Anello del Monte Clapier – VALLE GESSO

Partenza : San Giacomo di Entracque (CN) (1213 mt)

Quota massima: Monte Clapier (3045 mt)

Difficoltà : EE

Dislivello: ascesa 2810 mt – discesa 2839 mt

Lunghezza Percorso: 40 km totali

Tempo impiegato: 12 h con soste

Note tecniche: per poter affrontare questa escursione è necessario avere una buona preparazione fisica e resistenza prolungata in quanto l’itinerario è molto lungo.

Arrivati a San Giacomo, superiamo a sinistra il Ponte sul Gesso della Barra e il campeggio: ci dirigiamo verso il Vallone di M. Colomb. Poco dopo raggiungiamo le ex case reali di caccia a 1250 mt, ora colonie estive.

San-Giacomo-Entracque
San-Giacomo-Entracque

Sentiamo infatti provenire proprio da quei caseggiati il profumo del caffè che si espande nelle zone limitrofe. Mi è di nuovo venuta fame, nonostante abbia terminato da poco un’abbondante colazione!

Raggiungiamo, dopo una serie di tornanti nel bosco, il Pra del Rasur a 1394 mt, al fondo del quale si trova il Gias Sottano del Vei del Bouc. Qui al segnavia svoltiamo a destra.

Gias-Sotto-del-Vei-del-Bouc
Gias-Sotto-del-Vei-del-Bouc

Superiamo un ponte di legno e proseguiamo fino ad incontrare un altra deviazione, che trascuriamo procedendo sul sentiero principale M13.

Camminando sulla mulattiera perveniamo, salendo costantemente, dapprima al Gias Sottano del Muraion (1845 mt) e successivamente al Gias Soprano del Muraion (2090 mt).

Proseguiamo ed a circa 2280 mt, in corrispondenza del cartello che indica verso destra il Rifugio Pagarì, noi andiamo diritto seguendo delle tacche arancioni (sentiero M13c).

Proseguiamo-diritti-tacche-arancione
Proseguiamo-diritti-tacche-arancione

Risaliamo la pietraia e raggiungiamo il ghiacciaio Clapier con tipica forma ad Y.

inizio-del-ghiacciaio
inizio-del-ghiacciaio

La prima parte la saliamo senza calzare i ramponi, mentre successivamente considerata la pendenza dello stesso, per salvaguardare la nostra sicurezza li indossiamo in modo da procedere senza correre rischi.

nella-conca-calziamo-i-ramponi
nella-conca-calziamo-i-ramponi

Intorno a noi son ben visibili dei massi che mi chiedo come diavolo possano stare lì…. stanno su per miracolo!!

Speriamo non cadano proprio durante il nostro passaggio.

Prima di pervenire sul fondo del ghiacciaio, degli ometti sulla nostra sinistra ci segnalano una vetta: è la Cima Viglino (2910 mt). Decidiamo quindi di raggiungerla: da lassù il panorama è grandioso: la valle delle Meraviglie ci offre lo splendore dei suoi laghi; il Gelè, Lusiére, Vert e Noir ed il Lago dell’Agnel. In ottima posizione scorgiamo  il Rifugio Valmasque.

Cima-Viglino
Cima-Viglino
Laghi-Valle-delle-Meraviglie
Laghi-Valle-delle-Meraviglie

Intravediamo invece, sulla sinistra,  il mare. Dal colle est del Clapier, scendiamo in territorio francese.

Siamo in cerca di una via, di un canale, ma non trovandolo, dopo essere stati a mezza costa, tra pietraia, decidiamo di scendere.

Lo scenario è da cartolina: camminando tra grossi massi e  successivamente su un sentierino, raggiungiamo il Rifugio Nizza (2232 mt).

Rifugio-Nizza
Rifugio-Nizza

Sullo sfondo il “Lac de la Fous”. Di qui svoltiamo verso destra verso un sentiero che il gps dice ci condurrà al Passo Pagarì.

in cima il colle Pagarì
in cima il colle Pagarì

Perveniamo così ai laghetti del Clapier. Considerato che la meta decisa per oggi era il Clapier, nonostante la stanchezza inizi a far sentire visti i chilometri percorsi, decidiamo che la vetta è da raggiungere.

Svoltiamo quindi a destra, seguendo gli ometti, e risaliamo sulla pietraia, praticamente in un canalino. Dopo circa 550 mt di dislivello finalmente arriviamo alla vetta. Le nuvole si stanno alzando, intorno non si vede più nulla.

Canale-per-raggiungere-la-Maledia-dal-R.-Pagarì
Canale-per-raggiungere-la-Maledia-dal-R.-Pagarì
Clapier
Clapier

Mangiamo una barretta velocemente e ci prepariamo per affrontare la discesa verso i laghetti. Giunti in prossimità di un grosso grosso masso, un cartello ci indica il sentiero per il colle Pagarì.

Laghi-salendo-verso-il-Colle-Pagarì.
Laghi-salendo-verso-il-Colle-Pagarì.

Altri 200 mt circa di dislivello in salita ci aspettano. Incontriamo alcuni giovani diretti al Nizza. Giungiamo così con l’ennesimo sforzo al passo Pagarì (2798 mt).

Da qui proseguiamo in discesa verso il rifugio omonimo: i sintomi della fame iniziano a farsi sentire prepotentemente, il cammino dal colle al rifugio pare eterno. La visibilità per fortuna è migliorata.  Finalmente ci siamo: eccolo il Rifugio (2650 mt).

Rifugio-Pagarì.
Rifugio-Pagarì.

Entriamo e come prima cosa, dopo aver salutato il gestore, ordiniamo una birra e qualcosa da mangiare. Un bel tagliere di formaggi con  pane: finalmente, mi pare quasi un sogno!

Ci rifocilliamo, le energie iniziano a fluire e, tra il rumore dei tuoni, ripercorriamo il sentiero M13 che ci conduce a San Giacomo di Entracque.

Un’altra intensa giornata si è conclusa, ma siamo pienamente soddisfatti dell’escursione!

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Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 27 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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