Anello e risalita alla Téte de l’Homme (Brec de l’Homme) – VALLE MAIRA

Ascesa: 1530 mt

Altitudine di partenza: 1903 mt

Distanza: 15,90 km

Tempo percorrenza: percorso ad anello circa 6,5 hrs

Data escursione: 9 settembre 2018

Scala delle difficoltà escursionistiche:

GRADO CAI (Club Alpino Italiano): EE – Sentiero per escursionisti esperti (per il passo delle Terre Nere 3035 mt utilizzo dell’imbragatura per ferrata con dissipatore e caschetto)

GRADO CAS (Club Alpino Svizzero): T3 – Escursione di montagna impegnativa

ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:

Raggiunto Dronero (CN) si risale per tutta l’estesa valle Maira fino alla borgata Chiappera, si prosegue oltre l’abitato fino a quando, dopo un ponte svoltare a destra seguendo la strada a destra, a tratti asfaltata. Dopo circa 3 chilometri, superato un piccolo ponte si lascia l’auto in uno spiazzo della Grange Ciarviera mt 1903, prima di un divieto di accesso ai non autorizzati per non incorrere in sanzioni.

NOTA PERSONALE: Un percorso ad anello molto impegnativo che richiede un elevato allenamento fisico. Il percorso è caratterizzato da tratti con elevata pendenza, pietraie “audaci” dove bisogna prestare molta attenzione e un tratto attrezzato (Passo delle Terre Nere 3035 mt), che si supera facilmente con l’imbragatura e caschetto di protezione.

La Tête de l’Homme 3202 mt è una montagna delle Alpi Cozie, situata sul confine tra Francia e Italia. Appartiene al gruppo dello Chambeyron. Si trova sullo spartiacque alpino principale, a cavallo tra l’italiana valle Maira e la francese valle dell’Ubaye. Dal versante italiano la vetta è in comune di Acceglio, mentre da quello francese è nel comune di Saint Paul sur Ubaye.

Il nome significa “testa dell’uomo” in francese. (Bibliografia: Andrea Parodi, Nelle Alpi del sole, Parodi Editore, Arenzano (GE), 2005, ISBN 88-88873-06-6)

Dopo aver lasciato l’auto presso la Grange Ciarviera si segue la sterrata tralasciando l’indicazione per il Colle Maurin e proseguendo su un lungo tornante fino ad una successiva palina con le indicazioni per il passo delle Terre Nere e il colle Ciaslaras.

Svoltiamo quindi a destra sul sentiero T15 e Dino Icardi che si innalza subito ripido con diversi tornanti su terreno prevalentemente prativo, inoltrandoci nella Valle dell’Infernetto che ci conduce su un ripiano erboso dove è stato collocato un riparo utilizzato di pastori.

Prima-parte-del-sentiero-che-si-inerpica-ripido-dopo-la-Grange-Ciarviera
Prima-parte-del-sentiero-che-si-inerpica-ripido-dopo-la-Grange-Ciarviera

Attraversiamo il ripiano erboso fino a quando il sentiero, svoltando a sinistra, ci conduce dopo una serie di brevi tornanti, ad un bivio. Tralasciamo la direzione a sinistra per il Colle dell’Infernetto che percorreremo al ritorno, procediamo diritti e poco dopo raggiungiamo il primo dei Laghi omonimi, dalla cui collocazione riusciamo ad intravedere la direzione della nostra meta.

Primo-Lago-del-Vallone-dellInfernetto
Primo-Lago-del-Vallone-dellInfernetto

Procediamo in salita andando a sorvolare gli altri laghi, dopo i quali abbandoniamo il nostro sentiero che ha iniziato ad addentrarsi in una pietraia, per seguire una traccia che, risalendo il ripido pendio, ci porta in breve a collegarci al sentiero Cavallero proveniente dal colle di Ciaslaras.

Ripido-sentiero-su-pietraia-verso-il-Colle-di-Ciaslaras
Ripido-sentiero-su-pietraia-verso-il-Colle-di-Ciaslaras

Seguendo ora il sentiero Roberto Cavallero, lungo frequenti tornanti su sfasciumi instabili, ci avviciniamo al punto più impegnativo del percorso, ossia il tratto attrezzato del Passo delle Terre Nere.

Ripidi-sfasciumi-alla-base-del-passaggio-attrezzato
Ripidi-sfasciumi-alla-base-del-passaggio-attrezzato

Il primo tratto è abbastanza semplice e la catena aiuta a risalire i primi ripidi sfasciumi ed è in questo momento che decidiamo di indossare le imbragature e i relativi caschetti. Giunti alla parete rocciosa che diventa verticale ci accingiamo a risalire per superare un modesto salto di roccia, aiutandoci con le mani e la catena.

Una volta superato questo snodo superiamo in quota una esile e aggettante cengia per qualche metro fino a raggiungere un piccolo pianoro che ci separa per qualche metro dal passo che raggiungiamo dopo un breve salto di roccia che superiamo con l’aiuto delle mani.

Una volta sbucati dal passo delle Terre Nere 3048 mt siamo ammagliati da un meraviglioso panorama verso il sottostante Lac des Neuf Couleurs compreso tra il Brec 3389 mt e l’Aiguille de Chambeyron 3412 mt.

Sentiero-dopo-il-Passo-delle-Terre-nere-in-direzione-del-Lac-des-Neuf-Couleur
Sentiero-dopo-il-Passo-delle-Terre-nere-in-direzione-del-Lac-des-Neuf-Couleur

Per raggiungere la vetta giriamo a destra (nord) lungo una esile traccia indicata solo da ometti che ci conduce a scendere di qualche metro per poi risalire attraverso un intaglio nella roccia.

Risalita-di-un-intaglio-nella-roccia-dopo-il-Passo-delle-Terre-Nere
Risalita-di-un-intaglio-nella-roccia-dopo-il-Passo-delle-Terre-Nere

La traccia in parte si porta in orizzontale per raggiungere poi un secondo intaglio roccioso, semplice da risalire, per poi collegarsi alla traccia proveniente dal versante francese, iniziando a risalire per un ripido canalino di sfasciumi instabili e friabili e finalmente raggiungere l’agognata meta, la cima della Tete de l’Homme 3202 mt.

Croce-della-Tete-de-l-Homme-3202-mt
Croce-della-Tete-de-l-Homme-3202-mt

Il panorama che possiamo ammirare è davvero fantastico e memorabile anche grazie alle condizioni meteo favorevoli: da nord est Mongioia, Salza, Maniglia e Monviso; ad est Pelvo d’Elva, Rocca Marchisa e Chersogno; a sud est Rocca la Meja, Cassorso, Auto Vallonasso, Oronaye; a sud Rocca Bianca, Sautron; a sudovest Brec de Chambeyron e Lac des Neuf Couleurs; ad ovest Aguille de Chambeyron.

Particolare-Aiguille-de-Chambeyron-3412-mt
Particolare-Aiguille-de-Chambeyron-3412-mt

Riscendiamo quindi per il ripido sentiero di sfasciumi verso il Passo delle Terre Nere che porta verso il Lac des Neuf Couleurs, attraversando una impegnativa pietraia di grossi massi,

Intaglio-nella-roccia-durante-la-discesa
Intaglio-nella-roccia-durante-la-discesa

affiancando il lago e risalendo quindi verso il colle della Gippiera 2930 mt.

Colle-della-Gippiera-2930-mt
Colle-della-Gippiera-2930-mt

Dal colle proseguiamo seguendo il sentiero S18 e il Roberto Cavallero, che ci porta a sorvolare il bellissimo lago del Vallonasso di Stroppia e poi raggiungere il bivacco Barenghi 2815 mt.

Bivacco-Barenghi-2815-mt
Bivacco-Barenghi-2815-mt

Procediamo ora lungo il sentiero T15, lasciando il sentiero che gira a destra, che dopo una serie di sali e scendi ci permette di raggiungere il Lago della Finestra 2794 mt.

Risaliamo nuovamente ver so un colletto dal quale perdiamo quota e raggiungiamo in poco tempo il colle dell’Infernetto 2783 mt, dal quale scendiamo lungo una traccia di sfasciumi friabili e bagnati, attrezzata con una serie di catene ed una corda che permette una maggiore sicurezza.

Colle-dellInfernetto-2783-mt
Colle-dellInfernetto-2783-mt

La seconda parte della discesa risulta essere notevolmente ripida e franosa mentre l’ultima parte si trasforma in una classica pietraia che conduce al bivio in prossimità del primo lago dell’Infernetto che avevamo incontrato durante la salita.

Da questo punto ci ritroviamo a percorrere il sentiero dell’andata e completiamo così il nostro fantastico percorso ad anello ritornando, affaticati ma soddisfatti, alla Grange Ciarviera dove ritroviamo le nostre auto.

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Massimo Frumento
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Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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