Goulotte del Triangolo – VALLE VARAITA

 

La settimana trascorre nella sua solita tranquillità apparente, ma noi sotto sotto, come sempre, già stiamo sognando giorni di rinnovata libertà cercando nuove mete tra le nostre amate montagne. Nonostante le condizioni paiano strane e non ideali, abbiamo fin troppe idee per il tempo disponibile a realizzarle. Inizialmente non consideriamo di tornare nel Vallone di Vallanta, al quale abbiamo fatto visita sul finire dell’anno per una bella via di ghiaccio e misto sul Triangolo della Caprera, ma tutta una serie di vicissitudini fanno sì che la cordata formata da me e Tomasz sia diretta verso la classicissima Goulotte del Triangolo. Una cordata amica viaggerà in parallelo a noi, sulla via percorsa in dicembre, le cui condizioni sono però già rapidamente mutate. Anche la goulotte, che si forma principalmente per lo scioglimento della neve autunnale, è provata dalle temperature spesso alte e dai tanti passaggi delle ultime settimane in cui è stata letteralmente presa d’assalto, forse perché una delle poche linee di ghiaccio in buone condizioni nel periodo. Nonostante qualche tratto in cui già affiorano le rocce e altri in cui il ghiaccio non è che un sottile strato vetroso e precario, la linea è ancora ben percorribile e ci divertiamo a inseguirne l’elegante logicità.

Decidiamo come d’abitudine di partire molto presto, percorrendo il sentiero d’avvicinamento con le torce frontali e giungendo alla base degli ultimi pendii con le prime luci del giorno. Siamo i primi, solo noi e la Montagna. Qui, nell’immenso silenzio, lo spettacolo della natura, per quanto sembri ripetersi simile ogni mattina, è superbo: la luce dapprima avanza all’orizzonte, per poi esplodere pitturando di rosa, rosso, arancio e d’oro le creste e le vette. Con tanta bellezza la nostra capacità di stupirci continua a rinnovarsi. Tuttavia il nostro cammino alla ricerca di ghiaccio da scalare ci porta a cercare freddo e ombra, e per molto tempo osserveremo la danza del sole di lontano, senza la fretta di unirci ad essa.

Prima di partire ci fotografiamo sorridenti mentre sto per salire i primi metri di ghiaccio, a cui non voglio rinunciare per la troppa curiosità di verificare immediatamente le condizioni. Si intravedono tanti fori delle viti dei precedenti salitori e non sempre sono del tutto soddisfatta della mia chiodatura, ma posso proseguire ragionevolmente tranquilla verso la prima sosta. Giunta qui realizzo che tutto potrà andare per il meglio e accolgo con entusiasmo il compagno che mi raggiunge in sosta.

Primi passi all'attacco della goulotte e un ultimo sorriso prima di partire
Primi passi all’attacco della goulotte e un ultimo sorriso prima di partire

Proseguiamo a tiri alterni. Il momento più bello lo vivo sul tratto più ripido, sul terzo tiro: mi sento in armonia con la materia effimera alla quale mi congiungo tramite le punte dei ramponi e delle piccozze, la corda placida sotto di me e sopra la mia testa il futuro, ma nell’istante presente ho una piena consapevolezza del mio respiro, tace ogni pensiero esterno e sono in pace; coesistono la coscienza dell’errore e delle sue conseguenze e la necessità e la certa volontà del compimento, senza umane parole. Giunta in sosta, autoassicurata, guardo indietro, il salto appena superato più non si vede e il mio occhio corre rapido fino al fondo valle. E’ tutto tremendamente giusto.

Superato ancora un tratto in condizioni più ostiche e delicate, senza far cadere l’attenzione, seguiamo l’invito aperto verso la cima, nel canale ci accarezzano i raggi del sole e sul colletto ci sferza il vento freddo. Non è né presto né tardi, ma non temporeggiamo e ci apprestiamo alla lunga successione di calate in corda doppia sulle calde placconate del Triangolo, un altro viaggio. Giunti al fondo vediamo sbucare dalla fascia di tetti che incide la parete i nostri amici e un’altra cordata: si calano sul filo tra luce e ombra, e poi tutti ci inabissiamo giù nel giorno invernale che si eclissa rapido, terminando tra i boschi nuovamente alla luce della torcia frontale, sognando fino alla comparsa delle luci della civiltà.

La montagna ci saluta con le ultime rosse luci
La montagna ci saluta con le ultime rosse luci

Ricordo di informarsi sulle condizioni prima della partenza, la relazione che segue non è di garanzia per eventuali ripetizioni! Per molti sarà scontato, ma lo specifico a seguito di alcuni commenti ricevuti a riguardo di altre vie di ghiaccio di cui ho raccontato.

Punto di partenza: Borgata Castello, Pontechianale (CN)

Materiale: mezze corde da 60m, normale dotazione per arrampicata su ghiaccio, qualche friend medio e piccolo

Esposizione: ovest

Difficoltà: D (III,3)

Lunghezza: 300m

Apritori: E.Fiandino, G.L.Finocchio, G.Ghigo, 25 novembre 1984

Avvicinamento: lasciata l’automobile all’inizio di Borgata Castello, appena superato sulla destra il rifugio Alevé, si imbocca il sentiero U9 per il Rifugio Vallanta. Si segue fedelmente la strada sterrata superando le rovine delle Grange Subeyran e il Gias della Balma, fino a un tratto pianeggiante ai piedi dell’evidente Triangolo della Caprera, molto evidente sul lato destro la goulotte che sale slanciata al fianco della parete. Si abbandona il sentiero (coordinate gps: 44.65543, 7.0608) attraversando il ruscello e risalendo senza percorso obbligato il pendio nevoso, tagliando poi verso destra fino a portarsi alla base della conoide che precede la goulotte.

Ultima parte dell'avvicinamento alla goulotte
Ultima parte dell’avvicinamento alla goulotte

Via:

L1: si attacca la goulotte, pendenze tra i 65°/70°, fino ad una sosta a spit sul lato destro su un piccolo terrazzino, possibili roccette affioranti. 35-40m Sono presenti altre soste a chiodi sempre sul lato destro del canalino, una prima e una dopo quella a spit, preferibile.

Sul primo tiro, a pochi metri dalla sosta
Sul primo tiro, a pochi metri dalla sosta

L2: si prosegue dritti, 70/75°, 50-55m, sosta a spit sul lato destro della goulotte.

Secondo tiro
Secondo tiro

L3: ancora dritti, 70°, uscita a 75°, poi per qualche metro più abbattuto, trascurando una sosta a chiodi con cordoni, fino a quella successiva a spit sempre sul lato sinistro. 50-55m. (Da questo punto è possibile calarsi in corda doppia utilizzando le soste già utilizzate in salita, oppure proseguire verso la cima del Triangolo.)

Partenza per il terzo tiro
Partenza per il terzo tiro
Uscita su ghiaccio più abbattuto dopo il muretto a 75°
Uscita su ghiaccio più abbattuto dopo il muretto a 75°

L4: si riprende su ghiaccio più abbattuto, volgendo a sinistra su un ultimo risalto a 70°. Sosta sul lato sinistro, 50-55m

Quarto tiro
Quarto tiro

Ora ci si immette in un canale nevoso lungo 150m circa. Poco oltre la sosta del 4°tiro se ne perviene un’altra su un masso sul lato destro del canale.

Dall'ultima sosta ci si immette nel canale, dove si vede Tomasz c'è ancora una sosta, poi abbiamo continuato in conserva
Dall’ultima sosta ci si immette nel canale, dove si vede Tomasz c’è ancora una sosta, poi abbiamo continuato in conserva

Da qui si prosegue a 45°-50° fino ad una strettoia a 75°, possibili passi di misto (chiodo, proteggibile con friend medio); poco sopra, a destra, una buona sosta a chiodi. Da questo punto si prosegue ancora verso l’ormai evidente colletto. Da esso si risalgono pochi metri di facili roccette fino alla cima del Triangolo (fettuccia e maillon di calata).

In uscita dal canale, sul colletto presso la cima
In uscita dal canale, sul colletto presso la cima
La cima del Triangolo, che si raggiunge con passi di facile arrampicata. Sulla cima si trova il primo ancoraggio per la discesa in corda doppia.
La cima del Triangolo, che si raggiunge con passi di facile arrampicata. Sulla cima si trova il primo ancoraggio per la discesa in corda doppia.

Discesa: dalla cima del Triangolo con 8 doppie su soste allestite con spit, catena e anello di calata, si ritorna sui pendii nevosi non molto lontano dall’attacco della goulotte. Attenzione a possibili incastri sulla prima calata. Tutte le doppie sono abbastanza lunghe, prestare attenzione nella ricerca delle soste, a volte vicine a quelle di alcune vie che percorrono la parete.

Discesa in corda doppia
Discesa in corda doppia

 

Traccia avvicinamento:

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Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 55 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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