Balma boves, un salto nel passato VALLE PO

Ritengo che per diversi motivi e abitudini, molti giovani ragazzini che stanno crescono alcune volte perdono il contatto con la realtà. Persi nel loro mondo fatto di Pokemon, di giovani famosi per video su youtube, assorbiti dallo schermo del pc o peggio del cellulare, non si rendono conto di quanto siano fortunati e del fatto che soli cinquant’anni fa la vita era totalmente diversa.

Certo penserete che sono le solite frasi  retoriche, ma sicuramente studiare la storia o meglio viverla con esperienze reali che ti riportano con i piedi per terra per farti vedere come vivevano i nostri nonni forse ogni tanto serve ancora.

Domenica rientrando da due giorni in montagna, senza wi-fi e con la mente sgombra dalle solite cose, ho voluto fare una piccola sosta in un posto speciale e molto bello che si trova in Valle Po proprio per farlo vedere a mio figlio.

Poco dopo l’abitato di Sanfront si prende il bivio per la frazione Rocchetta si sale fino alla borgata e poco prima della chiesa si devia per  la stradina a destra con l’indicazione “Balma Boves”, volendo si può lasciare l’auto qui e proseguire a piedi (circa 20 minuti) oppure  proseguire seguendo sempre i cartelli  fino ad un divieto di accesso e lasciarla nello spiazzo sottostante. Da qui ci si incammina in una rotabile sterrata praticamente in piano  in un bel bosco di castagni che si interrompe solo per lasciare spazio alla piccola frazione di case denominata “Forani” per poi riprendere con un sentiero più stretto delimitato da una staccionata che fa da cornice insieme agli alberi ad un bel panorama sulla valle sottostante.

In meno di un quarto d’ora si raggiunge la stupenda borgata-museo di Balma Boves, un piccolo nucleo recuperato di tre case incastonate a 652 metri sotto delle ampie rocce, che servivano come tetto naturale e quindi come  riparo per le intemperie, nel bel mezzo del Monte Bracco o Monte di Leonardo.

Il sabato pomeriggio e la domenica  si può usufruire di una emozionante visita guidata condotta dall’ass. Vesulus di guide naturalistiche, che con aneddoti e spiegazioni accurate raccontano come si viveva in queste case di pietra abitate fino agli anni 60 e in particolare io ho trovato toccante la descrizione di come i bambini aiutavano per la loro parte nell’economia domestica.

 

Da vedere sia per la rara bellezza di questo luogo sia per l’impegno che viene trasmesso dalle ragazze che ti accompagnano nella visita a farti immaginare la vita che si conduceva appena cinquantenni fa qui.

 

Fotogallery

 

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Lorena Durante
Informazioni su Lorena Durante 42 Articoli
Chi sono? Educatrice, appassionata di fotografia (vicepresidente di Mondoviphoto), e di montagna. Ho un accompagnatrice speciale nelle mie passeggiate: il mio malamute Anouk

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