CAMMINO DI SANTIAGO

 

Gustatevi il fotoracconto! E sotto, la descrizione del viaggio….

 

CAMMINO DI SANTIAGO

Un viaggio che rimane nel cuore.

In questo periodo in cui fa freddo, c’è neve e magari si è anche un po’ influenzati, capita spesso di riprendere in mano le foto dei viaggi fatti o delle gite in alta quota in cui ci vediamo con pantaloncini e maglietta, insieme alla nostra bike..

Così rieccomi a guardare il montaggio delle foto che avevamo fatto per il Cammino di Santiago.

Ogni volta che lo guardo, mi vengono in mente tutte le emozioni provate, le persone conosciute, i luoghi visitati.

Ma partiamo dall’inizio… Quell’anno avevamo pochi giorni 11 in tutto.. non sapevamo bene cosa fare.. era agosto… e dovevamo considerare il viaggio di andata, il viaggio pedalato e cosa molto importante il rientro, che doveva essere di sicuro entro una certa data. Andiamo a fare il Cammino di Santiago? Ma si dai… è giusto dietro l’angolo!

Quindi, visto i tempi lunghi di viaggio in auto, decidiamo di partire da Irun (che si trova a Nord al confine tra Spagna e Francia) poiché il pullman per il rientro da Santiago, arriva proprio li.. Da Irun ci siamo ricollegati poi al cammino francese all’altezza di Zubiri, prima di Pamplona.

Ed eccoci qua.. si parte prestissimo da Cuneo e si arriva a Irun nel tardo pomeriggio.

Andiamo a dormire in un piccolo albergo, dopo essere passati a prendere le Credenziali per farci mettere i timbri del cammino (da Irun parte anche il Cammino del Nord).

Al mattino prepariamo le bici e dopo la foto di rito si parte.. avevo tracciato un percorso che in un giorno ci avrebbe ricollegato al cammino francese, in circa 90 km con un dislivello accettabile (circa 1150 mt) in cui si doveva fare il colle di Artesiaga, che ci avrebbe portato al paesino di Zubiri. Scorre così, tra stradine secondarie, vecchie gallerie trasformate in ciclabili e un bel colle senza traffico, la nostra prima tappa in cui vediamo comunque segnali del cammino, anche se praticamente siamo tra il cammino del Nord e quello  Francese.

Da Zubiri in poi, seguiamo le tracce del classico Cammino Francese che partirebbe da Saint Jean  Pied de Port. Il cammino si snoda quasi tutto tra strade secondarie, sterrate e sentieri, passando in luoghi diversi da quelli che siamo abituati a vedere, paesini piccolissimi e grandi città, dove le cattedrali imponenti e magnifiche, danno al viaggiatore un’occasione di conoscere, ammirare e rimanere estasiato dall’opera di artisti senza tempo. E’ quasi impossibile perdersi, perché i segnavia del Cammino (freccia gialla e conchiglia) sono numerosi e disposti molto bene, anche nelle grandi città entrare e uscire seguendo la via, ci farà evitare il traffico automobilistico… e se qualche pellegrino rimane smarrito e non trova la traccia.. c’è sempre qualche abitante del luogo che indica dov’è la strada da seguire.

Noi avevamo anche la traccia Gps e una cartina e ci sono stati utili nelle deviazioni che abbiamo fatto in alcune parti, tipo il terzo giorno, dopo Pamplona.. siamo partiti al mattino che c’erano già 40 gradi. A detta degli Spagnoli incontrati durante la tappa, quell’anno è stato un anno di caldo eccezionale.. infatti nell’ora di pranzo abbiamo toccato i 52° ! No no.. non ho sbagliato.. erano proprio 52!

Attingevamo a tutte le fontane possibili dei paesi e l’acqua era tiepida (se non calda), ma bisognava bere.. tutte le soste all’ombra facevamo una pausa, si andava un po’ più piano per non forzare troppo, ai piccoli paesi attraversati c’è sempre un bar o in alcuni addirittura un distributore di bevande e cibo,  ma alla fine il caldo l’ha avuta vinta e ci ha fatto accorciare la tappa.. questo voleva dire che, dovendo tenere una media di 90/100 km al giorno, il giorno dopo avremmo dovuto farne almeno 120…

Imprevisti dei viaggi, sole o pioggia, freddo o caldo, bisogna andare avanti.

Spostandoci verso Burgos con la temperatura andava meglio, si saliva anche a 35/38 gradi, ma era diverso. Anzi, alcune mattine dopo Leon, ci svegliavamo con 10° e dovevamo infilarci una maglia.. le informazioni prese prima di partire ci sono state utili.. Il freddo mattutino, non ci ha colto di sorpresa.

Ci sono tantissimi Ostelli, ma danno la precedenza ai pedoni (ovviamente) quindi noi che arrivavamo sempre nel tardo pomeriggio, cercavamo dei piccoli alberghetti che hanno comunque ottimi prezzi.

Il tratto di cammino che più mi ha colpito, è stata la Meseta.. per più di 200 km non ci sarà altro che strada sterrata ondeggiante, con attorno solo campi di grano, ogni tanto si entrava in qualche piccolo paese, ma resta sempre la sensazione di attraversare qualcosa di infinito. In bici è ancora relativamente veloce.. A piedi capisco chi preferisce salire in treno a Burgos e scendere a Leon.. non è un tratto da sottovalutare.

Spazi infiniti in cui a volte si smette di parlare per ascoltare il silenzio, il vento, nulla che possa distrarre i nostri pensieri.. e ci sente così piccoli in mezzo a madre natura.

Ci siamo accorti solo dopo la partenza, che il nostro viaggio lo stavamo facendo troppo in fretta.. avendo pochi giorni per arrivare a Santiago, saltavamo delle visite che invece meritava fare, come la cattedrale di Burgos, che abbiamo visto solo da fuori.. un peccato.. consiglio a chi intraprende questo viaggio, di prendersi del tempo per tutte le cose da vedere, da ammirare e da vivere!

La promessa fatta a Santiago, quando siamo arrivati sulla piazza, è stata quella di tornare, ma in modalità “slow”, per ripassare in tutti quei luoghi che non siamo riusciti a visitare.

Il viaggio di rientro è stato durissimo.. 14 ore di pullman e quando si arriva alla macchina, altre svariate ore di rientro per tornare a casa.. da tenerne conto. Ci sono anche treno e aereo, ma le fermate non sono mai dove hai l’auto.

Il pullman era la cosa più “veloce” con la bici, senza dover cambiare con relativo scarica e carica.. un giorno per arrivare ad Irun e 1 per tornare a casa.. ma anche li abbiamo dovuto prenotare appena arrivati a Santiago, poiché per le bici ci sono solo 5 posti nel bagagliaio.. e noi non eravamo gli unici.. Ma alla fine è andato tutto bene.

Ero un po’ scettica  riguardo questo cammino, perché l’ho sempre pensato come una cosa commerciale, un percorso come tanti altri che si postano in internet o sui libricini di viaggi in bike.. ma mi sono ricreduta.

E’ stato un viaggio che mi ha lasciato tanta pace, anche se non l’ho fatto con intento spirituale.. mi ha lasciato una grande serenità, nonostante la fatica..

Chi crede di fare una cosa come tante altre.. tornerà dal viaggio diverso da come era partito…Buen Camino.

Questa è la traccia che avevo per seguire il tracciato del Cammino Francese dopo esserci ricollegati a Zubiri: http://santiago.forwalk.org/it/m/percorso/MTlP/il-cammino-francese-31-giorni-a-santiago-de-compostela/lista-tappe/#stages

 

 

Monica Ponti
Informazioni su monica ponti 24 Articoli
La mountain bike è la mia passione.. la montagna il mio ossigeno. Vivere le proprie passioni insieme agli amici, rende tutto ancora più bello.

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