Ciaspolata notturna al Colle di Valcavera – VALLE STURA

 

Località di partenza: San Giacomo di Demonte

Ascesa: 1220 mt

Altitudine di partenza: 1312 mt

Distanza: 28,30 km

Tempi: circa 9 ore e 15 minuti comprese le soste

Data escursione: 22 dicembre 2018

Ad anello: no

Scala delle difficoltà escursionistiche:

GRADO CAI (Club Alpino Italiano) F (Facile) – Itinerario con ciaspole (racchette da neve)

GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) WT1 – < 25°. Nell’insieme piatto o poco pendente . Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze

CURIOSITA’: Il Colle Valcavera (2.416 m s.l.m.) è un valico alpino situato nelle Alpi Cozie in Piemonte.

Mette in comunicazione la Valle Grana (Colle Fauniera) con il Vallone dell’Arma (laterale della valle Stura di Demonte) e l’altopiano della Meja-Gardetta (raggiungibile anche dalla valle Maira attraverso il Colle del Preit). Poco sotto al valico nasce il torrente Ca.nt

Il Giro d’Italia è transitato una sola volta dal colle, esattamente nel 1999 attraverso il Colle Fauniera e successiva discesa verso il Colle Valcavera e Demonte nella tappa Bra – Borgo San Dalmazzo vinta dal bergamasco Paolo Savoldelli.

GLOSSARIO GEOETIMOLOGICO: toponimo composto dal prov. Val “valle” e cavero “cavità; la valle presenta infatti cavità e doline che ne caratterizzano la testata

Bibliografia: M. Bruno – Alpi sudoccidentali. Viaggio tra immagini e nomi di luoghi – Ed. Gribaudo, 1^ ed. 2006

ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:

Dopo aver superato Demonte si segue l’indicazione per il vallone dell’Arma. Dopo aver superato diverse borgate si raggiunge quella di S. Giacomo e poco prima del blocco si lascia l’auto in un’area adibita a parcheggio.

NOTA PERSONALE: Partendo da S. Giacomo di Demonte il percorso è molto impegnativo considerando che è necessario l’utilizzo delle ciaspole e la lunghezza dello stesso. Il dislivello non è elevato considerando che l’incremento della pendenza è graduale permettendo di gestire l’impegno fisico necessario ad affrontare l’intero percorso. Si consiglia di affrontare questa escursione con neve abbastanza compatta e comunque consultando sempre il bollettino delle valanghe (www.nimbus.it)

ITINERARIO

Lasciata l’auto, intorno alle 12.45, nel parcheggio antistante una stazione elettrica dell’Enel, subito dopo la borgata di San Giacomo e prima del blocco al transito delle auto, indossiamo subito le ciaspole ed iniziamo il nostro “impegnativo” percorso.

La prima parte del percorso su strada innevata
La prima parte del percorso su strada innevata

Nonostante la nevicata di qualche giorno prima la consistenza della neve risultava essere davvero ottima e questo ci ha permesso di mantenere un passo abbastanza costante che non ci ha eccessivamente stancato. Prima di arrivare al rifugio Carbonetto (1874 mt), distante circa 7 km da dove abbiamo lasciato l’auto, seguiamo il percorso lungo la strada asfaltata, tagliando alcuni tornanti solo poco prima di giungere al rifugio. Questa prima parte, con una media pendenza, ci permette di osservare l’inizio del vallone dell’Arma con le sue cime innevate, preannunciando quello che sarebbe poi stato il paesaggio dopo aver lasciato alle nostre spalle il rifugio Carbonetto.

Paesaggio lunare dal rifugio Carbonetto
Paesaggio lunare dal rifugio Carbonetto

Dopo circa 3 ore di cammino e 7 chilometri percorsi, giungiamo alla metà del percorso dell’andata, dove ci sistemiamo per fare una prima tappa e un ristoro rigenerante. Da qui il paesaggio intorno a noi è veramente spettacolare, con le sue cime innevate a nord il monte Viridio 2498 mt, la cima Viribianc 2477 mt, a sud il monte Savi 2675 mt, a sud-est il monte Salè 2630 mt e il monte Omo 2615mt.

I primi colori del tramonto
I primi colori del tramonto

Terminata la breve pausa riprendiamo il cammino inoltrandoci nella Valle Cavera dove il percorso inizia ad avere una maggiore pendenza e un più intenso manto nevoso ancora piuttosto compatto, se non solo in alcuni punti dove le nostre ciaspole sprofondano maggiormente. Lungo il percorso siamo allietati nell’osservare le pendici, alla nostra destra, della Punta Parvo 2513 mt e alla nostra sinistra, l’imponente monte Omo 2615 mt, superati i quali iniziamo a risalire lungo alcuni tornanti che non tagliamo per la notevole presenza di neve non facilmente calpestabile.

Risaliamo i primi tornanti impegnativi
Risaliamo i primi tornanti impegnativi

Costeggiamo alcune ex casermette, oramai ruderi abbandonati, quando siamo colti da un magnifico tramonto dai colori rossastri e aranciati, che preannunciava quello che sarebbe poi stato il successivo spettacolare sorgere della luna.

Raggiunta poi una baita ristrutturata e seguendo quelle che sono le indicazioni di una strada, percorribile in estate, risaliamo gli ultimi più ripidi pendii nevosi, mentre il colore rossastro del tramonto stava per lasciare spazio alla penombra illuminata dai primi raggi lunari che stavano risaltando il profilo della Punta Parvo dalla quale da li a poco si sarebbe elevata una splendida e luminosa luna piena (ore 18.52 picco massimo della luna piena).

Giochi di luce lunare
Giochi di luce lunare

Giunti poco dopo al colle Valcavera pienamente soddisfatti della nostra lodevole impresa, grazie anche alle piacevoli condizioni meteo abbiamo potuto sostare per diversi minuti e assaporare un meritato spuntino al sacco, illuminati dalla luna “guardinga” dalla sua elevata posizione che aveva guadagnato negli ultimi minuti.

Ovviamente eravamo consapevoli di essere solo alla metà del percorso ma sapevamo anche che tutto il resto del percorso era oramai solo una lunga ed interessante discesa. Riprendiamo quindi il nostro cammino ritornando sui nostri passi, senza bisogno di attivare le nostre torce, vista la notevole intensità della luce lunare che ci avrebbe accompagnato fin dalle nostre auto, senza mai essere offuscata per l’assenza totale di nubi.

Illuminati dalla Luna
Illuminati dalla Luna

Durante la discesa affrontiamo alcuni tagli, evitando alcuni tornanti, sempre facendo attenzione alla consistenza della neve ed eventuali presenze di rocce. Raggiungiamo nuovamente il rifugio Carbonetto dove riempiamo le nostre borracce oramai quasi asciutte, osserviamo nuovamente il paesaggio illuminato dalla luce lunare e dopo una breve pausa riprendiamo il nostro cammino, seguendo la strada principale che dopo gli ultimi chilometri ci conduce nuovamente alle nostre auto esattamente alle ore 22.00 circa.

E’ stata davvero una notevole ed impegnativa impresa che ha richiesto uno sforzo fisico notevole ma sicuramente appagato da un evento unico, quasi surreale, un’atmosfera “magica” che solo la luce emanata dalla luce piena riesce a ricreare in un ambiente montano immerso in un “silenzio” contagioso e avvolgente.

 

Massimo Frumento
Informazioni su massimo Frumento 35 Articoli
Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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