Chiaronto – Via Ferrata – VALLE VARAITA

Punto di partenza e di arrivo: Borgata Chiaronto, Frassino (CN)

Dislivello: 300 m circa

La natura si sta risvegliando! C’è davvero profumo di primavera in un sabato di inizio marzo nei boschi della bassa Valle Varaita, l’aria è tiepida ed i prati sono pieni di crochi, violette e primule, le gemme si gonfiano e gli uccellini cantano con entusiasmo. Questa è la cornice davvero bucolica in cui si inserisce il percorso avventura di Chiaronto, deliziosa frazione di Frassino, comune della bassa Valle Varaita a poca distanza da Sampeyre.

Il percorso avventura è a metà strada tra un sentiero attrezzato ed una via ferrata, arricchito di numerosi ponti di diversa fattura: di rete, con cavo, con gradini. A parte un tratto più impegnativo (segnalato) è un buon itinerario con cui approcciarsi alle vie ferrate. La via viene valutata con difficoltà D, considerando il muro strapiombante. Occorre essere muniti dell’attrezzatura necessaria: imbrago, casco, longe da ferrata; utili guanti, un rinvio e/o una fettuccia per eventuali soste.

Il percorso è segnalato con appositi cartelli a partire dall’abitato di Frassino, il primo di questi posizionato in centro, sulla strada principale. Si prosegue per la borgata di Chiaronto, che dista circa 3 km, e di tanto in tanto si continuano ad incontrare i cartelli. Arrivati alla borgata si trova un pannello informativo e spazio per lasciare l’automobile. Ci si inoltra tra le case seguendo tacche bianco/rosse fino ad una palina: segna 20 minuti di avvicinamento per l’attacco della ferrata, lungo un gradevole sentiero nel bosco.

L'attacco della ferrata
L’attacco della ferrata

La ferrata si compone di alcune balze rocciose, ponti e tratti di sentiero sempre protetto con i cavi, che permettono di rimanere assicurati per tutto il percorso. Sprovvisto di protezioni è invece il sentiero di ritorno, che sfrutta a per diversi tratti le vie di fuga che si incontrano in numerosi punti del percorso: prima delle balze e prima dei ponti. Questo sentiero che velocemente riconduce a valle è molto ripido e scivoloso, prestare attenzione.

Ponte di rete
Ponte di rete

Dopo la prima breve paretina si giunge ad un ponte di rete; curioso il passaggio per una fessura tra grossi massi che segue poco dopo, che propone all’escursionista di calarsi in un buco discretamente stretto. Segue il breve ponte costituito di un solo cavo sul quale muovere i piedi, tenendo con le mani i due cavi laterali e assicurandosi all’apposito cavo di sicurezza. Breve ma intenso!

Ponte
Ponte

Si giunge alla parete più impegnativa, decisamente strapiombante. I passaggi sono molto fisici, un po’ di esperienza di arrampicata può aiutare a economizzare le energie e può risultare molto utile un rinvio per sostare, per esempio sotto al piccolo tetto che si intravede dal basso. E’ possibile aggirare questo tratto seguendo le indicazioni alla base della parete.

Parete strapiombante
Parete strapiombante

Ne segue un’altra più appoggiata, piena di facili gradini.

facili gradini
facili gradini

Si arriva al ponte tibetano, comodo ma molto lungo: ben 70 metri! Prima e dopo il ponte si trovano delle vere e proprie “placche da lucertole”, molto invitanti per una pausa e uno spuntino al sole!

Ponte tibetano
Ponte tibetano

Ancora un ponte di rete e si giunge al balcone finale della ferrata, che si riconosce anche per una scatolina metallica dove troverete quadernetto e penna come in cima a tante montagne. Si apre davanti agli occhi una bella visuale sulla vallata, in fronte ben visibile il Monte Birrone, in basso la frazione di Chiaronto.

Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 63 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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