Cima dei Gelas da San Giacomo di Entracque – VALLE GESSO

Data : 16 giugno 2018
Partenza : San Giacomo di Entracque (1207 mt)
Quota massima: Cima dei Gelas (3143 mt)
Difficoltà: OSA
Dislivello : 2200 mt circa

Partiamo, con gli sci sulle spalle, dal parcheggio di San Giacomo di Entracque che si presenta al nostro arrivo praticamente deserto. Seguiamo la strada sterrata che sale nel vallone della Barra. E’ impressionante la quantità di acqua del Torrente Gesso.Proseguiamo e nel tragitto mi viene in mente che nel giugno 2015, passando proprio per questo sentiero, avevo avuto la fortuna di veder rilasciata una coppia di giovani gipeti. Due esemplari,non ancora in grado di volare, che avevo letto esser nati nei centri di allevamento negli zoo di Berlino (Germania) e Ostrava (Rep. Ceca). Erculis e Roman erano i nomi scelti dalla Fondation Albert II.

Raggiungiamo il Piazzale dei Cannoni dove scorgo l’auto dei miei amici che avevo sentito il giorno prima. Proseguiamo, cercando di evitare la sterrata principale ed accorciare il percorso con alcuni sentierini che si fanno però, ovviamente, più ripidi. Ed ecco che arriviamo proprio sotto il Rifugio Soria Ellena al Pian del Praiet.

Voltiamo a sinistra e fatti pochi passi verso la Gorgia della Maura , finalmente mettiamo gli sci ai piedi. A metà della stessa , per maggior sicurezza ed evitare di scivolare, fisso i coltelli (rampant) agli sci. Questo mi da modo di sentirmi più sicura ed affrontare il percorso senza sprecare inutile energie, considerato che il tragitto è ancora piuttosto lungo. Passiamo nei pressi della Pera de Fener (2698 mt) e ci addentriamo nel Ghiacciaio del Gelas.

 

verso-il-canale-degli-italiani
verso-il-canale-degli-italiani

Prima di raggiungere il canale degli italiani (45-50°) togliamo nuovamente gli sci per prepararci alla salita. Alcune pietre iniziano a scendere mentre il percorso inizia a farsi più difficile. Con picozza e ramponi, affrontiamo il canale che si presenta inizialmente misto roccia e ghiaccio e poi con neve dura. Ad ogni passaggio cerco di prendere a calci lo strato duro di neve in modo da far più presa con i ramponi. Sento i muscoli dei polpacci infuocarsi.

Questo canale mi pare più lungo del solito. Poi ad un tratto svoltiamo sulla sinistra, facciamo un traverso, risaliamo di alcuni metri e giungiamo sul panoramico Balcone dei Gelas (3085 mt).

 

dal-Balcone-dei-Gelas
dal-Balcone-dei-Gelas

 

Facciamo alcuni passi in territorio francese, leviamo le pelli, rimettiamo gli sci , scendiamo per circa 150 mt ed affrontiamo un lungo traverso che ci porta sotto il Canale dei Francesi o canale est.

 

traverso-su-lato-francese
traverso-su-lato-francese

 

Togliamo, come altre persone che si trovano in zona, gli sci e saliamo tutto il canale, che si trovava ben scalinato e con neve “morbida”.

 

canale-dei-Francesi
canale-dei-Francesi

 

Alla forcella che divide le due vette, la Sud a sinistra e la Nord a destra, abbandoniamo gli sci e con un breve percorso di roccia raggiungiamo la croce della vetta Nord del Gelas a 3085 mt. La temperatura dell’aria è perfetta ed il sole ci riscalda.

 

Panorama-dalla-vetta
Panorama-dalla-vetta

 

Ci godiamo lo splendido panorama mangiando qualcosa per reintegrare le energie e dopo mezz’ora circa, a malincuore, decidiamo che è l’ora di partire.

 

Erika-in-vetta-cima-Nord-Gelas
Erika-in-vetta-cima-Nord-Gelas

 

Scendiamo il canale dei francesci praticamente in derapage come tutti, considerato che al centro dello stesso si è formato un solco profondo a causa della neve che scaricava.Svoltiamo a destra fino alla Terrazza dei Gelas e, dapprima con un traverso e poi risalendo di una decina di metri, perveniamo al Colletto Saint Robert a 2820 mt.

 

Canale-Saint-Robert-sulla-destra
Canale-Saint-Robert-sulla-destra

 

Data la consistenza della neve e considerato che non è un canale stretto, scendo il ripido canale Nord (45°), divertendomi.
Proseguiamo sulla destra e con un ulteriore traverso raggiungiamo la Forcella Roccati  a 2600 mt circa.

 

Canale-dalla-Forcella-Roccati
Canale-dalla-Forcella-Roccati

 

Sciamo il terzo canale della giornata (40-45°) e ci ricongiungiamo verso l’itinerario si salita.

Giunti al Pian del Praiet, una visita al locale invernale del Rifugio Soria non poteva mancare. Era il vecchio rifugio. Mi colpisce molto quanto indicato sulla facciata del bivacco: “Ristorato 10=8= 1920” e “Restaurat 20.9.1980” con incisi alcuni cognomi di persona che sicuramente aveano contribuito a questa restaurazione!

Ora non ci resta che scendere fino a San Giacomo.

Che dire… stupendo giro ad anello in cui si affrontano diversi canaloni ripidi sui 40-45°

Ovviamente è sempre necessario valutare con buonsenso le condizioni del manto nevoso!

 

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Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 49 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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