Lago Biecai detto Lago Fantasma – VALLE ELLERO

 

Partenza: Porta Pian Marchisa (m 1625)

Punti di arrivo: Lago dei Biecai (m 1967), Lago Rataira (m 2171) e Lago delle Moie (m 2113)

Tipologia: anello

Durata: 5 ore circa

Punto d’appoggio: Rifugio Mondovì o Havis de Giorgio (m 1761)

La Valle Ellero è una delle valli più belle delle nostre zone, ricca di una flora unica e incastonata tra la catena del Marguareis, la Cima Saline e il monte Mongioie.

Indicazioni-Rifugio-Mondovì
Indicazioni-Rifugio-Mondovì

Raggiungibile con mezz’ora di auto da Mondovì, dopo aver oltrepassato il paese di Roccaforte si prende direzione Rastello e passato l’abitato si prosegue la via che diventa più stretta verso Pian Marchisa.

Porta-Piano-Marchisio
Porta-Piano-Marchisio

Il primo tratto è asfaltato poi si alterna a sterrato e proprio in questi giorni si possono ammirare i maggiociondoli fioriti che fanno da cornice al percorso.

Pian-Marchisa
Pian-Marchisa

Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio si prosegue a piedi sulla comoda e facile sterrata che in circa 40 minuti porta al rifugio Mondovì.

verso-rifugio-Mondovì
verso-rifugio-Mondovì

Alle spalle del rifugio, sulla sinistra, nel periodo del disgelo si può ammirare il getto d’acqua chiamato Pis dell’Ellero.

Pis-dell-Ellero
Pis-dell-Ellero

Sempre alle spalle del rifugio si seguono le paline che indicano il sentiero per raggiungere i tre laghi alpini Biecai, Rataira e Moie.

Chi conosce la montagna di queste zone sa che il Lago Biecai o Conca del Biecai è chiamato anche lago “fantasma” per via della sua particolarità: appare e scompare a seconda della stagione. Adagiato su una conca erbosa tra una zona carsica e una di rocce impermeabili, nel periodo primaverile è abbondante d’acqua.

Quest’anno in particolare, grazie alle abbondanti nevicate e alle altrettanto precipitazioni piovose, il lago è molto esteso, ma per ammirarlo bisogna affrettarsi perché tra poche settimane scomparirà poiché l’acqua verrà assorbita totalmente dal terreno e si vedrà solamente una grande zona verde adibita a pascolo.

Lago-Biecai
Lago-Biecai

Lo spettacolo che si ammira in questo periodo è davvero affascinante e rilassante. Si raggiunge in poco meno di un’ora dal rifugio seguendo un traverso non difficoltoso e allietato dalla vista di miriadi di fiori multicolori tra cui i rododendri sbocciati da poco.

Biecai-dall-alto
Biecai-dall-alto

Dopo la salita si giunge nella zona prativa e si segue il sentiero a sinistra che porta nella conca del lago. Sosta obbligatoria per godersi i riflessi effimeri delle montagne nel grande specchio d’acqua.

Si continua poi il percorso proseguendo a destra verso il Rifugio Garelli tra roccette e distese prative. La traccia non sempre è ben segnalata e poco evidente ma conduce al caratteristico Lago Rataira o Ratavuloira, denominazione che deriva dal termine in dialetto di pipistrello.

Vicino alle sponde si trova una stele di pietra, un menhir di probabile origine celtica. Le sue acque melmose sono solitamente circondate da una miriade di eriofori che lo incorniciano rendendolo molto caratteristico.

Stele-Rataira
Stele-Rataira

Da qui si scende lungo il sentiero lasciandosi al lago alle spalle in direzione Porta Marguareis e Porta Sestrera e si mantiene la destra verso il rifugio Mondovì. Dalla palina del rifugio è necessario seguire sul sentiero che si mantiene in quota verso sinistra e ben visibile che attraversa una zona prativa a mezza costa e lascia osservare dall’ alto la bellissima conca del Biecai.

Si giunge facilmente all’ ultimo caratteristico lago delle Moie.

Lago-delle-Moie
Lago-delle-Moie

Si arriva dall’ alto e lo si ammira in tutto il suo splendore, un paesaggio davvero mozzafiato.

Impossibile non sostare per una pausa pranzo rilassante raccogliendo anche qualche ciuffo di spinaci di montagna. Il verde, i colori dei fiori e i riflessi sull’ acqua rendono spettacolare ogni angolo di questo luogo.

Lago-Moie
Lago-Moie

Si riprende il cammino salendo per il sentiero sul prativo adiacente. Non lasciare mai il sentiero, non sempre segnalato ma abbastanza evidente, dopo un breve tratto in lieve salita si comincia a scendere attraversando distese di rododendri. Mantenere la destra e tenere d’occhio la strada sterrata sottostante che è quella di partenza.

Il sentiero, a tratti segnalato da omini di pietra e altri da tacche rosse e bianche sulle rocce porta esattamente alle spalle del parcheggio di Pian Marchisa. Il percorso volendo si può fare anche al contrario essendo un facile anello.

 

Chiara Magliano
Informazioni su Chiara Magliano 30 Articoli
Insegnante della scuola primaria. Amo la montagna, lo sport, le camminate a contatto con la natura. Mi piace immortalare con uno scatto le mie emozioni.

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