Finestra di Champorcher e Chemin du Roi – MTB – VALLE D’ AOSTA

 

Lunghezza: 31,5 km

Dislivello: 1450 m

Difficoltà: BC+ per le parti in salita, BC per le parti in discesa

Tempo percorrenza: 6,5 ore con le dovute soste

Partenza e arrivo: Champorcher (AO)

Quando si è alla ricerca di alte quote, magari nella Valle d’ Aosta meridionale, la famosa Finestra di Champorcher non deve mancare nel curriculum di un biker…

Colmiamo subito tale mancanza: eccoci quindi a fine estate 2019 a Champorcher, che ci accoglie con la sua bella torre merlata: troviamo parcheggio in una piazzetta in prossimità di una casetta raccolta differenziata e palina stradale “Dondena”.

Ci prepariamo all’anello odierno (punto acqua tornando a ritroso su asfalto per 100 m, sulla destra) e inforchiamo le nostre MTB, prendendo proprio a destra in salita per Dondena.

Asfalto-iniziale
Asfalto-iniziale

L’asfalto si snoda con pendenza regolare e lunghi tornanti: attraversiamo le graziose frazioni di Arbussey, Grand-Mont-Blanc e Petit-Mont-Blanc e dopo circa 3 km l’asfalto cede il posto allo sterrato.

La strada è segnata come “9b” e man mano che pedaliamo il panorama si allarga sulla Valle di Champorcher: alcune auto ci sorpassano lentamente, segno che il luogo è molto frequentato da escursionisti.

Sterrata-panoramica
Sterrata-panoramica

Superata le case Champlong, cominciamo ad ammirare alla nostra sinistra le antiche e splendide baite che costeggeremo durante il tragitto di rientro, parallelo al nostro, e vicino al torrente Ayasse.

Proseguendo, troviamo due bivi ottimamente palinati: seguiamo le indicazioni per il Rifugio Dondena e alla seconda diramazione prendiamo a sinistra, evitando la ripida scorciatoia (che sarà presa al rientro, in discesa) e giungiamo alla struttura (2192 m, punto acqua).

Attenzione: prima del caseggiato è necessario svoltare a destra seguendo le indicazioni “7A-7B-AV2”.

Il gioco comincia a farsi tosto: zone in cui rifiatare si alternano a dei tratti molto ripidi; allenamento e gambe saranno fondamentali in questa parte, a mitigare la fatica ci aiuta lo splendido panorama circostante.

Rampe-ripide
Rampe-ripide

Ci aspettano circa 3,5 km di dura salita prima di giungere, con uno “strappo” finale, alla conca dove troviamo il Rifugio Miserin (2577m, punto acqua) e  l’omonimo grande lago, ove nasce il sopracitato torrente Ayasse. Poco lontano, il Santuario di Notre Dame des Neiges (ci soffermeremo al ritorno).

Lago-Miserin
Lago-Miserin

Foto di rito e via!

Individuiamo, poco vicino al rifugio e verso destra, un ponticello da attraversare bici a mano (teoricamente le sponde del lago sono zona preclusa alle MTB): superata la passerella, individuiamo la palina contrassegnata con le indicazioni Col Fenetre che seguiamo.

Inizio-risalita-alla-Finestra
Inizio-risalita-alla-Finestra

La direzione da seguire è un lungo e panoramico traverso e un lontano traliccio dell’ alta tensione nella sommità (peccato, stonano molto con l’ insieme): la ciclabilità inizialmente è buona, poi entriamo in un tratto più roccioso in cui si alternano zone pedalabili con molti tratti “spintage-mode”.

Superato un paravalanghe, la pendenza diventa eccessiva per pedalare, ma al tempo stesso il sentiero, seppur ripido, è ottimamente mantenuto, per cui decidiamo di issarci le MTB sulle spalle per un facile portage di circa 15’ minuti.

Facile-portage
Facile-portage

Tutta la fatica è finalmente ripagata: eccoci finalmente al Col Fenetre, o Finestra di Champorcher: traliccio a parte, ci godiamo il panorama che spazia anche sull’opposta e splendida Valle di Cogne.

Ammirando-il-panorama-dalle-costruzioni-in-pietra
Ammirando-il-panorama-dalle-costruzioni-in-pietra

Ne approfittiamo per una veloce pausa pranzo, curiosare dentro una delle due costruzioni in pietra che si trovano nei pressi e scambiare quattro parole con un biker tedesco e alcuni escursionisti romani.

Finestra-Champorcher.
Finestra-Champorcher.

E ora… ci attende una discesa da Re! Stiamo infatti per percorrere parte del “Chemin du Roi”: percorso costruito nella seconda metà del 1800 a spese della casata reale e voluto da Vittorio Emanuele per scopi venatori, si snoda per più di 300 km tra i 1500 e i 3000 metri di altitudine, diramazioni comprese, e costituisce ancor oggi la “spina dorsale” dei sentieri della zona meridionale della VdA.

Scendiamo per pochi metri il sentiero di arrivo, per poi imboccare il traverso a sinistra: notiamo fin da subito che il single-track era una ben più larga militare.

Discesa-su-Chemin-du-Roi
Discesa-su-Chemin-du-Roi

Il primo tratto è scorrevole, poi attraversiamo una zona rocciosa che però non pregiudica la pedalabilità; superato questo tratto tecnico, il traverso si allarga e le peculiarità di strada militare appaiono molto più evidenti, grazie alle pietre disposte a formare una bella pavimentazione.

Strada-lastricata
Strada-lastricata

Scendendo di quota, ci avviciniamo ad uno specchio d’ acqua di medie dimensioni ed occorre prestare attenzione poco più avanti poiché il sentiero non ci passa vicino: seguendo la traccia gpx, deviamo decisamente a destra e con una breve risalita lo raggiungiamo: si tratta del bel Lago Nero, e sempre in sella, lo costeggiamo osservati da incuriosite mucche al pascolo.

Deviazione-Lago-nero
Deviazione-Lago-nero

Con tale deviazione, evitiamo una risalita più dura e puntiamo e torniamo direttamente al Rifugio e Lago Miserin, grazie ad un veloce e facile traverso.

Non appena giunti, questa volta ci soffermiamo a visitare il vicino Santuario di Notre Dame des Neiges: risalente al 1600 e dalla curiosa architettura stretta e verticale, era meta di numerosi pellegrinaggi, anche dalla piemontese Valle Soana, a sud del lago.

Notre-Dame-de-la-Neige
Notre-Dame-de-la-Neige

Riprendiamo la nostra discesa costeggiando il lago, andando a destra rispetto al santuario (bici a mano) fino a giungere ad una deviazione a sinistra: montiamo nuovamente in sella.

Il single-track scorre ora più ripido e tecnico su dei bei pratoni: si alternano zone lisce con divertenti gradoni mai troppo difficili e canaline abbastanza profonde, tuttavia facilmente evitabili… quindi occhio a scegliere le “linee” giuste: in questo tratto i fuori sella non mancheranno di sicuro!

Pascoli-e-nuvole
Pascoli-e-nuvole

Dopo circa 3 km di stretto sentiero, un’ultimo ripidone ci lascia, quasi nei pressi di una malga che scorgiamo alla nostra sinistra, sullo sterrato che velocemente ci riconduce al già attraversato Rifugio Dondena ove possiamo riempire le nostre borracce. Scendiamo di qualche metro sulla via d’ andata, per poi imboccare, subito sotto il rifugio, il sentiero che vira a sinistra: un’alternativa al percorso fatto in salita.

Giunti nuovamente al quadrivio con palina, questa volta teniamo la destra sulla via più stretta scendendo verso il torrente Ayasse: ecco che comincia la seconda parte del Chemin du Roi.

Inizialmente il percorso non è ottimamente ciclabile, a causa di alcuni saliscendi ripidi e alcune pozze d’ acqua (siamo molto vicini al torrente): man mano che avanziamo, però, tutto cambia: il sentiero si allarga e possiamo aumentare la velocità costeggiando antiche malghe di pietra, steccati curatissimi e, più avanti, le baite accuratamente ristrutturate di Champlong (punto acqua)… che bellezza!

Antiche-baite
Antiche-baite

Superate le case la strada si divide, ma attenzione: un invitante single-track scende verso Brenvey (indicazione), ma i local sconsigliano di scenderlo per due motivi; il sentiero non è ben mantenuto e… ci perderemmo il tratto finale sempre su strada larga, che dobbiamo seguire!

Quest’ ultimo è la vera ciliegina sulla torta: benchè non sia il classico sentiero stretto adatto alle mountain bike, è impossibile non essere rapiti dalla bellezza di questo capolavoro di ingegneria montana, una  favolosa strada militare lastricata di pietre che scende sinuosa nel bosco!

Capolavori-in-pietra
Capolavori-in-pietra

La cascata finale e la seggiovia del comprensorio di Chardonney sono il segnale che siamo quasi giunti alla fine, purtroppo: in breve raggiungiamo l’abitato e ci ritroviamo su asfalto: troviamo presso un’ area pic-nic ancora un’ ulteriore deviazione a destra, attraversiamo un ponticello e percorriamo il bel lungo torrente fino a tornare a Champorcher e al parcheggio di partenza.

Cascata-verso-il-finale
Cascata-verso-il-finale

Anello con panorami e discese meravigliosamente appaganti, da fare con ottimo meteo, assolutamente consigliato l’ uso della traccia gpx.

 

Marco Revelli
Informazioni su Marco Revelli 70 Articoli
Co-Founder Nakture e Senior Manager Nakture, Accompagnatore Cicloturistico per la Regione Piemonte con CYCLING NATURE-BIKE TOUR, sposato con Elena e padre di Lorenzo e Letizia, amo l'outdoor e la montagna.