Fortificazioni militari delle Barricate, Pontebernardo – VALLE STURA

Punto di Partenza: poco sopra il comune di Pontebernardo (CN) (1567 mt), dopo la nuova galleria paravalanghe sulla strada statale 21

Difficoltà: F

Storia: fin dal Medioevo la gola che è presente subito dopo l’abitato di Pontebernardo era conosciuta con il nome delle Barricate. Dato che la valle in quel punto si stringeva molto, venne sfruttata a scopo militare. La sopracitata area venne quindi chiamata 20 ° Caposaldo delle Barricate.

Tra il 1924 ed il 1925 furono costruite 3 opere in caverna, molto semplici, chiamate Opera 1 Rosso, Opera 2 Rosso ed Opera 3 Rosso. Successivamente , queste opere, intorno agli anni ’37-38 vennero ampliate e trasformate, in modo da essere aderenti con la Circolare 200. Scamparono alla distruzione imposta dal Trattato di Pace del ’47, perché molto vicine alla strada.

Tra il 1940 ed il 1942  in zona Villaggio Primavera vennero edificate le seguenti Opere: la  163 A e B, due monoblocchi in calcestruzzo tipo “7000” e la 164 ovvero un altro piccolo blocco tipo “7000” : il 19° Caposaldo Preinardo. Anche queste opere non vennero rase al suolo.

 

Giornata stupenda , quasi autunnale: il  sole è  caldo, il cielo è terso ma l’aria frescolina  inizia a farsi sentire.

Oggi continuiamo l’avventura alla scoperta della nostra storia.

Ci dirigiamo verso Pontebernardo, in Valle Stura, e superata la galleria paravalanghe posteggiamo l’auto sullo spiazzo a sinistra.

vecchio-tracciato-stradale-accanto-alla-nuova-galleria
vecchio-tracciato-stradale-accanto-alla-nuova-galleria

Mi ricordavo di aver visto qualcosa questa primavera che mi aveva incuriosito ed in effetti ecco che, appena scesa dall’auto, noto subito la feritoia per cannone anticarro. Si tratta dell’Opera 8 precedentemente Opera 2 Rosso. Le tre feritoie sono tutte state murate, purtroppo, mi dico.

Opera-8-vista-dalla-spiazzo-verso-le-Barricate
Opera-8-vista-dalla-spiazzo-verso-le-Barricate

Avanziamo di qualche metro e quasi coperto da un albero e da vegetazione varia, vediamo l’ingresso anch’esso chiuso: ci avviciniamo e con enorme sorpresa notiamo un piccolo buco sul lato destro dello stesso. Certo che è veramente piccolo, ma la curiosità ci spinge a provare ad infilarci dentro. Praticamente strisciando, uno per volta, entriamo all’interno. Sono troppo contenta. L’opera si presenta di un colore diverso da quelle che ho visitato altre volte: è bianca e nera.

uno-dei-corridoi-iniziali-opera-8
uno-dei-corridoi-iniziali-opera-8

Attraversiamo un primo corridoio iniziale, due stanze , la zona antigas ed un altro locale in cui sono presenti alcuni resti di ossa animali. Nel locale ricovero ci accorgiamo invece della presenza di fili per la corrente elettrica e di una vera e propria piastra per lampadine.

piastra-per-lampadina
piastra-per-lampadina

Ecco che poi giungiamo, dopo aver visto il locale comando ed il locale di ventilazione, ai due vecchi ingressi che si aprivano sulla roccia e che sono stati chiusi dalla struttura della galleria paravalanghe. Tornando verso l’ingresso vediamo le 3 feritoie sigillate.

uno-degli-ingressi-chiuso-dalla-struttura-della-galleria-opera-8
uno-degli-ingressi-chiuso-dalla-struttura-della-galleria-opera-8

Una volta fuori dall’opera, superiamo l’uscita della “nuova” per così dire galleria e ci dirigiamo verso l’imboccatura della galleria stessa, percorrendo il vecchio tracciato stradale. Al fondo appare la caserma Ricovero delle barricate. Le finestre presentano delle inferriate, l’accesso vero e proprio è chiuso ma ne è presente uno sulla sinistra. All’interno non compare nulla di particolare. Sulla sinistra scopriamo l’Opera 7, costruita sulla preesistente Opera 1 Rosso. Anche questa, ad un primo sguardo pare inaccessibile, proprio come avevo letto, in quanto le feritoie e l’ingresso sono murati. Ma poco dopo scorgiamo un foro in una feritoia.. qualcuno deve aver avuto l’idea che avevo in mente anch’io.

buco-per-lingresso-nellOpera-7
buco-per-lingresso-nellOpera-7

Con fatica entriamo e siamo stupiti da quanto è grande!! Davanti a noi la zona “ riservetta” , quella per le munizioni, le indicazioni “alla feritoia” , il ricovero, il locale ventilazione, il deposito acqua e le latrine.

 

zona-ventilazione-Opera-7
zona-ventilazione-Opera-7

Opposta all’Opera 8, sulla parete rocciosa delle barricate , notiamo le due casematte in caverna e l’ingresso dell’Opera 6. E’ da quando sono piccolina che sono affascinata dall’imponenza della barricate e dalle due feritoie scavate nella roccia. Mi sono sempre chiesta se fosse possibile arrampicarsi fin lassù e scoprire cosa ci fosse là dentro.

Superiamo quindi il fiume in una zona dove l’acqua è bassa ed iniziamo ad inerpicarci praticamente sotto la zona d’ingresso dell’Opera 6, ampliamento della vecchia Opera 3 Rosso. Entriamo nell’ingresso sicuramente armato con mitragliatrici e notiamo subito la dedica al Re ed imperatore oltre ad una serie di segni sui muri dovuti ai vari proiettili. Più avanti il deposito acqua ed il gruppo elettrogeno ventilazione.

gruppo-elettrogeno-ventilazione-opera-6
gruppo-elettrogeno-ventilazione-opera-6

Una scala ci porta verso un piano inferiore e ci permette di uscire direttamente sulla parete rocciosa. Probabilmente era una diramazione per un blocco che non è stato compiuto. Proseguiamo la discesa su di una ripida scalinata sino ad arrivare ad un ulteriore cavità da cui è ben visibile tutta la galleria.

Risaliamo la gradinata ed oltrepassiamo l’ingresso: in ordine osserviamo le latrine, la cucina e la dispensa, il posto comando, il ricovero, la camera del comandante, il deposito acqua, la zona antigas e successivamente le due feritoie. Da queste ultime si poteva tener sotto controllo l’ingresso alla valle Stura o meglio a Pontebernado. Sporgendoci leggermente verso l’esterno notiamo il mascheramento che era stato fatto a questa feritoia, munendo la stessa con griglie di ferro e calcestruzzo, in modo che assomigliasse alla roccia circostante.

Opera-6-le-due-feritoie-e-laccesso-sula-parete-rocciosa
Opera-6-le-due-feritoie-e-laccesso-sula-parete-rocciosa

Sono colpita da questi particolari, dall’attenzione e la cura con cui certe opere venivano costruite così come dagli animali che in questi bunker ci abitano o ci hanno vissuto.

Ad esempio, nelle opere appena visitate era massiccia la presenza di Dolichopoda Ligustica, un ortottero, famiglia a cui appartengono cavallette e grilli, che trascorre il giorno in gruppi costituiti da un gran numero di individui, con colorazione pallida ed antenne e zampe molto lunghe. Spesso e volentieri ci saltavano in testa!

Oppure le falene, insetti come le farfalle, che appartengono all’ordine degli Lepidotteri e che sono notturne.

Non ancora stufi dell’immersione in questo mondo passato, proseguiamo la nostra per così dire “ricerca” più avanti delle “Barricate” e più precisamente verso l’abitato Villaggio Primavera di Bersezio. Ci fermiamo presso le prime abitazioni, a piedi nudi superiamo il torrente alla nostra destra, e ci dirigiamo verso la prima delle opere, poco visibile dalla strada.

Stiamo parlando dello sbarramento di Preinardo  e delle Opere 164, 163A e 163B.

Tutto murato, feritoie ed ingresso.. ma magicamente riusciamo a trovare un varco.

Opera-163-A-con-feritoie-murate
Opera-163-A-con-feritoie-murate

Nei primi vani in cui sono presenti delle botole c’è acqua. In altri locali ci sono 2 o 3 cm di acqua, ora capisco: nei vari ambienti logistici sono ancor installate delle tubazioni ormai arrugginite.

locali-con-tubazioni-arruginite-Opera-163
locali-con-tubazioni-arruginite-Opera-163

E’ presente la fotofonica in collegamento con le fortificazione dirimpettaie dell’opposto versante. Incontriamo poi una lunga scala, con gradini bagnati che ci conduce ad un piano superiore e poi ad un’altra scala a chiocciola che si inerpica fino al blocco superiore. Qui si trova una postazione per mitragliatrice , una stazione fotofonica ed un ingresso, da cui noi usciamo. Ricordo che è necessario prestare molta molta attenzione all’eventuale ristagno delle acque nel parte inferiore dell’opera, in quanto il blocco degli ingressi ne impediva il defluire. Ora in parte questo problema potrebbe essere stato da noi risolto…

visuale-dalla-postazione-163
visuale-dalla-postazione-163

Ci dirigiamo verso l’opera più in alto la 164. L’ingresso è accessibile e la struttura è dotata di due postazioni per mitragliatrici, di una scala a chiocciola, in cui troviamo altre ossa animali, che poco dopo si arresta.

Fuori da quest’opera sulla destra intravediamo un’altra struttura. Doveva essere l’ampliamento dell’Opera 164 che non fu mai completato. L’ingresso è libero ma all’interno sono presenti praticamente soltanto un grosso camerone ed un deposito dell’acqua.

opera-164
opera-164

E’ arrivata l’ora di tornare alla realtà di tutti i giorni: porteremo avanti il nostro viaggio tra antiche opere militari successivamente!

 

 

Erika Ambrogio
Informazioni su Erika Ambrogio 48 Articoli
Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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