Anello del Monte Pierassin – VALLE STURA

Punto di partenza: ponte sul torrente Oronaye / Colle della Maddalena (CN)

Alba
Alba

L’automobile sfreccia nella notte in un fondovalle che ben conosce e salendo, ad un tratto, realizzo che non passo da queste parti da ben due anni. L’ultima volta fu a piedi, andavo lontano. Risalgo la Valle Stura fino al Colle della Maddalena, per lasciare infine l’auto poco oltre, al ponte sul torrente Oronaye. Le montagne innevate per un momento hanno lo stesso colore del cielo; sì, il blu ha qualcosa a che vedere con il senso poetico. Rapimento divino. La luna brilla come un astro in tutta la sua pienezza. Per la prima volta dopo mesi mi trovo a imboccare un sentiero di terra e pietre e i miei piedi salgono rapidi e allegri, mentre alle mie spalle si affaccia il rossore dell’alba sulle cime innevate. Il silenzio è completo, non sembra esserci nessuno, non un uccello, nemmeno impronte di qualche animale; tanto meno altre umane presenze. Siamo noi: le montagne ed io. Tutto fin dal principio è parso tremendamente giusto e perfetto, e così continuerà a confermarsi ad ogni passo, fino alla fine della giornata. Si sale bene, bene davvero, che quasi viene da sorridere. Giungo al lago dell’Oronaye, ancora tutto coperto di neve. Mi guardo intorno e studio le mie possibilità, la mente disegna i percorsi. Infine decido di calzare i ramponi e seguo l’ombra di una traccia di uno sciatore solitario, che si inerpica su per un pendio che non avevo pensato; poi su come mi dice la logica e ciò che so, verso il Colle di Pierassin. Salgo a tranquilli zig zag, ad ogni curva un bel respiro ed un’occhiata all’immenso meraviglioso che mi stringe, alle mille rocce che affiorano e che si slanciano verso il cielo da ogni dove, tutte desiderose di un immaginario paradiso. Ed io con loro salgo, fino a sbucare sul confine tra gli elementi. Un’altra schiera di montagne si dischiude al mio sguardo. L’aria è quieta. E su velocemente fino alla cima, dove affiora l’erba secca che non sembra vero, ma rinascerà. Guardo l’ora: è prestissimo e sono stranamente esultante. Il sole nel cielo è giovanissimo ed io trasudo felicità da tutti i pori. Scatto fotografie in tutte le direzioni, specialmente di qualche cima che mi attira e infine mi concedo quella che si può definire una seconda colazione, fatta non molto più tardi di quella che di solito è la prima. Portando lo sguardo verso il basso, immaginando la pianura lontana, mi sembra di sentire il pullulare dei lavoratori settimanali, degli studenti, delle auto impazzite. Ed è tutto così lontano. Solo un’anima mi pare tanto vicina da potermi illudere di seguire tutte le sue abituali mosse mattutine. Desidero approfittare dell’ottima neve solidissima per scendere prima che il sole la trasformi e, dopo un tratto nudo, torno calzare i ramponi sulla neve vergine che copre la dorsale verso la cima di Roburent. Ad un tratto, piccole orme di animale. La sensazione di intatto è eccitante, la cresta mi diverte pur lasciandomi alla mia santa concentrazione. La seconda cima scorre via sotto i piedi: sembrano solo passanti distratti che si sono ripromessi di non darsi troppa importanza nelle loro illusioni di conquista. Ed ancora tutto pare estremamente giusto, tra le roccette che affiorano appare un tratto di sentiero e poco oltre un pendio dolce mi fa volare rapida verso il Colle di Roburent. La neve inizia a cambiare. Calzo le racchette, che pensavo di aver semplicemente portato a spasso, e stranamente apprezzo anche loro. Che discesa dolce mi attende, tutti i pendii sono così morbidi! Mi accompagno con qualche marmotta da poco uscita dal letargo ed appaiono in fine anche gli altri esseri umani, che mi pare abbiano perso così tanto: l’incanto di quella neve nell’aria del primissimo mattino, ora velocemente sciupata dal sole che parla chiaro: la primavera avanza! E infine canto e canto. Tutto semplicemente perfetto.

In rosso: itinerario di salita per il Colle di Pierassin In arancio: itinerario per il Colle di Pierassin alternativo In rosa: intinerario per il Colle di Roburent
In rosso: itinerario di salita per il Colle di Pierassin In arancio: itinerario per il Colle di Pierassin alternativo In rosa: intinerario per il Colle di Roburent

Itinerario: Adatto a racchette da neve e sci. Utili i ramponi, difficilmente la picozza. Si risale il vallone del torrente Oronaye tenendosi sulla sinistra del torrente; in questo primo tratto la neve va via rapidamente ed è possibile ritrovare il sentiero estivo. Si perviene ad un tratto pianeggiante dove il vallone si divide in due tronconi, verso sinistra per il Col de la Gypière d’Oronaye e verso destra per il Colle di Roburent. Si prosegue per il Colle di Roburent tenendosi al centro del vallone fino a raggiungere il Lago d’Oronaye (2411m). Alla nostra sinistra si ammira in tutta la sua imponenza l’omonima montagna con i suoi 3100 metri di altitudine. Alla nostra destra invece si vede la cima appiattita del Monte Pierassin, la meta.

Pendio in salita dal lago dell'Oronaye
Pendio in salita dal lago dell’Oronaye

Dal lago è possibile tagliare il pendio abbastanza ripido alla sua destra (con neve ben assestata, sconsigliato con racchette) oppure, oltrepassando sulla sinistra il bacino, iniziare a salire verso il versante nord nel monte Pierassin lungo un pendio-canale moderatamente inclinato. In entrambi i casi si perviene ad un tratto più pianeggiante.

In direzione del colle
In direzione del colle

Diventa ben visibile l’insellatura del Colle di Pierassin e zigzagando lungo il pendio lo si raggiunge (2636 m). Dal colle si traversa verso sinistra in evidente direzione della cima, tenendosi sotto il filo di cresta sul lato Oronaye. Si raggiunge il segnale di vetta, un grosso ometto di pietre (2761 m).

Verso la cima
Verso la cima

Dalla vetta scendere seguendo la dorsale est che sale dalla cima di Roburent (2628m), fino a raggiungerla dopo una selletta.

In discesa verso il colle di Roburent
In discesa verso il colle di Roburent

Discendere un tratto ripido con cautela passando sul lato Stura (a causa dell’esposizione a sud è possibile trovare roccette affioranti o anche un piccolo sentiero) fino a portarsi in vista del Colle di Roburent (2496m), e raggiungerlo quindi per un pendio molto più moderato. Dal pianeggiante colle puntare di nuovo in direzione del lago d’Oronaye e riprendere l’itinerario di salita.
Si possono ovviamente invertire gli itinerari di salita e discesa.

Veduta sul vallone dell'Oronaye
Veduta sul vallone dell’Oronaye

 

Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 63 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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