Chandelle Gàstok 90°, Casteldelfino – VALLE VARAITA

 

La prima volta che salii in valle per arrampicare sul ghiaccio mi furono indicate dalla strada diverse cascate, tra cui un elegante filo a piombo bianco che si perdeva lontano nel versante scuro e selvaggio di una montagna innominata. Chandelle Gàstok, mi dissero, una delle più belle e più dure della Valle Varaita. In quel momento tutto mi scivolò addosso e non ricevette né considerazione, né rilevanza, era una cosa troppo lontana.

Quest’anno invece, salendo in valle, i miei occhi la cercavano con fare diverso, nonostante la consapevolezza che per molto tempo sarebbe rimasta ancora lì, silenziosa ed austera. Quando poi, in giorni di forte inversione termica, la bella candela crollò, fu abbastanza palese che in ogni caso l’incontro sarebbe stato rimandato. Col passare dei giorni essa tuttavia iniziò a formarsi nuovamente, ma tutti la guardavano con scetticismo. Non si farà.

In un giorno d’inizio febbraio passavo con un amico per la strada, diretti all’Anfiteatro di Pontechianale per fare due tiri prima di rientrare al lavoro, vidi la candela attaccata al basamento, ma riportando molte parole alla mente, commentai “per alcuni si può fare ma dev’essere particolarmente dura, speriamo che nessuno mi inviti perché sarebbe troppo per me, non mi sento all’altezza”. Nemmeno un’ora dopo ricevo da A. un messaggio con una foto un po’ sfocata con una nota “Andiamo?”: ritrae una candela, la Gàstok. Così, scendendo, avendo con me la macchina fotografica, riuscii a catturare meglio la cascata con un buono zoom, per dedurre meglio le sue condizioni.

La domenica seguente, nel primo mattino, siamo in valle. Certamente non mi aspettavo di vederla da vicino così presto, di ritrovarmi ai suoi piedi col naso all’insù ed essere lì per tentare di scalarla. Eppure è andata così, persino meglio di quanto potessi immaginare date le buone condizioni trovate. La vita continua a stupirmi!

Veduta d'insieme della Chandelle Gàstok.
Veduta d’insieme della Chandelle Gàstok.

Punto di partenza: borgata Torrette, Casteldelfino (CN)

Materiale: mezze corde da 60m, normale dotazione per arrampicata su ghiaccio

Esposizione: nord

Difficoltà: ED-/ED (III/5+)

Lunghezza: 70m

Apritori: R.Bonamico, G.Ghigo, F.Scotto, 28 febbraio 1982

Avvicinamento: superato l’abitato di Torrette, si lascia l’automobile poco oltre, in uno spiazzo sul lato sinistro della strada che coincide con l’incrocio con una via che arriva dal borgo (coordinate gps: 44.583434,7.091604). Si prosegue a piedi lungo la strada che arriva da Torrette, abbandonandola quasi subito per scendere al torrente e attraversarlo su di un passaggio sopraelevato. Raggiunta l’altra sponda si inizia a salire in diagonale verso destra nel bosco, dapprima per tracce di sentiero se visibili, poi salendo più direttamente verso la cascata, fino a scorgere un primo salto ghiacciato. Se vi è neve e la cascata è già stata scalata si potrà facilmente trovare una traccia. L’avvicinamento si percorre in circa 45 minuti. Coordinate gps attacco della cascata: 44.581251,7.076544

Via:

L1: si attacca un primo saltino a 90° di pochi metri che adduce ad un canale nevoso. Sosta su alberi sul lato sinistro del canale, si può proseguire facilmente verso destra fino alla base della cascata vera e propria (possibile sosta attrezzata su roccia sul lato destro). Questo saltino non sempre è formato; che lo sia o no è possibile aggirarlo ed evitarlo.

Il primo tiro, qui ben formato.
Il primo tiro, qui ben formato.

L2: si scala il salto che costituisce il piedistallo della stalattite, caratterizzato da cavolfiori (85°), 15m. Si sosta in una nicchia sul lato destro della cascata.

Sul secondo tiro.
Sul secondo tiro.

L3: si esce dalla nicchia e si scala la stalattite, 90°/95°, 30m, Si sosta a sinistra su una cengia, sosta attrezzata.

In uscita dal terzo tiro, appena prima di traversare a sinistra verso la sosta.
In uscita dal terzo tiro, appena prima di traversare a sinistra verso la sosta.

L4: si affronta l’ultimo muretto a 90° e si esce, andando a sostare a sinistra su di un albero (catena, maillon), 20m

Ultimo breve tiro.
Ultimo breve tiro.

Discesa: dall’ultima sosta sull’albero, con una doppia da 60 metri si torna alla base della cascata. Dall’albero in cima al canale è possibile farne un’altra per scendere dal primo salto, sennò con cautela si può scendere a piedi per cenge aggirandolo. Poi a ritroso fino a valle.

Discesa in corda doppia
Discesa in corda doppia
Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 58 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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