Canale dei Pancioni, Gruppo del Marguareis – VALLE PESIO

 

 

Massiccio del Marguareis, Alpi Liguri. Nel 1943 Sandro Comino sale con Bartolomeo Marenco e Arnaldo Colombatto il canale tra la Cima Tino Prato e la Cima dell’Armusso. Al Centro Alpinistico Italiano di Roma non piacque tuttavia l’idea dei salitori di dedicare la nuova via ad un amico caduto, perché non in linea con le direttive ideologiche…Ricordiamo di che anni si sta parlando. Il nome di una nuova via o di una cima avrebbe dovuto esaltare i valori della patria o della vittoria, o al limite ispirarsi alla struttura geologica o morfologica del percorso o del luogo. Sandro Comino non fu certo contento del verdetto “‘d cui pansun ch’j stan a Roma” e pare che colse così l’occasione di farsi beffa delle autorità proponendo come nome per la nuova via “Canale dei Pancioni”, adducendo come motivazione alcune formazioni rocciose caratteristiche che si sarebbero trovate nel canale.

Sopra di noi nel cielo terso e muto volteggiano le sagome di neri uccelli, quieti si cullano sulle correnti. Intorno a noi l’ambiente è freddo e ombroso, solo la cima dell’Armusso scintilla alla luce del sole. Eppure sono in quiete. Siamo un puntino colorato nelle pareti nord del Marguareis, di nuovo, abbiamo fatto ritorno come le rondini a primavera. Per qualche motivo questi posti silenziosi e cupi mi piacciono, entro in sintonia con la loro melanconica pace, lontano dagli schiamazzi delle felicità ordinarie. Non c’è spazio per me laggiù, non c’è riposo dalle angosce, dai fallimenti, dalle delusioni, dalle sofferenze derivanti dalle relazioni umane. Mi viene il magone piuttosto quando fuori dalla via, mi metto a sedere sul colle, con lo zaino sotto il sedere, nella luce accecante, quasi irritante. Di lì a poco inizierà la discesa. Tra le fotografie di questa salita e le letture di questi giorni c’è una figura che torna e ritorna alla mia mente: la linea d’ombra. La linea che mi separa dalla luce, dall’uscita a pochi metri dal colle, l’uscita che per l’appunto mi turba più dell’attacco, della via, della montagna stessa, perché rappresenta sia la fine che un nuovo inizio, che corrisponde con il compito – talvolta persino più delicato dell’ascesa – di tornare a casa. Mi sovviene una canzone di Battiato, che parla de “la ripida discesa dal cielo alla terra, disperata, verso l’incarcerazione”. Sì, perché dopo tutto, dopo la discesa, che sia facile o difficile, c’è la parte più dura, l’incarcerazione nel quotidiano e in tutto ciò dal quale non siamo in grado di liberarci.

Tra la cima Tino Prato (sinistra) e Armusso (a destra, già la prima al sole) si sviluppa la via alpinistica chiamata "canale dei pancioni"
Tra la cima Tino Prato (sinistra) e Armusso (a destra, già la prima al sole) si sviluppa la via alpinistica chiamata “canale dei pancioni”

Punto di partenza: Pian delle Gorre, Chiusa di Pesio (CN)

Tipo di via: via alpinistica su terreno misto, da proteggere, presenti soste a spit e anelli

Materiale: mezze corde da 60m, un set di nut e uno di friend

Esposizione: nord

Difficoltà: TD-

Lunghezza: 400m

Apritori: S.Comino, B.Marenco, A.Colombatto, 1943

Avvicinamento: dal Pian delle Gorre (1032m) imboccare la strada sterrata che parte sulla sinistra fino a raggiungere uno slargo (cartelli), di qui prendere il sentiero seguendo l’indicazione “Rifugio Garelli”; lo si segue fedelmente fino al Gias Sottano di Sestrera (1330m), dove esso si sdoppia: verso destra prosegue diretto al laghetto del Marguareis, a sinistra continua verso il rifugio. Da questo punto è possibile continuare in una delle due direzioni a seconda di come si intende affrontare la gita (1 giorno o 2 giorni). Se intendete pernottare al rifugio proseguire seguendo le indicazioni e da esso raggiungere l’indomani il laghetto del Marguareis (vedi avvicinamento per Canalone dei Genovesi). Altrimenti proseguire per il sentiero (segnalato) che si inoltra nel Vallone del Marguareis in direzione del laghetto del Marguareis, portandosi nei pressi del conoide del Canalone dei Genovesi; da questo punto virare verso destra in direzione del canale, inizialmente nascosto, tra la Cima Tino Prato e la Cima dell’Armusso.

Nel canale d'accesso
Nel canale d’accesso

Via:

Risalire il canale di neve per circa 150m, fin sotto ad una enorme grotta; ci si porta sul margine sinistro della stessa, là dove inizia una rampa ascendente sempre verso sinistra. Si reperisce la prima sosta.

L1: si sale rampa ascendente verso sinistra e si attraversa per cengia nevosa per circa 50m. Sosta su affioramento roccioso decisamente liscio.

L2: si attraversa ancora qualche metro verso sinistra, poi con qualche passo di arrampicata (chiodo) si sale su di una placca da sperarsi coperta di neve portante, fino ad un terrazzino. 30m

Sulle placche innevate del secondo tiro
Sulle placche innevate del secondo tiro

L3: si continua dritti per placca innevata, si arrampica un pilastrino (2 chiodi), si attraversa verso destra superando con passo delicato una fascia rocciosa affiorante, continuando poi su neve arrivando in un canale. 50m, Sosta sul margine destro del canale.

Il delicato traverso del terzo tiro
Il delicato traverso del terzo tiro

L4: si risale il canale per circa 15 metri e si attaccano le rocce sul lato destro del canale (chiodo), si arrampica fino ad un esile terrazzino su una spalla. IV, 50m

Quarto tiro molto secco
Quarto tiro molto secco

L5: Si sale sulla spalla risalendola verso sinistra per andare a sostare su un risalto roccioso. 50m

L6: si scende nuovamente di qualche metro per attraversare a destra e superare la sovrastante fascia rocciosa con passaggi di misto. Si prosegue su pendio nevoso fino ad un altro affioramento roccioso, dove si sosta. III-IV, 50m

Facili passaggi di misto
Facili passaggi di misto

L7: si continua verso destra per un canale interrotto da qualche roccia, facili passaggi di misto. Si sbuca in un nevaio e si sosta su un affioramento roccioso sulla sua sinistra. 45m

L8: si attraversa il ripido pendio nevoso verso destra e si entra nel canalino finale, sostando su roccia sul lato destro dello stesso. 50m

Traverso orizzontale nell'ottavo tiro, verso il canalino d'uscita
Traverso orizzontale nell’ottavo tiro, verso il canalino d’uscita

L9: si segue il canale e si esce sul colle, l’ultima sosta si trova su di una placca rocciosa a sinistra del canale. 50m

In uscita sul colle
In uscita sul colle

Discesa: dal Colle dei Pancioni (tra le cime Tino Prato e Armusso) si prosegue verso sinistra risalendo i pendii nevosi verso la cima Tino Prato, non puntando direttamente verso di essa, troppo a sinistra, ma verso i tratti terminali della sua cresta, verso destra. Così si uscirà sulla cresta, possibili alcuni passi delicati a seconda dell’innevamento, nei pressi dell’uscita del Canalone dei Genovesi. Raggiunto il Colle dei Genovesi si reperisce una sosta attrezzata per la calata sul lato sinistro del canale (lato Tino Prato per intenderci). Da qui ci si può calare con una doppia evitando il tratto terminale del canale e poi scenderlo fino in fondo a piedi. Alternativamente si può proseguire per la cima del Marguareis e scendere per il Canalone dei Torinesi. Dalla base dei canali si percorre a ritroso la via di avvicinamento.

Discesa in corda doppia nel Canalone dei Genovesi
Discesa in corda doppia nel Canalone dei Genovesi
Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 62 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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