Fortificazioni dei Becchi Rossi – VALLE STURA

Data : 23 luglio 2018
Partenza : Murenz di Pontebernardo, CN (1567 mt)
Quota massima: Becco Rosso ( 2261 mt)
Dislivello : 650 mt circa

Storia: la valle Stura di Demonte è una delle più importanti delle Alpi, in quanto fin dai tempi passati è stata luogo di transito per mercanti, pellegrini e soldati.
Nel periodo che va dal 1935 al 1942 , nella Valle vennero costruite molte opere fortificatorie.
La costituzione del Vallo Alpino, che aveva lo scopo di difendere il confine italiano dai paesi limitrofi, avvenne ufficialmente il 6 gennaio 1931 con l’emazione della Circolare 200 dal parte del Ministero della Guerra.
In particolar modo nella Zona del Becco Rosso il periodo dei lavori fu principalmente tra il 1924 ed il 1925.

Punto di Partenza: prima dell’abitato di Pontebernardo, arrivando da Cuneo, svoltare a sinistra (presenza di cartello Blu con indicato Murenz). Giunti ad un bivio , proseguire se la sbarra è aperta, verso destra fino a raggiungere, dapprima la caserma difensiva di Murenz ora adibita a colonia estiva e poco dopo la frazione Murenz . Lasciare qui il proprio mezzo.

Io ed un caro amico, oggi che è lunedì, abbiamo deciso di concederci il meritato riposo.
Quindi che c’è di meglio, di  alimentare il proprio bagaglio di conoscenze, facendo una breve escursione alla scoperta di alcune fortificazioni del Vallo Alpino?
Ed è così che ci organizziamo, confidando nel bel tempo che oggi ci riservano le previsioni meteo.
Partiamo a piedi da Murenz e proseguiamo sulla GTA P62 verso il Becco Rosso.
In breve troviamo sulla sinistra , in mezzo ad una folta vegetazione, la prima opera del Caposaldo Becco Rosso: il Centro 11
Compaiono due feritoie gradinate per le mitragliatrici, coperte di pietre , in modo da rendere l’Opera mimetizzata con l’ambiente circostante. All’interno , su un corridoio, si affacciano delle stanze munite di scritte es. “antigas” , “latrina”, “gruppo elettrogeno”, “deposito acqua”, “cucina”, “ventilazione” .

 

Ingresso-Centro-11
Ingresso-Centro-11
locale-antigas
locale-antigas

Servivano ad indicare l’uso dei vari locali. Più avanti si raggiungono le casematte munite di piastra metallica ed un impianto fotofonico costituito da due tubi metallici. La stazione fotofonica era un impianto ottico che consentiva di ricevere la voce o comunque dei suoni attraverso un fascio luminoso. La conversazione poteva avvenire fino ad una distanza di circa 6/7 Km di giorno ed ad una distanza anche doppia di notte. L’efficienza di questi sistemi dipendeva molto dalle condizioni atmosferiche. Per maggiori informazioni su questo argomento è possibile leggere un interessante articolo, che ho trovato in rete , a questo indirizzo web https://www.scribd.com/document/278660374/Stazione-Fotofonica-da-180-mm

Fotofonica
Fotofonica

Riprendiamo a camminare ed arriviamo “all’Osservatorio della Cresta di Barel” composto da un ingresso, un corridoio con vari locali, un ricovero ed attraverso delle scale perveniamo proprio all’osservatorio, munito di quattro grandi feritoie, da cui è possibile tenere sotto controllo gran parte delle Valle Stura.

feritoie-gradinate-per-mitragliatrici-Centro-11
feritoie-gradinate-per-mitragliatrici-Centro-11

Procediamo il cammino ed in alto nella roccia scorgiamo due feritoie. Se non fosso stato per il mio compagno di esplorazioni , avrei faticato ad individuarle. Seguendo la stradina , svoltiamo sulla sinistra e raggiungiamo dapprima una serie di scale in calcestruzzo e successivamente l’ingresso del Centro 12. Speriamo che queste vecchie gradinate non cedano perché altrimenti ci troviamo dritti al fondo alla scarpata.

 

Gradinata-di-accesso-Centro-12
Gradinata-di-accesso-Centro-12

Lo spettacolo da quassù è garantito!! A destra il Villaggio Primavera, l’abitato di Bersezio ed in bella vista l’Oronaye. Di fronte le Barricate. Mi hanno sempre affascinato fin da piccola quando con i miei genitori percorrevamo la strada che ci portava a Bersezio, per trascorrere qualche domenica in serenità.

 

Bersezio-Villaggio-Primavera-dal-Centro-12
Bersezio-Villaggio-Primavera-dal-Centro-12

Entriamo attraverso la pesante porta di ferro. Sulla destra un locale generatori con un serbatoio in eternit, poi un corridoio attraverso il quale raggiungiamo il solito ricovero. Più avanti perveniamo in una casamatta munita di piastra. Visitiamo tutto l’interno, da cima a fondo, senza lasciarci sfuggire nulla.
Mi affaccio ad una delle feritoia e vedo davanti a me il Becco Rosso. I colori azzurro del cielo , il verde della vegetazione ed il rossastro delle rocce sono impressionanti. Con questa vista di fronte , mi soffermo un attimo e mi chiedo quanto tempo avranno passato quegli uomini a costruire queste fortificazioni, che cosa avranno provato e pensato quando erano quassù, magari al freddo.
L’umidità che si percepisce è alta, l’ambiente è fresco, ma nonostante tutto, queste opere sono ancora qui a darci con la loro presenza, testimonianza del nostro passato, delle passato dei nostri padri e nonni e delle nostre montagne.

Perlustrato il tutto, attraverso un sentiero che ormai risulta lievemente visibile perché ricoperto da fitta vegetazione, ci dirigiamo in direzione del “Becco Rosso”. Con un po’ di attenzione a non scivolare giù, viste le condizioni ed il fatto che è tutto bagnato, arriviamo alla vetta, a 2261 mt di altezza. Scorgiamo subito l’abitato di Ferrere. Ciò che ci appare è un paesaggio da “cartolina”.

 

Ferrere-dal-Becco-Rosso
Ferrere-dal-Becco-Rosso

Visitiamo il Centro 13 : è munito di postazioni per mitragliatrice, di lunghi corridoi con fermatubi arrugginiti per l’aria, di numerose gradinate, del locale ricovero, oltre che di tre accessi dotati di spesse porte di metallo.
Non ci resta che esplorare il Centro 14. L’ingresso, scavato direttamente nella roccia, si trova poco distante dal cartello che indica “ Becco Rosso 2261 mt e poi sottostante a questo altre indicazioni “ P62 Ferrere 1.30 – C.le di Puriac 3.45” e “gta Murenz 1.00 Pontebernardo 1.20”

 

corridoio-Centro-14
corridoio-Centro-14

L’opera è piuttosto grande , praticamente la più ampia delle 5 totali visitate ed è sviluppata su diversi livelli. Alcuni locali presentano delle indicazioni sui muri “ alle feritoie depositi proietti” , “ deposito proietti”, “deposito acqua”, “ricovero”.

 

verso-il-deposito-proietti
verso-il-deposito-proietti

 

Le scale, di collegamento tra i vari livelli, hanno gradini ben più ampi di quelli che mi era trovata ad affrontare allo sbarramento di Moiola. In un altra zona del Centro, individuiamo una scala a marinara che doveva fungere da uscita di emergenza e poi  una postazione per cannone munita di appiglio per lo stesso.

scala-alla-Marinare-Centro-14
scala-alla-Marinare-Centro-14

 

In alcune zone, il soffitto si presenta pericolante, forse troppo, per cui decidiamo di non spingerci oltre.
In alcuni locali si possono ancora vedere  delle assi di legno ancorate al soffitto , in un altro un telaio in ferro completamente arrugginito e così di seguito.
Una stanza dell’opera a cui si accede attraverso un altro ingresso è stata adibita , secondo me stranamente, a rifugio. Ammetto che in un rifugio così, salvo gravi problemi o forte mal tempo, non ci metterei i piedi, viste le condizioni igieniche in cui si trovava.
Ecco cosa non capisco del genere umano: l’utilizzare dei luoghi senza poi preoccuparsi di lasciarli sporchi con vari materiali rotti ed inutilizzabili sparsi ovunque. A mio parere sarebbe necessaria una bella sistemazione ed allora si che questo rifugio avrebbe un “senso”.

Osservatorio
Osservatorio

Puntuale puntuale con il termine delle visite, ecco che i sintomi della fame iniziano a farsi sentire. Decidiamo quindi di beneficiare di questo panorama mozzafiato e di sgranocchiare qualcosa.
Ci accingiamo a tornare verso l’auto, osservando accuratamente il mondo che ci circonda, dalle varie specie di piante agli animali. Vedo per la prima volta una vipera (in due giorni è il secondo serpente che incontro, vorrà significare qualcosa?), scopro diverse varietà di vegetali alcune velenose ed altre no, alcune simili ad altre , con caratteristiche che al primo sguardo paiono uguali a quelle più conosciute , anche se un’ osservazione più attenta permette di affermare che non è così: i colori hanno infatti tonalità differenti, la forma delle foglie è solamente analoga alle precedenti e così via..
Insomma un mondo che varrebbe la pena di approfondire, proprio come abbiamo fatto oggi per le fortificazioni e la loro storia.

Io ed il mio amico proseguiamo la discesa, godendo della compagnia reciproca, affrontando diversi argomenti sulla vita, sull’essere umano, sull’influenza che la società può avere su ognuno di noi, che a suo volta condizionerà l’esistenza di altre persone, del come è difficile conoscere se stessi, del bene e del male.
Ma poi alla fine chi lo decide che cosa è bene o che cosa è male?
Forse oggi siamo troppo filosofici ma io sono contenta così: alle volte una semplice escursione può assumere enormi significati non soltanto per ciò che vedi ma anche a seconda delle persone con cui  condividi quell’esperienza.

Mi concedo un’ultima cosa: se questo breve articolo è riuscito a trasmettervi anche solo un po’ delle emozioni che ho provato io, vi invito ad aderire a quest’escursione di fine agosto [2018,ndr] che trovate qui: https://www.alpicuneesi.it/guidenaturalistiche/marcogrillo/programmamg.php

Scarica

 

 

Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 27 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

Commenta per primo

Lascia un commento