Marguareis per il Canale dei Genovesi – VALLE PESIO

Genovesi visto scendendo da Porta Sestrera

Punto di partenza: Pian delle Gorre, Chiusa Pesio CN

Difficoltà: PD, 45°max su neve, II+ su roccia

Lunghezza: 450m il canale

Materiali: piccozza, ramponi, casco (eventualmente uno spezzone di corda)

Accesso al rifugio: dal Pian delle Gorre (1032m) imboccare la strada sterrata che parte sulla sinistra fino a raggiungere uno slargo (cartelli), di qui prendere il sentiero seguendo l’indicazione “Rifugio Garelli”; lo si segue fedelmente fino al Gias Sottano di Sestrera (1330m), dove esso si sdoppia: verso destra prosegue diretto al laghetto del Marguareis, a sinistra continua verso il rifugio. Proseguendo quindi verso il Garelli, si continua dapprima nel bosco e dopo salendone al di fuori, fino a pervenire al Gias Soprano di Sestrera (1840m). Da qui il rifugio è visibile e si segue ancora il sentiero fino a raggiungerlo (1970m).

Avvicinamento al rifugio

Avvicinamento: dal rifugio Garelli (1970m) prendere il sentiero (segnalato) per il laghetto del Marguareis, che si raggiunge in una ventina di minuti (1930m). Sulla destra del lago scende la conoide del canalone dei Genovesi, dominato sulla sinistra dalla cima Tino Prato.

Verso il laghetto del Marguareis
L’attacco del canale sotto la cima Tino Prato alle prime luci

Itinerario: dal laghetto del Marguareis (1960m) risalire dapprima la conoide fino a portarsi nel canale (inizialmente 35°). Attenzione alle possibili scariche di pietre! Il sole arriva presto al mattino, esposizione nord-est.

Nella parte alta del canale

Il canale flette verso destra facendosi più pendente fino a pervenire ad una strettoia, molto spesso con rocce affioranti. Risalirle (5m, II+), presente una corda fissa, proseguire su neve (45°) fino al colletto sovrastante.

In uscita

Da questo punto risalire il pendio a sinistra verso la cima del Marguareis (2651m).

A pochi metri dalla cima
In vetta

Discesa: si presentano diverse possibilità (valutare le condizioni): percorrere a ritroso il canale di salita, scendere fino al Colle dei Torinesi e da qui scendere per il Canale dei Torinesi fino al laghetto (F+, 40°) oppure continuare per il Passo di Palù, successivamente Colle di Pas (2341m) e raggiungere infine, costeggiando il lago Rataira (2213), la Porta Sestriera (2225m), dalla quale si discende nuovamente al Rifugio Garelli con percorso escursionistico, a tratti attrezzato prima del Passo di Palù e tra i due colli. Possibilità di utilizzare anche il Sentiero Sordella (attrezzato) che dal Colle dei Torinesi va ad uscire circa a metà del canale, evitandone la parte più ripida.

Genovesi visto scendendo da Porta Sestriera

Dietro una scelta c’è sempre una storia

Fine maggio. Un sabato sera mi ritrovai a cena con mio nonno e mia madre su una felice terrazza in collina alle porte della Langhe: buon cibo, buon vino e i profili delle montagne lontani. Il nonno raccontò una delle sue uniche tre avventure sulle vicine alture, in tempi indefinitamente passati. Gesti assurdi e buffi per superare una paretina di roccia sotto alla cima del Marguareis, la maggiore delle Alpi Liguri con i suoi 2651 metri. Poi nebbia ed un rientro rocambolesco. Intanto nella mia testa si era già insinuata un’idea, alimentata dalla lettura una relazione proprio sui canali di quella stessa montagna nei giorni appena precedenti. Avevo già visionato i bollettini meteo per i giorni successivi e sembravano sopraggiungere nuvole da ovest; un po’ istintivamente decisi di partire lo stesso lunedì spostandomi tanto a est quanto mai prima nei miei pellegrinaggi di montagna in montagna, di valle in valle.

Ero stata in Valle Pesio da bambina, lo testimoniano alcune fotografie che mi ritraggono davvero piccola sul sentiero che porta al rifugio; l’unico ricordo sfumato è che quel giorno correvo e precedevo mio padre, ma il paesaggio intorno era totalmente evaporato dalla memoria. Partii nel pomeriggio per trovarmi al rifugio per l’ora di cena e l’ultimo sole. Quando salendo lungo il bel sentiero mi apparve infine il massiccio del Marguareis rimasi a bocca aperta per l’imponenza e lo splendore delle pareti e delle forme, una parte di me aveva sussultato. La bellezza delle montagne mi stordiva ogni giorno di più. Avevo già goduto di quell’orizzonte ma ne ero dimentica, ora mi colpiva come per la prima volta e tornava a vibrare con una forza folle nel mio cervello, dandomi una piacevole eccitazione. Il mal di vivere era rimasto a valle insieme al brutto tempo. Lassù era una bolla di ciel sereno, sembrava di essere fuori da tutto.

Il Genovesi con due genovesi

Allora ecco che come promesso, sotto un sole cocente e spossante, salivo zaino in spalle verso il Rifugio Garelli, dotato di ottimi locali invernali fruibili al di fuori dei mesi d’apertura. Con i raggi radenti del finir del giorno sulla schiena mi ero messa a scrivere sul mio diario nella bella veranda, tutta contenta di esser lì tranquilla per mio conto. Sapevo che nonostante l’apparente caldo i versanti nord serbavano ancora belle lingue di neve da salire nella frescura mattutina.

Ma ecco che scorgo due omini in avvicinamento sul sentiero: sono Andrea e Nicola, vengono da Genova e hanno il mio stesso progetto per l’indomani. Facciamo presto gruppo – domani si salirà insieme – e prima di cena passeggiamo fino al laghetto per veder meglio l’attacco. E poi? Ovviamente trofie al pesto a tante buone cose in gran quantità, e i miei viveri essenziali da lupo solitario accantonati. Troppa grazia, davvero!

Stefania Lovera
Informazioni su Stefania Lovera 62 Articoli
Vive in Valle Stura. Da sempre ama la montagna, la passione aumenta negli ultimi anni con la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata. Ha un approccio spirituale alla montagna.

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