Ciaspolata alla Testa di Malacosta – VALLE VARAITA

 

Località di partenza: Rifugio Melezè – sant’Anna di Bellino
Ascesa: 1410 mt
Distanza: 17,20 km
Data escursione: 23 febbraio 2020
Altitudine di partenza: 1852 mt
Altitudine massima: 3216 mt
Ad anello: no
Scala delle difficoltà escursionistiche:
GRADO CAI (Club Alpino Italiano) I (impegnativo) – Itinerario con ciaspole (racchette da neve)/ramponi
GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) WT1 – < 30°. Nell’insieme poco o moderatamente pendente . Brevi passaggi ripidi. Pericolo di scivolamenti brevi non escluso.
ACCESSO IN AUTO E LOCALITA DI PARTENZA:
Imboccando la valle Varaita, dopo aver superato diverse località, si giunge a Casteldelfino. Al termine del paese si prosegue, a sinistra, per la strada che porta al rifugio Melezè dove si lascia l’auto.
NOTA PERSONALE: Il livello di difficoltà è medio e dipende soprattutto dalle condizioni di innevamento che si può trovare lungo il percorso. La salita richiede innevamento sicuro e assestato soprattutto per il tratto ripido che permette l’accesso al vallone Baiso del Colle. E’ sempre utile consultare il bollettino delle valanghe su www.arpa.piemonte.it , aggiornato quotidianamente, qualunque siano le condizioni meteo previste.

GLOSSARIO GEOETIMOLOGICO: Testa di Malacosta, cima sud 3212 mt, cima Nord 3216 mt, colle di Malacosta 3084 mt. Il prov. mal, malo (radice prelatina “mal sommità rocciosa”) deriva dall’aggettivo latino malus “cattivo, infido, difficile” il cui valore negativo può riferirsi alla qualità della roccia, ad un terreno malagevole, oppure a fatti, disgrazie, leggende di cui si è persa la memoria. In questo caso il significato pare chiaramente evidenziare il “cattivo sfruttamento pascolivo” del territorio a causa dell’innevamento persistente della montagna.

ITINERARIO
Le condizioni meteo e del manto nevoso sono molto favorevoli ad una ascesa invernale di un caratteristico 3000. Provvisti di ciaspole e ramponi ci avviamo lungo la pista battuta dopo il rifugio per raggiungere l’area che durante la stagione estiva risulta essere l’ultimo avamposto per le escursioni.
Dal Rifugio Melezè si prosegue lungo la stradina al centro del vallone, ignorando le indicazioni di sinistra per il Pian Traversagn e Rocca la Marchisa.
Superato il ponte si gira verso destra per il Bivacco Boerio e il Mongioia, in direzione della Rocca Senghi, superando prima le Grange Cruset e superando in linea d’aria il Pian Ceiol alla nostra sinistra.

Grange-Cuset
Grange-Cuset

Da qui, superato un ponte si inizia la risalita del Vallone di Rui, ricalcando grosso modo l’itinerario estivo, tenendosi alla sinistra del torrente. In questa giornata particolarmente spoglio e quasi privo di neve dopo alcune settimane con temperature alte rispetto a quelle della media stagionale.

Grange-Rui
Grange-Rui

Si prosegue la salita mantenendo la destra orografica del vallone, raggiungendo così le Grange Rui 2480 m da dove iniziamo ad indossare i ramponi.

Da questo punto occorre abbandonare il vallone di Rui , per iniziare a risalire i pendii verso sinistra, entrando nel Vallone Baiso del Colle.

Vallone-Baiso-del-Colle
Vallone-Baiso-del-Colle

Nel primo tratto del vallone si costeggia a sinistra un incassato torrente coperto dalla neve e poi si segue a grandi linee il sentiero estivo con pendenze abbastanza sostenute.
Ci si sposta gradualmente verso destra superando alcuni traversi fino a raggiungere la parte superiore.
Mantenendo sempre la sinistra ci addentriamo, facendo attenzione alle condizioni del manto nevoso, al centro del vallone dove un tratto pressapoco pianeggiante ci anticipa l’ultimo tratto ripido prima di raggiungere il colle.

La nostra direzione quindi è proiettata verso il colle di Malacosta 3064 mt preceduto da un pendio molto ripido che in alcuni casi potrebbere necessitare di piccozza.
Raggiunto infine il colle individuiamo finalmente la nostra meta che possiamo raggiungere mantenendo la destra e seguendo un ampio pendio che porta senza alcuna difficoltà alla piccola croce di vetta posta nel 2011.
Per il ritorno ovviamente possiamo ripetere il percorso dell’andata con alcune varianti che ci permettono di evitare i ripidi pendii oramai con neve meno stabile del mattino a causa delle elevate temperature.
Superati i punti critici non ci resta che proseguire il cammino e raggiungere nuovamente il rifugio dove avevamo lasciato le nostre auto.

 

Massimo Frumento
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Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.