Grange Salin da Chiotti di Castelmagno – VALLE GRANA

  • Data: 15 agosto 2018
  • Partenza e arrivo: Chiotti di Castelmagno, chiesa di San Bernardo di Mentone (1508 m)
  • Quota massima: Grange Salin (1735 m)
  • Tipo di percorso: classico (andata/ritorno)
  • Dislivello: 227 m c/a
  • Durata: 2,30 h c/a (soste incluse)
  • Difficoltà: T (si consigliano calzature adeguate allo sterrato)

Indicazioni: risalire la Valle Grana e parcheggiare nei pressi della chiesetta di San Bernardo, situata in una curva subito prima della borgata Chiotti, sulla sinistra. Di fronte alla chiesa vi è un piccolo spiazzo erboso in grado di accogliere diverse auto.

Chiesetta-di-San-Bernardo-da-Mentone
Chiesetta-di-San-Bernardo-da-Mentone

Alla ricerca di una passeggiata tranquilla in un posto poco frequentato, lontano dalle folle del Ferragosto, optiamo per un giro sulla destra orografica della Valle Grana. Ci fermiamo poco prima della frazione Chiotti di Castelmagno, e di fronte alla graziosa cappella dedicata a San Bernardo da Mentone rintracciamo sulla destra, sotto la strada, le indicazioni del sentiero di San Magno (tacche bianco/rosse). Percorriamo il breve tratto di sentiero che dalla cappella porta in pochi minuti alla borgata Chiotti, immersi in una vegetazione piuttosto folta, all’ombra di alti alberi.

Vista-su-Rocca-Cucuja
Vista-su-Rocca-Cucuja

Incrociamo la strada asfaltata in corrispondenza della frazione (paline), e la seguiamo svoltando a sinistra, in discesa verso il Grana. Qualche decina di metri e ritroviamo lo sterrato, superando dopo poco il torrente su un ponte. Salendo dolcemente ci troviamo a godere di una splendida vista sulla Rocca Cucuja (2144 m), caratteristica punta che domina la media Valle Grana.

Verso-le-grange
Verso-le-grange

Superiamo una piccola mandria di mucche al pascolo che ci osservano perplesse; in effetti ci accorgiamo che siamo gli unici a percorrere la strada: delle tante persone che affollavano Chiotti non c’è traccia, una volta superato il ponte. Con un senso di stupore e quasi di irrealtà (davvero non ci aspettavamo di non incrociare nessuno su un sentiero facile proprio il giorno di Ferragosto) proseguiamo, godendoci la tranquillità del posto e lo splendido panorama che offre. Di fronte a noi svetta sempre la Cucuja, man mano più vicina; a valle scorgiamo le vette che dominano Colletto e Campomolino; al nostro fianco si apre la vista su Chiotti, con le rocce del Chastlar che la vegliano e il Crosetta subito dietro, ed in lontananza individuiamo il Santuario di San Magno.

Vista-su-Chiotti-e-San-Magno
Vista-su-Chiotti-e-San-Magno

Superati due piccoli rii e dopo un ultimo tratto di salita giungiamo al pianoro delle Grange Salin (indicate anche come Grange Pinet o Grange Cucuja). Decidiamo di proseguire fino alla curva successiva per avere una vista migliore su una formazione rocciosa decisamente affascinante che qui si può osservare dall’alto: la Fenestra dal Diaou (Rocca o Rocche La Bercia).

Scorcio-su-Rocche-La-Bercia
Scorcio-su-Rocche-La-Bercia

Torniamo sui nostri passi, e lasciamo la sterrata per scendere nel pianoro ad osservare le costruzioni delle grange ed il panorama incredibile che si apre su tutta l’alta Valle Grana.

Grange-Salin-e-alta-valle
Grange-Salin-e-alta-valle

La baita più a valle è ormai diroccata, anche se si possono comunque ancora notare interessanti elementi di architettura montana, ad esempio la sapiente disposizione di pietre relativamente piccole e piatte a formare i muri. In stato decisamente migliore è la baita a monte, la cui costruzione, stando a quanto inciso su una pietra ben visibile, risale almeno al 1890. All’interno della stalla si può ancora osservare la vecchia mangiatoia, molto ben conservata.

Grange-Salin-dettaglio-data-costruzione-1890
Grange-Salin-dettaglio-data-costruzione-1890

Riprendiamo il cammino attraversando questi pascoli che al momento non ospitano bestie, seguendo i sentieri aperti dal loro passaggio fino ad arrivare ad un abbeveratoio vicino ai resti di un’altra piccola costruzione. Poco oltre il sentiero torna ad incrociare la carrareccia dell’andata, che ripercorriamo in discesa.

Conclusioni

Si tratta di una passeggiata rilassante e rigenerante, che permette di raggiungere in poco tempo e con poco sforzo luoghi la cui bellezza va vista dal vivo per essere pienamente colta. Proseguendo lungo la strada da noi percorsa è possibile, con più tempo a disposizione, arrivare sulla vetta della Cucuja, meta che ci ripromettiamo di raggiungere in una prossima uscita.

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Valentina Pontolillo
Informazioni su Valentina Pontolillo 8 Articoli
Amo la montagna, il suo ambiente, la sua cultura e le sue tradizioni; mi appassionano in modo particolare gli aspetti storici e folkloristici dei luoghi che visito.

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