Bivacco Montaldo e Buc de Nubiera – FRANCIA

Bivacco Montaldo (3205)Buc de Nubiera (3215) da Fouillouse (Francia)

Partenza: Fouillouse (Francia)

Difficoltà: EE

Dislivello: 1330 mt.

Tempo: 4,5/5 ore di salita

Carta topografica: Alta val Maira (di Bruno Rosano) Aiguille de Chambeyron (cols de Larche et de Vars)3538 ET 1:25.000

Il Buc de Nubiera si trova sullo spartiacque italo-francese, si affaccia sul Vallone di Stroppia ma, da questo versante ha una parte alpinistica.

Nelle mie “scorribande” sui monti (possibilmente poco frequentati) ho imparato che c’è quasi sempre una via normale anche per le cime più impervie. Qui l’ho trovata oltre confine, nel dolce vallone del Riou de Fouillouse che si inerpica sul versante occidentale della montagna: ripido, detritico, faticoso, senza sentiero, ma privo di difficoltà alpinistiche.

Accesso stradale: Valle Stura-Colle della Maddalena, si supera l’abitato di Larche e Meyronnes poi più a valle si imbocca (destra) il bivio per il Vars e Saint Paul de l’Ubaye, si attraversa quest’ultimo (abbandonando a sinistra la strada per il Vars) e si prosegue per Fouillouse (8 km circa); ricordo che circa 3 km prima c’è un bellissimo e strettissimo ponte ad un’unica arcata (3mt larghezza) che attraversa l’Ubaye e unisce due vertiginose rupi: Pont de Chàtelet, molto caratteristico e panoramico.

Itinerario: dal parcheggio di Fouillouse si attraversa il paesino e lasciato a sinistra il sentiero per il Refuge de Chambeyron si prosegue su sterrata che volge verso destra e attraversa un rio (segnaletica per Col du Vallonnet – Ford de Plate Lombarde) si innalza in un fresco lariceto e ampi pascoli, all’ arrivo al forte (una vera opera d’arte quasi tutta interrata) a quota 2180 circa,

Fort-de-Plate-Lombarde
Fort-de-Plate-Lombarde

si lascia a destra la traccia per Col de Vallonnet salendo a sinistra per bellissimi prati fino all’ ultimo bivio con segnaletica (quota 2350 circa). Da qui, non si segue più nessuna indicazione: non c’è più sentiero e ci vuole attenzione per individuare il canale di salita;

canalone-di-salita
canalone-di-salita

si prosegue in “traverso” su un pendio erboso e si raggiunge una conca ingombra di grandi massi, ai piedi del detritico canale, dove comincia la vera e propria salita. In alto a sinistra, spicca una guglia giallo-rossastra che ci darà la direzione

In-direzione-della-guglia-giallorossa
In-direzione-della-guglia-giallorossa

come pure i pochi ometti rifatti dagli escursionisti: sarà una ascesa faticosa; interrompetela con piccole soste, il panorama alle vostre spalle ne vale la pena!

Raggiunta la sommità della guglia (m.2800 circa) si attraversa un “caos” di massi e si risale, tenendosi leggermente a sinistra in un ampio conoide detritico, da superare andando verso destra.

In questa zona permane sovente un nevaio anche in estate, noi abbiamo trovato una sorgente (seguendo il rumore dell’ acqua) sotto un enorme masso: ricordarlo in caso di necessità idrica!

Sorgente
Sorgente

Continuando sempre verso destra, in trasversale su pietroni e neve adatta a ramponcini ad inizio estate

seconda-conca-dove-permane-sovente-un-nevaio
seconda-conca-dove-permane-sovente-un-nevaio

si raggiunge una seconda conca da dove parte il ripidissimo, ultimo canalone terminale

canalone-ripido
canalone-ripido

questa la parte più impegnativa: le tracce si vedono abbastanza bene, risalirlo alla “belle-meglio”(percorso EE) per raggiungere verso destra una panoramica “spalla” a quota 3100 m. Per riprendere fiato ci “guardiamo” alle spalle: la vista va alla bellissima Meya, alle Rocca Blancia, al Monte Sautron e Oronaye (tutti oltre 3000 m.) circondati dalle Alpi Marittime e Liguri.

Poi, attenzione: all’altezza di un grande “ometto”che lasciamo alla nostra destra (da lì arriva la via alpinistica italiana),

grande-omino-all-arrivo-della-via-alpinistica-Italiana
grande-omino-all-arrivo-della-via-alpinistica-Italiana

seguiamo la traccia che rimonta a zig-zag una ripida balza rocciosa e raggiunge quasi subito il bivacco Montaldo (3205 m.)

bivacco-Montaldo
bivacco-Montaldo

e senza nessuna difficoltà in poche decine di metri, ecco la cima del Buc de Nubiera 3215 m.

panorama-dalla-vetta-Italo-francese
panorama-dalla-vetta-Italo-francese

Siamo letteralmente senza fiato, sicuramente per la lunga e faticosissima salita, ma anche per il magnifico scenario che si apre davanti a noi: di fronte abbiamo il vallone di Stroppia che termina al lago des Neufs Couleurs, la Tete de l’Homme, la Tete de la Frema, la Provenzale-Castello e tantissime cime dell’alta Val Maira, a sinistra distinguiamo l’Aiguille e il Brec de Chambeyron, a destra il Sautron, l’Oronaye e le alte cime Francesi

Oggi è una serenissima giornata, si pranza lassù in silenzio, riempiendo la “vista” e la mente di tutto quello che la natura ci regala!

Curiosiamo nel bivacco: foderato di lamiera all’esterno e di legno all’interno; è pulito e ben fornito per chi volesse passarvi la notte (4 posti letto). Il rientro è dallo stesso percorso.

P.S. i miei “destra” e “sinistra” sono in direzione di marcia, non orografici.

Curiosità: “Nubiera” deve il nome ai frequenti “stazionamenti nuvolosi mattutini” su questa cima, “Brec” equivale ad altura o vertice tondeggiante.

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Giusy Olivero
Informazioni su giusy olivero 6 Articoli
.....mi piace la natura.....in tutte le sue forme.....mi piace fotografarla.....

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