Cima delle Rossette – VALLE VARAITA

 

Data: 18 novembre 2018

Quota di partenza: 1800 mt circa

Quota massima: 2905 mt

Dislivello : 1500 mt comprensivo di due salite

Distanza percorsa: 18 Km

Difficoltà: BS

Finalmente si riparte per una gita vera!

Con l’auto da Cuneo arriviamo nei pressi di Castello di Pontechianale e, da qui, la strada diventa improvvisamente bianca e ghiacciata, tant’è che sentiamo “scondinzolare” più volte il mezzo che ci sta trasportando fino a Chianale. Siamo tutti emozionati, chi con un po’ di paura perchè è la prima volta con gli sci d’alpinismo, chi perchè ha voglia di mettersi alla prova e chi è invece entusiasta della compagnia ritrovata.

Calziamo i nostri sci, indossiamo gli zaini e tutto l’occorrente: iniziamo a salire per la strada chiusa che porta normalmente al Colle d’Agnello.

Dopo-la-partenza
Dopo-la-partenza

Il cielo inizia a presentare squarci di sereno e magari ci regalerà anche un po’ di sole. Siamo fiduciosi e tutti siamo concentrati nei movimenti con cui dobbiamo riprendere dimestichezza e feeling.

I-primi-movimenti
I-primi-movimenti

Perveniamo nei presso di una baita e poi saliamo fino a circa 2500 mt in una zona più pianeggiante. La vista che vediamo di fronte a noi è spettacolare: dune di neve fresca i cui granelli brillano, il Pic d’Asti che si staglia nel cielo azzurro e un po’ fra le nuvole,  e più lontano, ecco  la meta… non così vicina.

Nel frattempo, tra le colline di neve,  ecco danzare i primi sciatori, urlanti di gioia!

Dune-di-neve
Dune-di-neve

A questo punto svoltiamo verso destra lasciando più spostato sulla sinistra il tragitto che ci avrebbe condotto alla Sella d’Asti, altra nostra possibile scelta oltre alla Cima delle Rossette o al Pan di Zucchero.

La salita inizia a farsi sentire e le persone dietro e davanti a noi cominciano ad essere molte, anche perché attualmente le opzioni scialpinistiche sono davvero poche.

Pic-d-asti
Pic-d-asti

Alcuni hanno un passo veloce, altri arrancano un passo alla volta pian pianino. I primi paiono non sentire la stanchezza mentre sui secondi se ne scorgono evidenti i segni.

E’ questione di fisico, allenamento, capacità, costanza e di forza interiore. Nel mio caso, devo ammettere, che quest’ultima la fa da padrona!

Inizia-la-salita-verso-la-cima-Rossette
Inizia-la-salita-verso-la-cima-Rossette

La vetta è sempre più vicina: non vedo l’ora di essere lassù e di capire se sono ancor capace di scendere. Il maestro continua a ripetermi che la neve è spettacolare e che non avrò problemi, ma non ne sono così sicura o meglio so che scenderò ma  probabilmente non come vorrei. Sogno di volare sulla neve come quei ragazzi vista prima, sicuri di sé e dei propri movimenti.

Arriviamo in cima e vedo comparire il Re. Spettacolo. Anche quelle nuvolette hanno un loro “perchè”. Scattiamo alcune foto di rito, qualche risata e battuta con i due miei amici, poi togliamo le pelli e ci prepariamo per la discesa.

Viso-dalla-Cima-delle-Rossette
Viso-dalla-Cima-delle-Rossette

Effettivamente con quella neve, i movimenti vengono più spontanei, ed è bello veder la farina di neve sollevarsi al nostro passaggio. Le curve lasciate dai nostri sci rendono il panorama di volta in volta diverso aggiungendo all’ambiente circostante qualche piccola sfumatura particolare.

Non vogliamo e non riusciamo nemmeno ad intravedere ” i buchi” presenti e finiamo alcune volte con le gambe all’aria tutti e tre, accorgendoci troppo tardi delle capriole del compagno di avventure che ci precede.

Troppo entusiasti dopo esser giunti nuovamente nella zona più pianeggiante, ripelliamo e ricominciamo la salita. Vogliamo goderci il più possibile la neve. Con il fiato un po’ più corto di prima perveniamo nuovamente alla vetta, mentre tutt’intorno a noi,  si solleva la nebbia.

Siamo quindi costretti a scendere dove riusciamo ad intravedere le scie degli altri sci per evitare di essere soggetti ad uno scompenso di equilibrio e stabilità. La discesa è ugualmente interessante.

Ci ricongiungiamo alla strada che porta al Colle e prestando attenzione, vista la scarsa visibilità, usiamo gli sci solo fin quando le condizioni lo permettono, in modo da non rovinarli.

L’ultimo tratto conveniamo che è meglio farlo a piedi ed è bello anche così perché riusciamo ad assaporare della compagnia reciproca.

 

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Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 31 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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