Doppio 3000 mt in VALLE MAIRA: Rocca Marchisa e Chersogno

Ascesa: 1800 metri circa

Distanza: 24,90 km circa
Altitudine partenza: 1704 metri
Altitudine massima: 3.072 metri
Difficoltà: EE
Punto di appoggio: Capanna sociale Franco Ellena nella borgata Chiotti 2002 mt (https://www.caicuneo.it/rifugi_e_bivacchi/capanna-ellena/)
Località di partenza: Borgata De Costanzi – Campiglione, Prazzo (CN)

Imboccando la valle Maira da Dronero, si attraversano le località di S. Damiano Macra, Macra, Bassura e dall’abitato di Prazzo (cartello con indicazione Bivacco Bonfante e S.Michele) si risale il lungo vallone su strada asfaltata ma stretta e tortuosa fino a Campiglione dove si parcheggia l’auto o nel tornante o in un piccolo spiazzo prima delle case. La strada da Campiglione alla borgata della grange Chiotti non é asfaltata, ma é in ottime condizione. L’accesso è interdetto alle auto non autorizzate ed è possibile essere sanzionati se non si rispetta il divieto.

NOTA PERSONALE: percorso ad anello che necessita di un elevato allenamento fisico necessario per affrontare l’impegnativo dislivello. Per quanto riguarda l’ascesa alla Rocca Marchisa la pendenza è nella media, mentre diventa più elevata quando si deve affrontare il canalone per il Chersogno costituito peraltro da sfasciumi non compatti.

Il monte Chersogno 3026 mt, caratterizzato dalla tipica forma a “dente”, permette di godere di uno spettacolare panorama a 360° verso tutte le vette della Valle Maira.

Rocca la Marchisa 3.072 mt si trova sullo spartiacque tra la valle Varaita e la Val Maira. La vetta è bifida, composta da una cima meridionale di quota 3071 m, ed una settentrionale di 3072 m.

Il Chersogno e la Rocca Marchisa, insieme al Pelvo d’Elva, montagne delle Alpi Cozie, costituiscono la triade dei 3000 mt della zona compresa tra valle Maira e Valle Varaita.

Avevo già scalato il monte Chersogno nel 2016 partendo dal colle della Bicocca, sullo spartiacque della Valle Varaita e Valle Maira, raggiungibile da Sampeyre, tramite il colle omonimo.

Quest’anno quindi spinto dall’obiettivo di scalare due cime a quota 3000, ho organizzato l’itinerario, considerando come punto d’appoggio la “Capanna sociale” Franco Ellena, una struttura di proprietà della Sezione di Cuneo del CAI e curata dalla Sottosezione di Dronero. Disposta su un solo piano è composta da un ampio locale soggiorno/cucina, locale dormitorio su tavolato, servizi igienici completi con acqua corrente ed elettricità. E’ stata donata, con lascito testamentario, al CAI dal compianto Franco Ellena che l’aveva ristrutturata completamente e con la sua generosità permette ora di avere un fantastico punto di appoggio per le escursioni nell’alto vallone di San Michele di Prazzo. Una volta giunti alla vetta, percorrendo il bastione sottostante in direzione della grange Chiotti, si può individuare, su una roccia, una targa commemorativa che ricorda il donatore.

La giornata si prospetta davvero serena e tersa e questo ci incoraggia moltissimo. Oggi siamo un bel gruppetto di temerari escursionisti, ci siamo alzati all’alba e abbiamo raggiunto per le ore 7,00 circa la borgata De Costanzi, dove abbiamo parcheggiato le auto.

Borgata-De-Costanzi-Campiglione
Borgata-De-Costanzi-Campiglione

Risaliamo a questo punto la strada sterrata, con divieto d’accesso ai mezzi non autorizzati,costituita da ampi tornanti che ci permettono in circa un’ora di raggiungere la Capanna sociale “Franco Ellena”, il nostro punto d’appoggio, posta insieme ad altre baita presso la grange Chiotti 2020 mt.

Grange-Chiotti-2020-mt
Grange-Chiotti-2020-mt

Seguiamo la sterrata che passa di fronte ad altre baite, tutte completamente ristrutturate, per poi raggiungere una piccola struttura abbandonata, dove troviamo anche una fontana.

Alle spalle della grangia abbandonata seguiamo un sentiero a sinistra che inizia ad inserirsi nel verde, posto a destra della pietraia che segue le pendici del Chersogno. Risaliti lungo questo percorso, passati vicini ad una baracca in lamiera,

Ricovero-attrezzi-pastori
Ricovero-attrezzi-pastori

il sentiero diventa maggiormente pianeggiante per un tratto, per poi verso la fine, aumentare la pendenza e con alcuni tornantini, giungere al Colle di Chiosso 2430 mt, dal quale veniamo sovrastati dall’imponenza del Chersogno.

Il-Chersogno-dal-Colle-di-Chiosso
Il-Chersogno-dal-Colle-di-Chiosso

Dal colle dopo una stretta e ripida serpentina raggiungiamo, dopo alcuni centinaia di metri in quota, un pianoro dal quale possiamo ammirare, sulla nostra sinistra, la maestosità del Chersogno. La parte successiva del percorso ci porta in una straordinaria posizione dalla quale possiamo contemplare partendo dalla nostra sinistra la vista sulla Rocca Marchisa 3072 mt, Rocca Gialeo 2983 mt e verso destra il Pelvo d’Elva 3064 mt .

Panoramica-Chersogno-e-Rocca-Marchisa
Panoramica-Chersogno-e-Rocca-Marchisa

Dopo il piacevole pianoro che ci ha fatto pregustare il paesaggio, riprendiamo a salire e dopo brevi e poco ripidi tornanti raggiungiamo la Fonte Nera, un crocevia importante, dal quale decidiamo il successivo percorso.

Palina-Fonte-Nera
Palina-Fonte-Nera

Lasciate a destra le indicazioni per il bivacco Bonfante, manteniamo la nostra destra (T5) e proseguiamo per raggiungere la nostra prima meta: la Rocca Marchisa.

Giunti ad un successivo spazio pianeggiante, siamo attirati in una conca dalla quale individuiamo quello che è la forma caratteristica a “dente” del Chersogno e soprattutto il lungo e ripido canalino che avremmo poi dovuto risalire al nostro ritorno dalla Marchisa. Sempre da questa posizione possiamo individuare la direzione della Marchisa ancora non disponibile alla nostra vista ma percepire quello che è il colle di Sagneres 2894 mt, altro punto cruciale per la nostra meta.

All-orizzonte-il-Colle-di-Sagneres-2894-mt
All-orizzonte-il-Colle-di-Sagneres-2894-mt

Per raggiungere il colle di Sagneres, iniziamo a risalire di quota, sempre su un ampio versante erboso. Prima del colle però individuiamo a sinistra, un sentiero contrassegnato da alcune tacche, che ci permette, svoltando a sinistra di accorciare brevemente il percorso, anche se abbiamo dovuto risalire un breve ma pendente canalino costituito da abbondanti ed instabili sfasciumi. Giunti quindi ad un altro pianoro, seguiamo il sentiero T10 che ci permette una volta raggiunto l’innesto con il sentiero T9, di raggiungere un fantastico punto panoramico, il colle di Vers 2862, dal quale individuiamo le due creste della Rocca Marchisa e un magnifico panorama a 360° sulla val Varaita e sulla val Maira, dove spiccava nella sua magnificenza il Re di pietra, il “Monviso”, che per l’eccezionalità delle condizioni meteo era completamente libero da nubi.

Panorama-dal-colle-di-Sagneres
Panorama-dal-colle-di-Sagneres

Lasciato il colle, risaliamo e ci portiamo alle pendice della Rocca Marchisa, dove per raggiungere la prima croce sulla vetta meridionale, abbiamo dovuto risalire una pietraia abbastanza impegnativa.

Le-due-cime-meridionale-e-settentrionale-della-Rocca-Marchisa-dal-colle-di-Sagneres
Le-due-cime-meridionale-e-settentrionale-della-Rocca-Marchisa-dal-colle-di-Sagneres

Non contenti del nostro risultato, ci spostiamo in cresta, verso la più minuta e inclinata croce della vetta settentrionale, dalla quale possiamo ammirare lo stesso panorama ma da una diversa angolazione.

Panorama-dalla-Punta-Settentrionale
Panorama-dalla-Punta-Settentrionale

Giunti a metà dell’opera ora ci prepariamo per la seconda e più impegnativa parte della nostra escursione: la discesa e la risalita per la cima del Chersogno 3026 mt.

Ripercorriamo quindi lo stesso sentiero dell’andata ma, una volta giunti nuovamente all’ultimo pianoro, lasciamo a sinistra l’indicazione per la Fonte Nera e seguiamo il sentiero a destra che invece ci conduce nella parte più impegnativa: un ripido e tortuoso canalone, costituito da sfasciumi instabili che ci conduce con fatica al passo Ovest del Chersogno 2846 mt.

Ripida-salita-dal-Colle-Sud-est-del-Chersogno-verso-la-croce-di-vetta
Ripida-salita-dal-Colle-Sud-est-del-Chersogno-verso-la-croce-di-vetta
Passo-sud-est-del-Chersogno
Passo-sud-est-del-Chersogno

 

Dopo il colle, il tratto più faticoso è stato superato brillantemente. Anche da questo punto panoramica abbiamo la possibilità di contemplare molte cime in successione.

Da qui inizia l’ascesa alla cima, sempre comunque ripida anche se il sentiero risulta essere meno instabile. Poco dopo un dislivello di circa 200 metri, individuiamo la grande croce svettante sulla cima del Chersogno, che raggiungiamo dopo qualche centinaia di metri.

Croce-del-Chersogno-3026-mt
Croce-del-Chersogno-3026-mt

Non abbiamo parole per descrivere la sensazione che proviamo per lo spettacolare panorama che la giornata serena e tersa ci ha permesso di ammirare. Uno sguardo ad angolo giro spazia dalla val Maira alla Varaita di Bellino e non solo, raggiungendo diverse cime appartenenti ad altre vallate ben più lontane rispetto alla nostra posizione riconoscendo, tra le altre, l’inconfondibile gruppo delle Oronaye e la Rocca la Meja.

Foto-ricordo-Monte-Chersogno
Foto-ricordo-Monte-Chersogno

A questo punto dopo il notevole impegno reso necessario per scalare le due cime, trascorriamo una buona parte del tempo presso la croce, allontanandoci anche dalla stessa, per raggiungere in cresta, un bastione roccioso a strapiombo dal quale individuiamo la grande Chiotti e la borgata dove abbiamo lasciato le nostre auto. Ritornando sui nostri passi verso la croce notiamo una piccola targa, collocata su una roccia, dedicata al compianto Franco Ellena che riporta una dedica in sua memoria.

Targa-commemorativa-Franco-Ellena
Targa-commemorativa-Franco-Ellena

Per il ritorno riprendiamo lo stesso sentiero, dapprima scendiamo al colle del Chersogno, ripercorriamo anche con una certa disinvoltura il canalino che ci riporta al bivio sottostante da dove eravamo risaliti. La traccia che seguiamo ora è quella di raggiungere il colle di Chiosso, alla nostra destra, che avevamo incontrato all’andata per poi scendere nel pianoro, seguire la parete strapiombante del Chersogno e raggiungere nuovamente la Grange Chiotti.

Ritorno-alla-Grange-Chiotti
Ritorno-alla-Grange-Chiotti

A questo punto pienamente soddisfatti della nostra “gloriosa” impresa ripercorriamo la carrabile che ci riporta dopo un paio di chilometri alle nostre auto.

 

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Massimo Frumento

massimo Frumento

Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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