Ciaspolata a Rocca La Marchisa da Sant’Anna di Bellino – VALLE VARAITA

 

Località di partenza: Rifugio Melezè – Sant’Anna di Bellino

Ascesa: 1460 mt

Distanza: 14,50 km

Data escursione: 15 febbraio 2020

Altitudine di partenza: 1852 mt

Altitudine massima: 3072 mt

Ad anello: no

Scala delle difficoltà escursionistiche:

GRADO CAI (Club Alpino Italiano) I (impegnativo) – Itinerario con ciaspole (racchette da neve)
GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) WT1 – < 30°. Nell’insieme poco o moderatamente pendente . Brevi passaggi ripidi. Pericolo di scivolamenti brevi non escluso

ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:
Imboccando la valle Varaita, dopo aver superato diverse località, si giunge a Casteldelfino. Al termine del paese si prosegue, a sinistra, per la strada che porta al rifugio Melezè dove si lascia l’auto.

NOTA PERSONALE: Il livello di difficoltà è medio e dipende soprattutto dalle condizioni di innevamento che si può trovare lungo il percorso. Dopo il colle di Vers si consiglia l’utilizzo di ramponi, eventuale piccozza e Artva. E’ sempre utile consultare il bollettino delle valanghe su www.arpa.piemonte.it , aggiornato quotidianamente, qualunque siano le condizioni meteo previste.

GLOSSARIO GEOETIMOLOGICO: Rocca la Marchisa Nord 3070 mt, Centrale 3072 mt e Est 3065 mt. Voce accreditata di alcune ipotesi etimologiche poco persuasive e tra loro nettamente contrastanti, esprime invece (come Marchiana) il significato di “limite”, “confine”. La cima infatti si trova sul punto di convergenza dei confini comunali di Acceglio, di Bellino e di Prazzo.

ITINERARIO

Le condizioni meteo e del manto nevoso sono molto favorevoli ad una ascesa invernale di un caratteristico 3000. Provvisti di ciaspole e ramponi ci avviamo lungo la pista battuta dopo il rifugio per raggiungere l’area che durante la stagione estiva risulta essere l’ultimo avamposto per le escursioni.
Subito dopo il ponte di legno ci inoltriamo lungo il tracciato che sale verso il Vallone di Traversagn, potendo osservare la magnifica allocazione della caratteristica Rocca Senghi.

La neve molto compatta ci permette di seguire in modo molto semplice una serie di tornanti che ri permettono di raggiungere una parte in piano dalla quale, verso destra, riprendono una serie di tornanti, con una maggiore pendenza che in alcuni tratti riusciamo a tagliare.
Superato un breve traverso, un primo casolare ci introduce il pianoro di Traversagn, caratterizzato da una moltitudine sparsa di casolari, alcuni dei quali ancora in parte sommersi dalla neve.

PIan-Traversagn
PIan-Traversagn

Da questa meravigliosa posizione ci appare nel suo massimo splendore il complesso della Marchisa con i relativi colli est e ovest.
Raggiunte le ultime costruzioni del pianoro raggiungiamo una piccola croce sulla sinistra orografica del torrente nei pressi di un piccolo ponte. Tralasciamo quindi il percorso che supera il ponte e ci inoltriamo verso una serie di dossi mantenendo la destra del torrente.

A questo punto individuata la direzione da intraprendere risaliamo lungo una dorsale che ci permette di mantenerci in quota e dopo alcuni brevi traversi, raggiungiamo la parte del vallone che ci avrebbe condotto verso il colle di Vers 2862 mt.
Percorriamo quindi il tratto compreso tra la Cima Sibolet 3023 mt e le parti rocciose della Marchisa. La neve in questo tratto risulta essere maggiormente più compatta e ritroviamo alcune parti con diversi roccette affioranti.
Raggiunto quindi il Colle intravediamo il vallone opposto e un magnifico Chersogno dove si innalza la grande croce di vetta.

Al colle indossiamo quindi i ramponi in quanto il manto nevoso risulta essere molto ghiacciato. Per oltrepassare le roccette alla nostra sinistra dobbiamo percorrere in discesa un breve tratto che ci permette quindi di aprirci un percorso su un traverso oramai sicuro e stabile, per risalire poi un notevole ripido pendio per raggiungere quello che dovrebbe essere il colle ovest della Marchisa.

Ripido-pendio-prima-del-colletto-Ovest
Ripido-pendio-prima-del-colletto-Ovest

Dal colletto riprendiamo a destra, un tratto davvero faticoso su neve mediamente compatta che ci porta nelle vicinanze della punta ovest.
Da una parte risalire su questo tratto che , durante la stagione estiva è costituito da massi instabili, risulta essere meno impegnativo del previsto.

Traverso-nei-pressi-del-colle-di-Vers
Traverso-nei-pressi-del-colle-di-Vers

Individuate le due croci, a questo punto non ci resta che raggiungere un punto della dorsale di cresta che ci permette dapprima di raggiungere la piccola croce ovest alla nostra sinistra.
Percorrendo la dorsale di cresta ci spostiamo poi per raggiungere la croce più grande situata alcuni metri più in basso.

La meravigliosa giornata ci permette di godere di uno strabiliante panorama che comprende il Chersogno, il Pelvo d’Elva e l’immancabile Re di Pietra.
Dopo questa notevole impresa ci prendiamo una meritata pausa per prepararci poi a rientrare ripercorrendo lo stesso percorso dell’andata. La discesa risulta essere molto meno impegnativa, grazie all’utilizzo dei ramponi che permettono di mantenere una maggiore stabilità rispetto alle ciaspole.

Dopo aver superato nuovamente il colle di Vers, scendiamo lungo il vallone ma questa volta compiamo una breve deviazione mantenendo la destra orografica del torrente per poi nuovamente raggiungere la traccia che avevamo percorso al mattino.
Superato il pian di Traversagne, guardiamo ancora una volta, alle nostre spalle, il complesso della Marchisa ora avvolto da un diretto fascio di luce solare, a discapito delle cime circostanti oramai in piena ombra.

Ritornati quindi sul percorso non possiamo far altro che tornare sui nostri passi e raggiungere poco dopo le nostre auto con una piena soddisfazione per la nostra impresa quotidiana, felici di aver in qualche modo esaudito un desiderio: raggiungere la cima di un 3000 invernale in piena autonomia!

 

 

Massimo Frumento
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Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.