Gran Guglia Prali MTB – Val Germanasca

 

Lunghezza: 23 km

Dislivello positivo: 1350m

Quota partenza: 1450m

Quota arrivo: 2800m

Tempo percorrenza: 5/6 hrs

Ciclabilità in salita: 65% (in muscolare)

Ciclabilità in discesa: 100%

Difficoltà: BC/OC (salita) – BC (discesa)

Partenza e arrivo: Prali (TO)

 

Itinerario assolutamente fuori dal comune: è necessario premettere che la percorribilità in salita richiede, se pedalate in muscolare, buone gambe e allenamento per superare le numerose e ripide rampe… l’alternativa sarà un agevole spintage.

Nessun problema, invece,  se pedalate in salita in E-BIKE, ma attenzione al peso del vostro mezzo: per ridiscendere sull’ anello descritto sarà necessario, dopo il rifugio, un duro spintage di 150m circa di dislivello, con dei gradoni finali in mezzo a sfasciumi che potrebbero richiedere un “ELETTRO-PORTAGE” di 10’ circa per 100 m lineari.

Ergo: valutate bene le vostre capacità!

Approfittiamo dei residui giorni di vacanza e delle alte temperature per scoprire questo anello MTB in Val Germanasca.

Parcheggiata l’auto presso la partenza delle seggiovie di Prali, cominciamo a pedalare di buon mattino: l’ aria è frizzante quindi ci diamo dentro!

Partenza-Prali
Partenza-Prali

Appena fuori paese, teniamo la destra ad un bivio con palina e seguiamo il sentiero 208.

Palina-sentiero-208
Palina-sentiero-208

Superiamo in breve la bella borgata Giordano (punto acqua): lo sterrato presenta da subito le caratteristiche di “militare”: lastricato che emerge dal terreno, muretti di contenimento e pendenza gradevole.

Comoda-militare
Comoda-militare

In circa 45’ giungiamo alla malga Bout du Col, in cui il panorama si allarga e scopriamo uno splendido laghetto retro-malga in cui si abbeverano numerosi bovini.

Malga-Bout-du-Col
Malga-Bout-du-Col

Superato il pianoro in cui giace lo specchio d’acqua, il discorso cambia decisamente: cominciamo le dure e ripide rampe dopo una catena a terra, che ci costringono, nei punti più duri, a scendere di sella e spingere (con poca o discreta difficoltà a seconda della pendenza).

Tacche-gta-
Tacche-gta-

Sono altresì presenti alcune sculture, avvitate su alcuni alberi con la scritta “Benvenue”, che non manchiamo di fotografare.

Omini-Benvenue
Omini-Benvenue

Alcuni brevi scollinamenti alternati ad altre rampe ci permettono di rifiatare, ma in questa parte la ciclabilità è notevolmente ridotta: per fortuna arriviamo ad un bivio (Sentieri 208 e 230) cui terremo la destra per il 208 (la sinistra, 230,  sarà la nostra direzione di arrivo): un lungo traverso ci porta a Pian Littorio, in cui sono presenti due casermette del Vallo Alpino.

Pian-Littorio
Pian-Littorio

Una breve camminata a piedi ci permette di dare loro un’occhiata: interessante la presenza dei piloni di una teleferica che, evidentemente, era adibita a rifornimento delle truppe.

Casermetta
Casermetta

Proseguiamo in sella, sempre alternando tratti pedalati a passaggi in modalità spintage: il panorama si allarga e la sua bellezza mitiga la fatica.

Finalmente giungiamo ad un pianoro in cui pascolano docili mucche: proseguiamo sulla larga sterrata e in breve inquadriamo, più in alto, il Rifugio Lago Verde, primo step del nostro giro odierno.

Pianoro-sotto-rifugio
Pianoro-sotto-rifugio

Per fortuna la ciclabilità aumenta fino al rifugio, cui giungiamo con molta soddisfazione: un provvidenziale punto acqua ci permette di rifornire le borracce, mentre ammiriamo la struttura e soprattutto il bellissimo Lago Verde.

Rifugio-Lago-Verde
Rifugio-Lago-Verde

Notato il cerchio nero? E’ necessario arrivare fin là, a quella selletta.

Foto di rito e via! Proseguiamo in sella tra il Rifugio e il Lago, poi svoltando a sinistra per le immancabili tracce biancorosse.

La prima parte del tracciato, che assume da subito le caratteristiche di single-trail, è ottimamente pedalabile, ma poco dopo la pendenza e lo stato del del sentiero peggiora: siamo costretti a spingere, peraltro non ancora faticando.

Dopo un lungo traverso quasi pedalabile, eccoci alla parte più dura: il sentiero sale, dritto per dritto, verso un colletto che sarà il nostro GPM. Non resta che mettere le mountain-bike sulle spalle e con calma e cautela, “spararsi” gli ultimi 100m di dislivello in portage.

Portage-duro
Portage-duro

Giungiamo, ormai tra sfasciumi che circondano il sentiero scavato, agli ultimi gradoni di legno e ferro: mancano 100m lineari ma questa è in assoluto la parte più faticosa e in cui mantenere la concentrazione.

Eccoci finalmente sul colletto sotto la Gran Guglia, cima rocciosa con croce di vetta che si staglia alla nostra sinistra: che soddisfazione!

Arrivo-colletto-Gran-Guglia
Arrivo-colletto-Gran-Guglia

Il panorama che si presenta è assolutamente eccezionale: alle nostre spalle, ormai lontano, il Lago Verde e il Rifugio omonimo, di fronte a noi la campana dedicata ai caduti della montagna… ma soprattutto, poco sotto, un lungo e spettacolare serpentone: la nostra via di discesa!

Discesa-da-lacrime
Discesa-da-lacrime

Una breve disgressione verso destra ci permette di visitare un’altra casermetta: ne approfittiamo per mangiare e scattare una miriade di foto.

Disgressione-alla-casermetta
Disgressione-alla-casermetta

Scendiamo e in brevissimo eccoci alla campana, che non manchiamo di far suonare.

Campana
Campana

Le fatiche sono finite, fuoco alle polveri, si scende!

Ci aspettano 1400 metri negativi di puro divertimento: la discesa parte inizialmente stretta e scavata con stretti tornanti, poi si allarga nuovamente a classica militare.

Serpente-sinuoso
Serpente-sinuoso

La ciclabilità è massima, il divertimento pure: è presente solamente un breve traverso esposto, seguito da una miriade di tornanti stretti, in cui i più bravi sapranno cimentarsi in “nose press”.

Discesa-su-militare
Discesa-su-militare

Segue una parte meno tecnica ma un po’ più scavata: la pedalabilità rimane sempre al 100%

Entriamo infine in un boschetto di conifere in cui il sentiero alterna radici a parti lisce: preludio dell’arrivo al bivio che avevamo attraversato in salita.

Omini-e-tacche
Omini-e-tacche

Ora percorriamo la larga strada, faticosamente fatta in salita, in discesa: sulla sinistra sono presenti alcuni tagli in single-track che ovviamente non ci lasciamo scappare!

Rieccoci al laghetto e alla malga Bout du Col: questa volta imbocchiamo la strada a sinistra, segnalata col cartello azzurro e numero “8” più simbolo della bicicletta.

Sentiero-8-Bout-du-Col
Sentiero-8-Bout-du-Col

Dapprima larga e anonima, arriva in breve alla borgata omonima e attraversa il torrente Germanasca… ma dopo si trasforma, con nostro enorme piacere!

Superiamo una bella cascata e la via, ancora larga ed esposta sul torrente, in breve si tramuta in un single-track veloce e divertente.

Cascata
Cascata

Ululanti per questa ulteriore ciliegina sulla torta, giungiamo dopo poco nella graziosa borgata Pomieri.

Siamo praticamente alla fine dei giochi: superiamo un campeggio e due ponticelli (tenere la sinistra dopo il secondo) e lo sterrato ci deposita al punto di partenza.

Borgata-Pomieri
Borgata-Pomieri

Un anello unico, fatto di estremismi in salita e totale ciclabilità in discesa, ma assolutamente da provare, ragionando bene sulle proprie capacità e il tipo di bike con cui lo si percorre.

 

 

 

Marco Revelli
Informazioni su Marco Revelli 70 Articoli
Co-Founder Nakture e Senior Manager Nakture, Accompagnatore Cicloturistico per la Regione Piemonte con CYCLING NATURE-BIKE TOUR, sposato con Elena e padre di Lorenzo e Letizia, amo l'outdoor e la montagna.