La Giassera d’Upega: palestre artificiali di ghiaccio alle origini del Tanaro

Upega, (CN)

“Al termine di questa carrozzabile, tra dolci praterie, si arriva al villaggio che è dominato da vaste abetaie, dalla Cima Caplet, dal Ferà, dal Monte Bertrand. Una locanda con quindici letti, rimodernata, offre buona ospitalità”. Cosi scriveva il grande alpinista monregalese Sandro Comino nel 1972 nella sua guida sul gruppo del Marguareis, descrivendo la rotabile che da Viozene giunge a Upega. Quella stessa strada, venne realizzata solo pochi anni prima dall’impresa Feltrinelli, in cambio della possibilità di sfruttare il pregiato legname presente in grande quantità nel bosco delle Navette.

Prima di allora l’accesso al villaggio di Upega, avveniva attraverso una mulattiera tracciata nell’ottocento; questa via di collegamento, ancora oggi visibile e parzialmente percorribile, in alcuni tratti si trasforma in un impervio sentiero strapiombante su un’amena e angusta gola.

La Gola delle Fascette, circondata da spettacolari aperture chiamate Marmitte dei Giganti e sovrastata dall’Arma del Lupo, ci appare oggi come impressionante e suggestivo orrido scavato dal torrente Rio Nivorina poi trasformato in Negrone, principale affluente del Tanaro.

Le acque defluite nella gola vengono completamente convogliate da un inghiottitoio chiamato dal Garb del Bataù e fuoriescono a valle a 500 metri di distanza dalla Foce, vera e propria risorgenza, delle acque assorbite nel comprensorio di Piaggia Bella e nel Vallone dei Maestri.
Solo i grandi deflussi primaverili, frutto di copiose precipitazioni e dello scioglimento delle nevi dell’immenso bacino idrico del Marguareis, riattivano temporaneamente la circolazione superficiale, lungo il letto visibile della gola.

In questo suggestivo ambiente, mirabile esempio di secolare rimaneggiamento calcareo, dall’esperienza alpinistica di Silvano Odasso, gestore insieme ai suoi collaboratori della Locanda d’Upega, nascono le palestre artificiali di ghiaccio, imponenti bastioni che si ergono proprio dal tratto del letto del fiume completamente asciutto a risalire per una ventina di metri fino alla strada.

Accesso; provenendo dalla A6 Torino-Savona, uscire a Ceva e proseguire lungo la SS 28 in direzione Garessio-Ormea,in frazione Ponte di Nava, proseguire lungo la SP 154 in direzione Viozene/Carnino/Upega per 16 Km fino al Passo delle Fascette.
Per informazioni e prenotazioni; +39 0174390401 presso Locanda d’Upega.

 

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