Cima Saline e Cima Pian Ballaur – VALLE ELLERO

 

Partenza e arrivo: località Porta Pian Marchisio (CN)

Quota partenza: 1630 m

Altitudine massima: 2612 m Cima Saline

Dislivello: 1250 m

Tempo : 5,5/6 hrs

Tipologia percorso: anello

 

La Valle Ellero non ha cime molto elevate, ma è di naturale bellezza paesaggistica e caratterizzata da interessanti fenomeni carsici. La flora, in particolare, offre tantissime varietà di fiori e arbusti che, insieme alle rocce bianche, formano suggestivi giardini botanici naturali.

La Cima Saline è la terza vetta più alta delle Alpi Liguri e Cima Pian Ballaur, poco più bassa, fa parte del gruppo del Marguareis. Quest’ultima così chiamata perché nella tradizione popolare del luogo si pensa che le “masche” si rechino a danzare sulla cima appena si fa buio.  La masca è una figura folcloristica nella credenza popolare piemontese, di solito femminile, dotata di poteri straordinari in grado di potersi trasformare anche in un animale. Creata per giustificare alcuni avvenimenti inattesi, banali, spaventosi o drammatici che non si potevano spiegare con la ragione le viene attribuito tutto ciò che poteva in qualche modo alterare l’equilibrio della comunità e della vita domestica. La masca opera di notte, o all’imbrunire, quando tutto si ferma e per riunirsi sceglie luoghi lontani dai centri abitati…come appunto le cime dei monti.

 

Dalla rotonda di Roccaforte Mondovì prendere la strada per Rastello e da qui raggiungere Ponte Murato. Proseguire la strada a tornanti, a tratti asfaltata a tratti sterrata, che conduce fino a Porta Pian Marchisa (1630 m) dove si lascia l’auto. In realtà la strada sterrata prosegue fino al Rifugio Mondovì, ma è chiusa al traffico.

Si parte quindi da qui per l’escursione e in circa 40 minuti si arriva al rifugio, costeggiando in buona parte del cammino il torrente Ellero.

Da-Porta-Pian-Marchisa-verso-il-Rifugio-Mondovì
Da-Porta-Pian-Marchisa-verso-il-Rifugio-Mondovì

Chiamato anche Rifugio Havis de Giorgio poiché si trova ai piedi della punta omonima (2203 m) e della vicina Rocca Maraquajà (2401 m) è l’unico punto tappa della valle. Poco a sud-est del rifugio, nel periodo primaverile, si può ammirare la sorgente dell’Ellero detta anche Pis dell’Ellero , una getto d’acqua che sgorga da una fessura nella parete  ad una ventina di metri d’altezza.

Rifugio-Mondovì
Rifugio-Mondovì

Da qui, si ignorano le mulattiere che salgono per il Passo delle Saline e si imbocca un sentiero alle spalle del rifugio, non indicato dalle paline ma abbastanza visibile che sale ripido tra erba e ghiaie. Tenendosi sempre sulla sinistra si arriva all’imbocco del Canale delle Masche e si sale dentro questo stretto canalone, ripido e roccioso (attenzione a non scivolare e a non scaricare sassi) superando anche  un tratto attrezzato con catena.

Canalone-delle-masche
Canalone-delle-masche

Terminato il canalone il sentiero prosegue per un pendio erboso per poi continuare tra erba e rocce e incanalarsi nell’altopiano carsico del Vallone delle Masche, desolato e selvaggio, rinserrato tra le due cime Saline e Pian Ballaur. La segnaletica è ben visibile, ma sconsigliabile in caso di nebbia poiché il percorso diventa un labirinto nel quale diventa difficile orientarsi. E’ sconsigliabile a chi è poco esperto che dovrebbe seguire la via “normale”.

vallone-delle-Masche
vallone-delle-Masche

Zigzagando  tra inghiottitoi, dossi e rocce dalle forme curiose si arriva alla base della parete Pian Ballaur, si taglia a sinistra verso Cima Saline e si sale dolcemente fino al colletto che separa le due cime. Qui si risale in diagonale mantenendo una notevole e costante pendenza  su un ampio versante erboso fino a raggiungere la croce di vetta (anzi ce ne sono due a pochi metri una dall’altra) a quota 2614 m. Da qui si ammira la val Ellero,  il minuscolo Rifugio Mondovì e  il Torrente che sembra un minuscolo nastro d’argento.

Croce-di-vetta-Cima-Saline
Croce-di-vetta-Cima-Saline

Si ridiscende poi dalla stessa via e si ritorna al colletto per poi risalire lungo un ripido sentiero erboso e roccioso verso Cima Pian Ballaur in circa 30 minuti. Nel periodo di fioritura delle stelle alpine in questo tratto bisogna fare attenzione a non calpestarle! Una meravigliosa distesa bianca che accompagna la salita.

Stelle-alpine
Stelle-alpine

Raggiunta la cima, che si presenta come un pianoro segnato da una stele di pietra,  si ammira il magnifico panorama sulla catena del Marguareis e sulla valle Pesio.

Cima-pian-Ballaur
Cima-pian-Ballaur

Dal Pian Ballaur poi si inizia la discesa verso il lago Ratavuloira (2171 m) seguendo le pietre abbastanza alte poste in verticale, come tanti ometti, percorso difficile da vedere in caso di nebbia perché non segnalato da paline o da tacche.  Il sentiero poi comincia ad essere più visibile e dopo un tratto in costa scende verso il lago.

Sentiero-verso-lago-Ratavuloira
Sentiero-verso-lago-Ratavuloira

Qui la fermata è obbligatoria per fotografare questo piccolo ma caratteristico specchio d’acqua melmoso  circondato dagli eriofori.

Lago-Ratavuloira
Lago-Ratavuloira

Lasciato il lago si imbocca il sentiero che riporta al Rifugio Mondovì . La discesa è ancora lunga ma non difficoltosa. Si costeggia Porta Marguareis e si prosegue lasciando sulla nostra destra la conca del Lago Biecai, quasi sempre in secca per via della conformazione carsica del sottosuolo.

Il sentiero prosegue fino ad arrivare al rifugio ed il nostro anello è completato.

Per tornare all’auto si ridiscende dalla stessa strada sterrata dell’andata.

 

Chiara Magliano
Informazioni su Chiara Magliano 31 Articoli
Insegnante della scuola primaria. Amo la montagna, lo sport, le camminate a contatto con la natura. Mi piace immortalare con uno scatto le mie emozioni.

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