Caposaldo Villanova – VAL PELLICE

Tetto-in-lose-Opera-2

Storia: la Val Pellice faceva parte del VI/A Settore Germanasca-Pellice. La funzione delle opere era quella di contrastare discese di truppe francesi.

In particolar modo il Caposaldo Villanova avrebbe dovuto impedire l’avanzata dei francesi provenienti dai Colli della Croce e dell’Urina. Fu costruito in ritardo e di fretta nel 1940.  Si costruirono pertanto opere di tipo 7000, non badando alla Circolare 15000 del 1939.  Lo sbarramento era formato da 5 Opere, oltre che da una mulattiera ed una teleferica di collegamento con il Col Content. 

La vicinanze delle Opere ai centri abitati le ha preservate da demolizioni post belliche imposte dal Trattato di Pace tra Italia e Francia.

 

Giornata non bellissima, che fare?

Cambiamo zona e ci dirigiamo in Val Pellice e più precisamente nella Frazione di Villanova di Bobbio Pellice.

Parcheggiamo l’auto e scorgiamo subito di fronte a noi la Caserma Monte Granero (ricovero X). All’interno, la caserma si trova in uno stato di degrado ed abbandono: poteva ospitare circa 60 uomini.  Da un cartello posto esteriormente ad una delle finestre scopriamo essere di proprietà del demanio.

Caserma-Monte-Granero

A questo punto riprendiamo l’auto e percorriamo la carrozzabile per la Conca del Pra’. Avanziamo, fino a quando  troviamo davanti a noi il divieto a proseguire oltre.

Procediamo pertanto a piedi  ed appena scorgiamo un sentierino sulla destra ci inerpichiamo. Lassù dovrebbero esserci n. 2 fortificazioni. Dopo una decina di minuti vediamo davanti a noi un tetto in lose, perfettamente conservato.

Tetto-in-lose-Opera-2

Ecco l’opera 2 del Caposaldo Villanova. E’ mimetizzata e pare una baita. L’ingresso si trova  dal lato italiano, verso appunto l’abitato di Villanova. Si tratta di un monoblocco dotato di due postazioni per mitragliatrici che battono la mulattiera del fondovalle e la stretta del Mirabouc.

Postazione-per-mitragliatrice-opera-2

E’ ovviamente presente l’impianto fotofonico che la metteva in comunicazione con l’Opera 3.

Poco più avanti, le baite della Borgata Chiot (1475 mt) non conservate benissimo.

Borgata-Chiot

Percorriamo il sentiero che prosegue dietro la Borgata e salendo alcuni gradini perveniamo all’Opera 1. E’ la più grande del Caposaldo ed è costruita su due livelli. Era dotata di sei mitragliatrici puntate sul vallone del Rio Crosenna e sulle pendici del Mirabouc.

Sei-postazioni-per-mitragliatrici-Opera-1

In particolar modo, il livello inferiore era armato con due mitragliatrici, mentre quello superiore con quattro. Appena entrati, sulla sinistra, vediamo il condotto della fotofonica puntato sull’opera 3 e successivamente un camerone. Attraverso due botole attrezzate con scale è possibile accedere al piano superiore.

Ripercorrendo la strada principale verso la Borgata di Villanova, scorgiamo appunto sulla sinistra, appena sotto il ciglio della strada, l‘Opera 7. L’accesso, considerate le varie rocce crollate sopra ed ai lati, è un po’ difficoltoso. Anch’essa è dotata di un camerone per l’alloggiamento dei soldati ed una casamatta con mitragliatrice.

Opera-7

Ritorniamo alla borgata di Villanova, superiamo la Caserma e sull’ultima casa del paese, in prossimità della fontana, leggiamo a fatica il motto della GaF ” Resistere ad ogni costo”. E’ disegnato altresì lo stemma del VI/A Settore-Germanasca Pellice.

Abitazione-con-il-motto-della-GaF

Continuiamo per la stradina, svoltiamo a sinistra su un ponticello e, poco dopo, in un prato vediamo un lontananza una struttura che sembra una baita. In realtà, avvicinandoci, capiamo che si tratta dell’Opera 8. Opera di tipo 7000 con l’ingresso verso l’abitato di Villanova, era composta da un piccolo ricovero e da una casamatta. Sono ben visibili le guide per la mitragliatrice e le varie nicchie per le munizioni.

Guide-per-mitragliatrice-Opera-8

Dall’Opera 8, procediamo avanti e saliamo per il ripido e franoso crinale. Perveniamo così all’Opera 3, un malloppo in calcestruzzo, non mimetizzato come il resto delle fortificazioni delle zona. Subito dopo l’ingresso è possibile notare tre condotti fotofonici che erano in comunicazione con le altre tre opere del versante opposto, ovvero la 1,la 2 e la 7. E’ dotato inoltre di due postazioni per mitragliatrici che coprivano il fondovalle e le pendici del Mirabouc.

I-tre-condotti-fotofonici-Opera-3

Prestando la massima attenzione per non scivolare giù, ritorniamo a Villanova.

Un ulteriore sguardo davanti a me, per tener impresse nelle mente le posizioni delle varie opere. Certo è,che queste fortificazioni, visto il loro mascheramento, si integrano alla perfezione con l’ambiente circostante.

 

Erika Ambrogio
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