Anello ciaspole della Punta Rumelletta – VALLE PO

 

Località di partenza: Meire Durandini (1620 m) e il pian Ciarm (a pochi metri dall’agriturismo “A nostro Mizoun”) – Ostana

Ascesa: 911 mt

Distanza: 11,60 km

Data escursione: 5 gennaio 2019

Ad anello: si

Scala delle difficoltà escursionistiche:

GRADO CAI (Club Alpino Italiano) F (Facile) – Itinerario con ciaspole (racchette da neve)

GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) WT1 – < 25°. Nell’insieme piatto o poco pendente . Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze

CURIOSITA‘: La Punta Ostanetta (o Punta d’Ostanetta, o Rumela) è una montagna delle Alpi Cozie. La sua anticima, di pochi metri più bassa, prende il nome di Punta Rumelletta (in patois Pounto dal Razil).

ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:

Prendendo come riferimento la piazza della stazione ferroviaria di Saluzzo si risale la valle Po. Prima di raggiungere Crissolo si incontra la deviazione per Ostana e si prosegue per circa 4 chilometri, superando diverse borgate, per raggiungere la Meire Durandini (1620 mt) e il pian Ciarm a poca distanza dall’agriturismo “A nostro Mizoun”, dove si può lasciare l’auto.

NOTA PERSONALE: una delle più suggestive escursioni che permettono di ammirare in tutto il suo splendore il “Re di pietra” e tutte le cime adiacenti, da un balcone panoramico naturale. Il livello di difficoltà è medio e dipende soprattutto dalle condizioni di innevamento che si può trovare lungo il percorso. E’ sempre utile consultare il bollettino delle valanghe su www.arpa.piemonte.it , aggiornato quotidianamente, qualunque siano le condizioni meteo previste.

ITINERARIO

La nostra primaria intenzione era quella di assaporare le molteplici sfumature che solo l’alba riesce a “dipingere” nel cielo. Abbiamo scelto Ostana, come località di riferimento e come punto di osservazione il balcone naturale al pian del Ciarm, a pochi passi dal rifugio “A nostro Mizoun”.

Partiamo intorno alle 6,30 dalla stazione di Saluzzo per arrivare intorno alle 7,30 al punto di osservazione dal quale riusciamo, grazie alle giornata asciutta e serena, a seguire, istante dopo istante, le fasi dell’alba verso est, dai primi albori di colore rosato ai successivi istanti, con passaggi di colore aranciati sempre più intensi fino all’esplosione finale abbagliante con il sole completamente affacciato oltre la cortina dell’orizzonte costituito da una coltre di nuvole.

Primi colori dell'alba verso la pianura
Primi colori dell’alba verso la pianura

Dalla parte opposta della pianura, allo stesso tempo, abbiamo potuto osservare i cambiamenti di colore sul Monviso, dapprima la parte estrema delle cime appena colpite dai primi raggi di sole hanno assunto un colore rosato, mano a mano cangiante verso l’aranciato, mescolato ai giochi di ombre e luci creati dalle zone imbiancate dalla neve.

In pochi minuti le tonalità dei colori aumentano a dismisura fino a raggiungere un’intensità quasi rossastra che trasforma il panorama in un dipinto dai colori caldi e accesi. La sensazione era quella di essere, in quegli istanti, davanti ad una tela di un quadro “en plein air” ed osservare i mutamenti di colore realizzati dalla mano di un pittore, che voleva “congelare” ogni istante dell’alba.

Le prime luci dell'alba sul Monviso
Le prime luci dell’alba sul Monviso

Sicuramente la levataccia che abbiamo fatto ci ha ripagato ampiamente e lo spettacolo che i nostri occhi hanno potuto osservare è stato davvero notevole e irripetibile.

Intorno alle 8,30, quando oramai il sole aveva raggiunto la sua completa presenza in cielo ed i colori caldi si sino attenutati abbiamo iniziato la nostra “vera e propria” escursione che, per la scarsa presenza di neve non indossiamo per il momento le ciaspole.

Dal balcone del pian del Ciarm, seguiamo il sentiero che si dirige verso l’alto e dopo alcune centinaia di metri proseguiamo oltre il sentiero di destra per la punta Selassa (2036 mt) che sarà il nostro ritorno.

 Pian-del-Ciarm
Pian-del-Ciarm

Dopo alcuni metri raggiungiamo un caratteristico ammasso di grandi rocce, sistemate in modo alquanto curioso, denominato Pilun Sevelhoun.

Pilun Sevelhoun
Pilun Sevelhoun

Qualche centinaia di metri più avanti lasciamo il sentiero principale e svoltiamo a destra seguendo le indicazioni di una palina che ci conduce verso la nostra meta.

Ogni tanto ci dobbiamo obbligatoriamente fermare per contemplare lo spettacolo dettato dal Monviso che non ci abbandonerà per tutta la nostra camminata.

Lungo la risalita che si fa sempre poco più ripida raggiungiamo un lungo traverso, al di sotto del colle Bernardo (2245 mt) che ritroveremo al nostro ritorno, che affrontiamo in diagonale.

Panorama dal colle di San Bernardo
Panorama dal colle di San Bernardo

Seguendo la direzione Nord, dopo lunghi pendii raggiungiamo dapprima la punta Rumelletta (detta anche Razil 2370 mt), per poi seguire e, facendo attenzione al percorso in cresta innevato, raggiungiamo la punta Ostanetta (2375 mt).

Panorama dalla Punta Ostanetta 2375 mt
Panorama dalla Punta Ostanetta 2375 mt

Siamo a pochi metri dalla punta Rumella (2319 mt) che non raggiungiamo per la presenza di neve in cresta ma che ammiriamo sullo sfondo delle cime all’orizzonte verso la valle d’Aosta.

La giornata straordinariamente serena ed asciutta ci permette di ammirare uno spettacolare paesaggio a 360°, distinguendo anche alcuni paesi verso la pianura torinese.

Dopo la pausa, riprendiamo il cammino per tornare alle nostre auto, dapprima rimanendo in quota e raggiungere un anonimo pianoro, dal quale possiamo anche ammirare le punte appena raggiunte. Da qui risaliamo un breve traverso e ci dirigiamo, scendendo verso il colle Bernardo 2245 mt, seguendo il crinale.

Per completare l’anello risaliamo un breve pendio per poi, dopo una breve pausa, riprendere il crinale verso il colle Selassa (2020 mt), che si nota la croce già da distante. Poco prima della discesa verso il colle decidiamo di toglierci le ciaspole data la scarsità della neve oramai molto evidente.

Punta Selassa (2036 mt)
Punta Selassa (2036 mt)

Raggiunta la croce riusciamo ad individuare, verso la pianura, i paesi, tra gli altri, di Paesana e di Barge.

Dando le spalle alla croce, decidiamo di tornare alle nostre auto seguendo il sentiero che scende a sinistra e che si ricongiunge, più in basso, al bivio incontrato durante la salita del mattino.

Ritornati sul nostro percorso iniziale proseguiamo lungo il sentiero fino a raggiungere nuovamente le nostre auto. Possiamo quindi tornare pienamente soddisfatti alle nostre case consapevoli delle bellezze naturali che il nostro ambiente riesce ancora a “donarci” e che noi siamo consapevoli che devono essere preservate e rispettate.

 

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Massimo Frumento
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Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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