gps e ragionando sulla nostra posizione decidiamo di seguire il paletto che ci porta in prossimità del canalino delle Masche, da non percorrere se non si è abbastanza sicuri di voler intraprendere un sentiero insidioso e comunque sconsigliato in una giornata nebbiosa come questa.

Passando oltre ci dirigiamo verso il Pian Ballaur, raggiunto dopo una discreta salita, contrassegnate da tacche oramai desuete ed alcuni ometti in pietra.

caratteristico-raggruppamento-di-ometti-artistici-al-Pian-Ballaur
caratteristico-raggruppamento-di-ometti-artistici-al-Pian-Ballaur

Raggiunta la cresta rimaniamo stupiti dall’innumerevole presenza di differenti ometti in pietra, dove alcuni avventori si sono divertiti a creare delle vere “opere d’arte”. Il panorama, nonostante la presenza delle nubi basse, risulta davvero entusiasmante e caratterizzato verso est dal Mongioie, mentre non siamo riusciti ad individuare il Marguareis, verso ovest, in quanto coperto completamente dalle nuvole.

Seguiamo a questo punto il crinale che dopo una leggera discesa ci porta allo spartiacque tra il vallone verso Carnino e quello verso il rifugio Mondovì, dove raggiungiamo il Colle del Pas 2342 mt,

percorso-in-cresta-verso-il-colle-del-Pas
percorso-in-cresta-verso-il-colle-del-Pas

dal quale intravediamo a nord-ovest , la direzione della Porta Sestrera e dal quale scendiamo verso il lago Rataira che raggiungiamo poco dopo.

panorama-e-lago-Rataira
panorama-e-lago-Rataira

Il paesaggio che circonda il lago è caratterizzato da diverse piante di rododendro ancora in fiore, distribuito in ordine sparso tra le diverse rocce presenti che denotano un particolare assetto all’area circoscritta al lago, quasi studiato e pianificato, mentre è totalmente casuale.

Superato il lago seguiamo le indicazioni per il rifugio, mentre notiamo che le condizioni meteo stanno peggiorando infatti, mentre raggiungiamo il secondo lago Biecai, quasi completamente asciutto, inizia a piovere.

Il-lago-Biecai-prosciugato
Il-lago-Biecai-prosciugato

Il percorso oramai prosegue in discesa e dopo alcuni tratti in piano, raggiriamo il complesso delle Rocche Biecai, oramai sotto un’intensa pioggia e tuoni in lontananza che sentiamo sempre più vicini. Dopo circa 45 minuti dall’inizio della pioggia raggiungiamo il Rifugio Mondovì dove attendiamo che il tempo torni a migliorare.

Rifugio-Havis-de-Giorgio-Mondovì
Rifugio-Havis-de-Giorgio-Mondovì

Infatti dopo, una breve ma intensa grandinata, ecco che torna a splendere il sole, segnale che possiamo riprendere l’ultima parte del nostro cammino, attraversando nuovamente il Pian Marchisio e raggiungere le nostre auto al Ponte Chiappa.

sulla-via-del-ritorno-Piano-Marchisio
sulla-via-del-ritorno-Piano-Marchisio

Nonostante l’idea di compiere una media escursione le nostre aspettative sono state altamente superate e torniamo alle nostre abitazioni pienamente gratificati e soddisfatti.

 

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Massimo Frumento
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Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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