La resurrezione di un fiume: il Bormida

Bubbio,il piccolo paese (1000 abitanti) dove vivo con la mia famiglia è situato in una zona particolare della Valle Bormida, praticamente a ridosso dell’ultimo tratto solitario del Bormida di Millesimo che pochi chilometri dopo,subito prima di Bistagno si unisce con l’altro Bormida, quello di Spigno, per poi confluire nel Tanaro, nella frazione di Pavone, ad est di Alessandria.
Il fiume dopo aver percorso il primo tratto in provincia di Savona sino a Cengio, entra in territorio piemontese,più precisamente in provincia di Cuneo dove tocca ben sei comuni: Saliceto, Camerana, Monesiglio, Gorzegno, Torre Bormida ed ultimo Cortemilia dove, dopo aver ricevuto le acque del Torrente Uzzone, entra nella zona dell’alto Monferrato in provincia di Asti dove bagna rispettivamente Vesme,Cesure,Elvuasò,Bube e Munestè (Vesime,Cessole,Loazzolo,Bubbio e Monastero Bormida). Qui è notevole il ponte romanico che attraversa il fiume in direzione di Roccaverano (Rocavruan)
E’ proprio in quest’ultima parte che il corso d’acqua incontrando l’ultimo stretto lembo della pianura alessandrina che s’incunea fra le colline sino a perdersi dentro proprio qui a Bubbio da tortuoso ed abbastanza veloce come era nella provincia di Cuneo diventa più calmo e lineare.
La storia del Bormida di Millesimo è strettamente collegata alle vicende dell’ Acna di Cengio e al gravissimo inquinamento dei suoi scarichi che per decenni hanno causato danni che sembravano ormai infiniti ed irreparabili. Nessuno poteva credere nella realizzazione di un miracolo e invece…. leggi qui!