La storica fiera del Bue grasso di Carru’


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La storica fiera del Bue grasso di Carru’

Carrù da alcune settimane è in pieno fermento e non è solo per l’arrivo del Natale, ma perché si sta avvicinando uno dei più importanti eventi annuali di questa cittadina: La fiera del Bue Grasso. Prima di trasferirmi qui non ne sapevo neanche l’esistenza ora come tutti i carruccesi aspetto questo evento con ansia tanto che in questi anni sono andata alla ricerca di notizie e vecchie foto che lo raccontassero.

Più di 100 anni fa nel 1910 i tecnici del comizio agrario di Mondovi visto l’incremento del mercato zootecnico nella zona e alcuni dubbi sulla qualità della carne prodotta nella zona di Cuneo decisero di scegliere Carrù come sede per una grossa fiera per promuovere la razza bovina piemontese. Con l’appoggio del sindaco Enrico Calleri e di un giovane veterinario il dottor Borsarelli , descritto come un simpatico personaggio secco e sempre in movimento, appena giunto a Carrù da Briaglia che sapeva conquistarsi la fiducia degli allevatori della zona , già da subito l’organizzazione della fiera partì in modo grandioso e fece parlare di sé per parecchi mesi prima con il risultato di ottenere un enorme afflusso di espositori, pubblico e acquirenti. Le storie narrano che a metà mattina della prima edizione il pane in città fosse già finito a causa dell’imprevista marea di gente e che nel pomeriggio si rischiò di finire anche il vino!! Il primo bue della storia ad aggiudicarsi il premio di ben 200 lire pesava 91 miria ed era di un allevatore di Farigliano, prima e dopo la premiazione ci furono un tripudio di banchetti a base naturalmente di brodo, bollito e salse.

Così negli anni successivi la fiera andò via via crescendo e dal 1914 il Re inizio a mandare tutti gli anni una medaglia d’oro per il vincitore del bue grasso, tradizione che continuò fino al periodo della seconda guerra mondiale nel 1934, anno in cui cessò perché tutto l’oro e il metallo era destinato alla patria . Da allora al vincitore viene consegnata una gualdrappa dipinda da artisti carruccesi. Negli anni successivi la fiera continuò anche durante i periodi di crisi, solo nel 1944 fu sospesa ma per riprendere l’inverno successivo fortemente voluta come un’iniezione di fiducia e di ripresa dopo la ritrovata libertà e per questo arricchita di premi per ben venticinque lire, un parco divertimenti e un padiglione danze sistemati appositamente per l’occasione.

Naturalmente dopo la guerra altri mercati simili iniziarono a crescere in tutta la regione e il nord italia, ma Carrù resistette e la fiera continuò ad essere un richiamo per centinaia di persone fino ad oggi. La tradizione della fiera è viva più che mai, dalla colazione a base di trippe tipica degli allevatori dei primi del novecento che viene ancora onorata tutt’oggi da decine di persone che affollano i ristoranti dalle 5 del mattino, all’asta dei buoi che però si è modernizzata ed ora è anche online.

Sempre per dar pregio a questo impegno nell’allevamento e nella ricerca di un prodotto genuino e di qualità è stato costruito anche un museo interattivo che racconta la razza bovina piemontese, visitabile il giorno della fiera e su prenotazione . Inoltre nuove manifestazioni collaterali prima e dopo del giovedì in cui il mercato carruccese viene sostituito dalla fiera si sono aggiunte per rendere più ricco il calendario degli eventi e così la festa continua per più giorni nel paese.

Quindi è un evento da vedere anche per la tradizione che si porta avanti da più cent’anni e per l’impegno che sempre di più l’amministrazione carruccese mette per organizzarlo al meglio!! Quest’anno la festa continuerà anche dopo, grazie alla collaborazione del famoso marchio della birra Baladin e di Teo Musso, con altre due serate: una in cui verrà premiato il cuoco Alessandro Borghese con il Bue d’oro e la seconda con un sabato dedicato al cabaret con i comici di zelig e colorado e lo spettacolo “quattro tagli di risate. [edizione 2015, ndr]

Allora non vi è venuta voglia di raggiungerci a mangiare il famoso bollito di Carrù?

 

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Lorena Durante
Informazioni su Lorena Durante 42 Articoli
Chi sono? Educatrice, appassionata di fotografia (vicepresidente di Mondoviphoto), e di montagna. Ho un accompagnatrice speciale nelle mie passeggiate: il mio malamute Anouk

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