Corno Stella, Esprit Libre inferiore + Via dei Lupetti – VALLE GESSO

Valle Gesso, Settembre 2018

Solita ora, solito bar, il nuovo giorno che si affaccia. Si parla di lavoro, ma in verità quel mondo è lontano, seppur dietro un angolo paradossalmente vicino, e si respira aria di libertà, quasi proibita, forse per ciò ancora più forte. Saliamo in Valle Gesso con gran motivazione: c’è un conto aperto da chiudere. Un mese fa percorrevamo la stessa strada, lo stesso sentiero, per portarci ai piedi del Corno Stella, sulle cui pareti avevamo scalato combinando due vie. Nonostante la riuscita di quella che era la mia prima assoluta iniziazione sul Corno, montagna simbolo della mia infanzia, sognata per anni, la vetta vera e propria non l’avevamo toccata.

Un bello smacco, ma la minaccia dei temporali purtroppo era reale, con quei nuvoloni neri che da tempo si addensavano non molto lontano, già costringendoci a terminare la via con una discreta fretta e non senza apprensione. Cosa fare se non dare uno sguardo alla croce lontana in cima al pianoro sommitale e andarsene via a corda doppia? Un’estate così: un temporale al giorno, giusto per non sbagliare mai. Tornando a valle la felicità nel mio cuore era del tutto composta, silenziosa, discreta e, fatta eccezione per i soliti pochi intimi, non persi tempo a banfare di essere stata in qualche luogo, tanto meno a festeggiare nascostamente.

La cosiddetta “vittoria” era stata assurda. Fin da subito si parlava di tornare, non solo per godersi un’altra scalata su quella roccia incredibile, ma per portarsi fin lassù, al massimo culmine della montagna. Nei nostri progetti c’è la via di un amico sullo zoccolo del Corno e continuare poi lungo un itinerario storico, lo Spigolo Inferiore, ma proprio su questo ci sono già diverse cordate francesi in azione, la bellezza di otto persone: decisamente troppe da avere sopra alla testa tutto il tempo. Così, mentre ci concediamo una seconda colazione nella tiepida penombra del rifugio, decidiamo di cambiare strada e improvvisiamo, spostandoci molto più a destra sulla grande parete: inizieremo con la parte inferiore della via “Esprit Libre”, sulla quale ho l’onore di partire aprendo il primo tiro, per poi continuare lungo “Lupetti”, una via moderna aperta da una guida locale, su difficoltà omogenee e continue di 6a.

Dopo aver temporeggiato per evitare il freddo mattutino, già sul secondo tiro veniamo accarezzati dai primi radenti raggi del sole; allora la scalata diventa piacere puro e saliamo spediti. Gli ultimi metri sono miei, dopo un ultimo muretto le difficoltà scendono e seguo una specie di crestina, al termine della quale attendo il compagno e recuperiamo le corde. Da qui, lasciato il materiale superfluo nei pressi di un ometto di pietre, proseguiamo a piedi verso la vetta, che non ancora vicinissima ci sovrasta. Sporgendoci sul versante nord nella speranza di intravedere il canalone di Lourousa, ci affacciamo su un mare di nebbie e nubi stagnanti ed i raggi del sole provenienti da sud proiettano su di esse ancora una volta l’occhio di dio.

Così mi piace chiamarlo dopo lo stupore della prima volta che lo vidi: uno spettro di Broken con gloria, un regalo meraviglioso che la montagna ci offre a pochi passi dalla vetta. La giornata bellissima, serena e mite, attraversata da moti di nubi e giochi di contrasti, è quanto di più suggestivo si possa desiderare, perchè in fondo in fondo, il cielo completamente blu mi ha sempre annoiato un po’.

Luci e ombre sulla Catena delle Guide, durante la discesa in corda doppia
Luci e ombre sulla Catena delle Guide, durante la discesa in corda doppia

Punto di partenza: Terme di Valdieri (CN)

Materiale: mezze corde da 60m e normale dotazione per vie multipitch

Tipo di via: combinazione di due vie moderne a spit, soste da collegare.

Avvicinamento: lasciata l’automobile nei pressi del Gias delle Mosche (1591m), nel parcheggio dove è presente un cartello che presente il rifugio. Sulla sinistra si reperisce l’inizio del sentiero (cartello con indicazioni), che si svolge dapprima nel bosco, per poi aprirsi nel vallone sovrastante e infine risalire verso il rifugio Bozano (2450m), che si raggiunge con tempi di percorrenza che possono variare dalle 2 ore alle 2.30/3 a seconda del passo.

Esprit libre (parte inferiore)

Difficoltà: D+ (max 5b)

Lunghezza: 140m

Apritori: A.Grillo, B.Gorgeon, N.Carocci, 2008

Attacco: dopo aver percorso il sentiero nella pietraia che dal rifugio Bozano conduce alla base delle pareti del Corno Stella, proseguire verso destra in direzione dell’attacco della cengia mediana, su una bella placca chiara a metà tra il punto più basso dello zoccolo e appunto la cengia (targhetta alla base). In pratica è l’ultima via sulla parte a destra dello zoccolo.

L1: si sale su bellissime placche lavorate fino ad una cengetta; 45m, 5b

Appena giunta alla prima sosta
Appena giunta alla prima sosta

L2: dalla sosta ci si sposta di qualche metro verso sinistra (primo spit visibile), si volta l’angolo e si sale per un diedrino fino a reperire la sosta; 25m, 4c

L3: si salgono le placche soprastanti la sosta fino a reperire la successiva, su cengia erbosa, già in vista della vicina cengia mediana; 25m, 4b

L4: dopo i primi passaggi su facili roccette si raggiunge la cengia mediana senza percorso obbligato ma prestando attenzione a non smuovere pietre e non scivolare sull’erba; la sosta è su un masso sul sentiero della cengia mediana; 50m, III

Via dei Lupetti

Difficoltà: TD (6a+max,6a obbl.)

Lunghezza: 300m

Apritori: S.Bassignano, M.Pukli, 1993

Attacco: dalla cengia mediana si sale verso l’attacco della via De Cessole, una ventina di metri a sinistra. Sono presenti in loco una targhetta metallica, un “L” in vernice rossa, e di rosso è dipinto anche il primo spit.

L'attacco della via
L’attacco della via

L1: si attacca sulle placche sovrastanti il punto di partenza fino a raggiungere un tetto che si supera passando alla sua destra, per poi seguire in un poco marcato diedro fino ad un comodo punto in cui trova la sosta, tiro bello lungo; 50m, 6a.

L2: si sale per bellissime placche lavorate, si supera un muretto e si tende poco a poco verso destra (spit visibili) e si raggiunge la sosta con qualche movimento più delicato; 45m, 5c.

Sul terzo tiro
Sul terzo tiro

L3: si prosegue su muro verticale, portandosi verso sinistra sul filo dello spigolo ed infine di nuovo più a destra, superando un ultimo saltino prima della sosta, collocata sotto uno strapiombo; 40m, 6a.

L4: si approccia lo strapiombo lungo una lama a destra della sosta e poi con due movimenti belli atletici e un po’ più fisici, per poi incrociare la stupenda vena di quarzo salendo ancora verso destra fino ad uscire sulle placche sovrastanti; 30m, 6a+

Quinto tiro
Quinto tiro

L5: si sale verticali su belle placche lavorate, incontrando un paio di muretti che impongono movimenti delicati e tecnici (molto belli), fin sotto un diedro liscissimo, che si supera sulla sinistra, raggiungendo così la sosta (vecchia sosta prima del diedro); 40m, 6a.

L6: si prosegue dritti per belle placche e muretti fino ad una comoda sosta dalla quale già si vede la cima del Corno in lontananza e l’ultimo tratto della via, simile ad una crestina, 45m, 6a.

Sguardo all'indietro dalle roccette finali
Sguardo all’indietro dalle roccette finali

L7: si parte verso destra, trovandosi a superare ancora un bel passaggio su un muretto verticale lavorato, trovandosi poi sulla crestina e proseguendo seguendola su rocce più facili fino alla sosta, a pochi metri da un ometto di pietre, 45m, 6a poi IV.

Sul pianoro sommitale
Sul pianoro sommitale

Spostandosi verso “l’interno” del pianoro sommitale, si può momentaneamente abbandonare il materiale e continuare per tracce di sentiero verso la cima del Corno Stella (3050m), che si raggiunge in 10-15 minuti.

Felicemente in vetta
Felicemente in vetta

Discesa: lungo le doppie attrezzate nei pressi della via Campia o di Barone Rampante e Esprit Libre (ometti di pietre al margine del pianoro sommitale). In caso di necessità è possibile anche calarsi sulla via, in quanto le soste sono provviste di anello per la calata.

Discesa in corda doppia sulla Campia
Discesa in corda doppia sulla Campia
Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 47 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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