Lyskamm Occidentale – VALLE D’ AOSTA

Data : 11 e 12 agosto 2018
Partenza : Staffal 1850 mt (Gressonay-La-Trinitè )
Quota massima: Lyskamm Occidentale 4481 mt
Difficoltà : PD + /AD –
Dislivello: totale 1800 mt

Note tecniche:
1° giorno: Staffal – Colle del Beccaforca – Rifugio Quintino sella
2° giorno : Rifugio Quintino Sella – Lyskamm Occientale – Staffal
Per poter affrontare questa ascensione è necessario avere una buona preparazione fisica, capacità di sopportare sforzi oltre i 3000 mt di altezza, non soffrire di vertigini, avere buone conoscenze di alpinismo.

Punto di Partenza: Da Cuneo dirigersi Gressonay-La-Trinitè. Proseguire fino alla Località Staffal. Agli impianti di risalita, acquistare il biglietto per la tratta Staffal -Colle Betta.

Vista-magnifica-da-Staffal
Vista-magnifica-da-Staffal

1° giorno
Oggi , visto il pesantore dei nostri zaini, abbiamo deciso di assaporarci l’escursione che dal Colle di Bettaforca (2727 mt) ci porterà al Rifugio Quintino Sella (3585 mt).
Questo Rifugio è alla base del ghiacciaio del Felik ed è il punto di partenza di diverse ascensioni a vette del massiccio del Monte Rosa.
Scesi dall’impianto di risalita al Colle del Bettaforca, ci incamminiamo seguendo il sentiero n. 9 che è ben evidente: poco dopo ci troviamo a camminare su rocce.

Sentiero-9
Sentiero-9

 

La vista che si apre davanti a noi è stupefacente: i ghiacciai mi hanno sempre affascinato. In assenza del numero 9 segnato a terra, seguiamo gli ometti o le tacche gialle. Giungiamo così al Colle Bettolina Inferiore (2900 mt circa).

Da qui il percorso si fa più ripido fino a raggiungere il Colle Bettolina Superiore (3100 mt). Facciamo una sosta per il pranzo e nel frattempo scattiamo alcune foto. Sulla nostra sinistra possiamo scorgere il Breithon, la lunga morena del ghiacciaio del Verra, dove al fondo è situato un laghetto di un colore azzurro intenso.

morena-del-ghiacciaio
morena-del-ghiacciaio

Successivamente ci troviamo ad affrontare la cresta finale che è attrezzata con corda fissa. Quest’ultima a seconda dei casi è posizionata alla nostra destra o alla nostra sinistra. Oggi non è particolarmente utile, ma sicuramente nel caso in cui le rocce siano bagnate o ci sia del verglass , direi che è estremamente necessaria, per evitare di scivolare in uno dei due valloni laterali.

Procediamo ed arriviamo ad un punto in cui è presente un ponte di legno che funge da unione tra due punti della cresta, considerato che quest’ultima è sottilissima. Per superare alcuni passaggi di II grado, sono presenti, oltre alla corda, anche degli scalini artificiali. Alcuni tratti sono esposti ma tenendosi alla corda, passiamo tranquillamente senza alcun problema.

la-cresta-attrezzata
la-cresta-attrezzata

Ad un tratto scorgo delle bandierine nepalesi, ed ecco che subito dopo compare il Rifugio Quintino Sella.

bandierine-nei-pressi-del-rifugio-ghiacciao-del-Lys
bandierine-nei-pressi-del-rifugio-ghiacciao-del-Lys

Ci godiamo una birra fresca in attesa della cena. Come sempre è bello ritrovarsi in quei luoghi, conoscere gente nuova, scambiarsi idee ed informazioni su vette già raggiunte ed altre invece che ancora sogniamo.

Rifugio-Quintino-Sella
Rifugio-Quintino-Sella

Finito il pasto, uno sguardo fuori, al sole che sta tramontando. Sono emozionatissima, mi sembra di essere una bambina che è alla sua prima volta in montagna: la natura mi affascina sempre, è più forte di me.

tramonto-emozionante
tramonto-emozionante

2° giorno
Sveglia alle 4,00. Ultimi preparativi, colazione e si parte. Con le frontali accese ci dirigiamo dietro il rifugio Quintino Sella, verso sinistra, ed iniziamo a salire il ghiacciaio del Felik: davanti a noi nell’oscurità possiamo vedere delle lucine segno che altre cordate stanno salendo.

partenza-sul-ghiacciaio-Felik
partenza-sul-ghiacciaio-Felik

Prestando attenzione ai possibile crepacci che possono esserci, superandone alcuni di piccoli che vediamo sotto i nostri piedi, saliamo il pianoro mentre il cielo sta albeggiando. Più avanti la pendenza inizia ad aumentare e possiamo intravedere il Naso e la Piramide del Vincent: il bianco fa da contrasto al rosa del cielo. Non so più dove volgere lo sguardo. Tutto qui intorno è bellissimo.

Sotto il colle del Felik scorgiamo un grosso seracco. Svoltiamo verso destra e iniziamo la salita seguendo la traccia. Successivamente svoltiamo verso sinistra e raggiungiamo per cresta la Punta Felik (4088 mt) e poi ridiscendendo arriviamo al Colle Felik; abbandoniamo la traccia che ci porterebbe al Castore (4221 mt) e svoltiamo verso destra.

Il-Castore
Il-Castore

Nel tratto pianeggiante possiamo godere di una vista mozza fiato, tutt’intorno uno splendore di vette: siamo solo noi in mezzo a quell’immensità.

Dopo-il-colle-Felik-il-percorso-in-cresta
Dopo-il-colle-Felik-il-percorso-in-cresta

Ora inizia la parte più aerea del percorso. Saliamo su, tenendoci sulla destra per una cresta affilata, dove lo spazio a disposizione è solo per i due piedi uno attaccato all’altro.

Cresta-prima-del-pendio-a-45
Cresta-prima-del-pendio-a-45

Siamo tutti concentrati, in silenzio, un passo per volta, attenti a non scivolare perché ciò comporterebbe trascinarci giù i compagni di cordata: arriviamo ad un tratto in cui invece siamo costretti a posizionare un piede davanti all’altro per poter procedere. Sia a destra che a sinistra il vuoto. Per fortuna non c’è vento: una raffica potrebbe essere molto molto pericolosa. Terminata la cresta, tiriamo tutti un sospiro di sollievo.

Adesso la parte più impegnativa a livello fisico del tracciato: una parete a circa 45° ci attende.

Pian pianino iniziamo l’ennesima salita: alcuni di noi hanno il fiato corto vista l’altitudine.

Per fortuna il pendio è in buone condizioni. Solo verso il tratto finale troviamo circa 3 mt di ghiaccio. Ora svoltiamo a destra, e sempre su un filo di cresta notevole, raggiungiamo la vetta.

a-dx-cresta-finale-per-la-vetta
a-dx-cresta-finale-per-la-vetta

Siamo a 4481 mt di altezza sul Liskamm Occidentale; la cordata di compagni è stata bravissima: ognuno di noi era attento alle esigenze, alle paure, al ritmo degli altri, perché è solo così che può funzionare un’ottima cordata!

Panorama-dalla-vetta-Lyskamm
Panorama-dalla-vetta-Lyskamm

Non c’è punto intorno a noi che non ci colpisca: tutto il gruppo del Rosa, Il Cervino, Il Monte Bianco e tante tante altre vette ancora. Scattiamo alcune foto per immortale quei ricordi, anche se i più belli sono quelli che rimangono incisi nella mente e nel cuore.

Panorama-dalla-vetta-verso-il-Cervino-
Panorama-dalla-vetta-verso-il-Cervino-

Intorno il cielo inizia a farsi più cupo, le nuvole stanno iniziando a salire, il vento a crescere e visto le creste da affrontare, è meglio che, nonostante la voglia di rimanere lì sia ancora tanta, si inizi a scendere. Siamo solo a metà dell’opera e dovremo prestare ancor più attenzione di prima. La discesa è sempre più difficile e la stanchezza può iniziare a dare i suoi primi sintomi. Per fortuna tutto fila liscio. Al Quintino Sella rifacciamo gli zaini e proseguiremo la discesa, per la via di andata.

Traccia 1° GIORNO

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Traccia 2° GIORNO

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Erika Ambrogio

Erika Ambrogio

Amo gli animali, la natura e tutto ciò che ha a che fare con la montagna.

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