Forte dell’ Agaisen – LINEA MAGINOT ALPINA

 

Storia: la Linea Maginot era un complesso di fortificazioni, apprestamenti, caserme, batterie, depositi munizioni realizzati dal 1928 al 1940 a guardia dei confini francesi. Non era una linea fortificata continua perchè le opere erano dislocate in aree ben determinate, presso vie di comunicazione, in zone industriali e minerarie. Le opere si suddividevano in due categorie: di fanteria, chiamate anche opere piccole, e miste ovvero opere grosse.

Sulle Alpi la Linea Maginot venne appunto definita Linea Maginot Alpina e serviva a difendere la Francia dall’invasione italiana.

 

Forte dell’Agaisen

Oggi, 31 marzo, decido di partire tutta sola per la Francia, direzione Sospel.
Parto alle 7,00 circa del mattino e seguendo le indicazioni del navigatore, giungo nei pressi del Colle Agaisen alle ore 9,40. Il forte deve essere da queste parti, ma io in ogni caso credo di essermi persa. Per fortuna incontro due persone che come me stanno cercando disperatamente la medesima cosa che cerco anch’io. Parliamo con alcuni signori francesi che si trovano in zona per un’escursione e  ci dicono che il forte è proprio sopra di noi. Un po’ di sterrato, alcune manovre in una stradina stretta stretta ed eccoci finalmente all’appuntamento. Manca poco alle ore 10,00 e per fortuna sono comunque arrivata in perfetto orario. Mi sarebbe dispiaciuto, dopo tanta strada, perdermi una parte della spiegazione!

Con mio enorme stupore scopro che sono molte le persone presenti. Come me, sono tutti attratti dalle fortificazioni e non si sono lasciati scappare l’occasione di questa visita guidata organizzata dall’ASVAL (associazione per lo studio del vallo alpino )
Il Forte dell’Agaisen è qui davanti a me, con tutta la sua imponenza. Mi infilo nel gruppo per poter sentire le prime informazioni.
L’Agaisen è un’opera mista (artiglieria/fanteria), costruita tra il 1929 ed il 1939, che aveva come missione lo sbarramento della Valle del Bevera e la difesa della città di Sospel.
Di fronte osserviamo l’entrata per gli uomini, riservata alla truppa e quella per le munizioni, ovviamente più grande perchè appunto destinata al rifornimento delle munizioni. Intorno un fossato.

Ingresso Uomini

La prima cosa che abbiamo l’onore di vedere, tutti quanti insieme, è la centrale elettrica che consentiva alle apparecchiature del forte di funzionare ( es. sistema di ventilazione, cucine, torrette, ascensori) ed anche per l’illuminazione generale. Sono presenti tre gruppi elettrogeni da 150 CV, uno dei quali era sempre tenuto in riserva. Alcuni addetti facenti parte dell’Association E03-ouvrage de l’Agaisen  attivano uno dei gruppi elettrogeni per farci comprendere il rumore che emettevano questi macchinari. Notare che in realtà due erano sempre funzionanti. L’odore del gasolio e dell’olio ci pervade e per me, ma credo per noi, che siamo emozionati, anche quel rumore si trasforma in suono.

Centrale elettrica con i tre gruppi elettrogeni

A questo punto “il gruppone” viene suddiviso in due per poter visitare meglio l’Opera. Io mi aggrego con quello che effettuerà per primo la visita interna del forte.
Ecco la galleria principale con la caponiera interna e poi la porta blindata. Procedendo avanti sulla mia destra, la centrale di ventilazione: veniva prelevata l’aria dall’esterno purificata tramite diverse batterie di filtri e distribuita all’interno dell’Opera. Infatti all’esterno potevano essere presenti dei gas tossici lanciati dai nemici, dei gas di scoppio o gli stessi fumi provenienti dai blocchi armati dell’opera, che avrebbero resa l’aria irrespirabile. Inoltre la centrale di ventilazione serviva anche ad espellere l’aria dall’interno verso l’esterno.

La centrale di Ventilazione

A sinistra il locale cucine dove era presente tutto quanto potesse servire per la preparazione del rancio.
Proseguiamo oltre. Osserviamo la centrale telefonica, munita dei telefoni dell’epoca, la camerata per truppa per 18 uomini e poi accediamo ai vari locali dell’infermeria, dove possiamo ancor veder gli strumenti utilizzati negli anni 40′ . Uno di essi mi risulta “famigliare” in quanto ho da poco visto un documentario relativo alla lobotomia transorbitale di cui il padre è stato il dottore Walter Freeman.

Posto Comando

Nel corridoio principale  è presente la zona lavanderia ed un accesso sulla destra conduce alle latrine.
Perveniamo poi al posto comando di un blocco: da qui venivano diramati gli ordini alle varie armi ed alla zona magazzino dove venivano stoccate delle casse metalliche per le munizioni M2 per proiettili da 75 mm. Queste casse tramite dei carrellini venivano successivamente trasportate mediante montacarichi, alle armi.

Montacarichi

Saliamo al piano superiore, blocco 2,  per mezzo di una scala che ci conduce a due postazioni per mortai da 81 mm Mod. 31. Diversamente dagli altri pezzi di artiglieria mancava in questo caso il sistema di recupero dei bozzi. Accanto una camera di ventilazione.

Mortaio da 81 mm Mod 1932

Sono presenti le postazioni per il lancio delle bombe a mano,  il cannone-mortaio da 75 mm Mod. 31 con una gittata di 6000 metri,chiamato cosi perchè corto e con possibilità di fare tiri molto arcuati, fucili mitragliatori e mitragliatrici

cannone – obice da 75 mm

In un’altra zona dell’Opera è presente l’officina meccanica dotata di trapano a colonna e tornio per la realizzazione di parti di ricambio o per l’effettuazione di riparazioni.
Da un blocco all’altro dell’opera sono presenti lunghi corridoi.

corridoi

Ci dirigiamo verso il blocco 3 , sempre munito di montacarichi. Nel pozzo di accesso in cui è presente anche la scala è possibile notare il condotto di evacuazione dei bossoli. Qui spettacolare è vedere la torretta mobile, che al momento attuale risulta però in riparazione.

Torretta mobile

Proseguiamo la visita presso la torretta a scomparsa dell’Agaisen. Ho la possibilità di poter salire al piano superiore della torretta. Lo spazio è ridotto al minimo. Qui potevano sostare al massimo 5 uomini che dovevano caricare i pezzi e far fuoco con cannoni-obici. Questo tipo di torretta era l’unica ad avere il posto di puntamento al piano superiore oltre a quella la livello sottostante.

 

Cannoni- obici da 75 mod. 33 nella torretta a scomparsa

Successivamente percorriamo il blocco 5 che è composto da un lungo corridoio al fondo del quale è presente una scala marinara di 15 mt circa, che per questioni di sicurezza non possiamo, purtroppo , salire!!

La visita interna del forte è terminata per cui torniamo fuori ad assaporare oltre alla storia anche un po’ di sole.
Sono subito evidenti le varie torrette , esempio quella di tipo “osservatorio V.D.P.” munita di varie feritoie da cui si osservava la situazione attorno ed anche di episcopi graduati e periscopi, e quella a scomparsa.

Torretta
Torretta a scomparsa

Sono le 13.30 circa ed il tempo è volato. Tutti abbiamo fame. Mangiano un pranzo al sacco veloce, accanto alle varie torrette ed alle 14,00 proseguiamo il tour esterno per un’altra mezz’ora.
A questo punto torniamo all’ingresso del forte Aigaisen. Io e tutti gli altri componenti dei due gruppi ci prepariamo, per affrontar un altro tragitto in auto di circa trenta minuti. L’altro forte, rispetto al paese di Sospel, si trova esattamente dalla parte opposta di dove ci troviamo ora!.

Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 49 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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