Monasteroli Stairway to Heaven. Scalinata per il Paradiso

Partenza ed arrivo Riomaggiore (SP)

Mai titolo di canzone fu più azzeccato della famosa Stairway to heaven dei Led Zeppelin con la sua bella copertina raffigurante una scalinata verso il cielo per una gita in un paradiso terrestre.

Parliamo di Monasteroli con la ciclopica scalinata in pietra che conduce ad alcune case arroccate sullo scoglio., una volta cantine, ora abitate da alcuni contadini con i quali ho avuto il piacere di scambiare due parole e che mi hanno raccontato la vita in quei luoghi da bambini ed ora da anziani.

Tutto inizia a Riomaggiore, dove percorriamo Via Colombo , ricca di negozi fino al suo termine, quando, in uno rotonda, intravediamo una stradina strerrata che tra tappe della via crucis e belle viste su Riomaggiore ci conduce al Santuario di Montenero. Il sentiero una volta era numerato 3 ora 593.

Giunti al Santuario, la vista si allarga ma proseguiamo per il sentiero di fronte a noi superando alcuni villini e facendo attenzione al bivio posto alla nostra destra. Dobbiamo imboccarlo altrimenti proseguiremmo per il 3c mentre il nostro sentiero di conduce con salita non ripida ma costante a Colle Telegrafo, antica postazione. Qui incrociamo la rotabile che subito abbandoniamo per imboccare il sentiero numero AV5T-1 ora 598-1. Il sentiero , quasi pianeggiante è affiancato da strumenti ginnici in quanto passeggiata per chi vuole fare un po’ di allenamento.

Giungiamo così a S. Antonio, con piccola Cappella e posto di ristoro.

Abbandoniamo il sentiero per imboccare, ben segnalato, il sentiero 4 ora 504 per Schiara, non prima di aver ammirato il Menhir di epoca pagana, di fronte al quale vi è la “posa” ben visibile in pietra dove i contadini si riposavano liberandosi del carico. Scendendo lungo il sentiero , alla nostra destra apparirà, sempre ben segnalato il sentiero 536 ex 4d che dopo poche centinaia di metri ci conduce all’inizio della scalinata percorsa dai contadini. Ripida, intagliata nella pietra, non presenta corrimani.

Ho letto molto prima di farla e, a mio avviso, usando le dovute cautele, non patendo di vertigini e facendo le cose con attenzione è percorribilissima. Giungiamo così a Monasteroli, i cui tetti già si vedevano dall’alto e qui , ve lo assicuro, è il paradiso. La montagna incombe alle nostre spalle mentre il mare è sotto di noi, Alla nostra destra appare l’Isola del Tino e qui ho veramente capito come la Liguria sia una striscia di terra tra cielo e mare. Come detto ho avuto la fortuna di incontrare due abitanti del luogo, con i quali abbiamo scambiato due parole. Mi hanno raccontato della loro gioventù, della durezza della vita in quei luoghi, della coltivazione della vite, dei terzzamenti, ma a precisa domanda, non cambierebbero la loro vita con quella in città. E li ho capiti.. Sul numero dei gradini ho letto numeri varianti tra i 1.000 ed i 1.800. Io sinceramente non li ho contati in quanto la risalita è faticosa e ripensavo alla frase dettami da uno degli abitanti “quando sarai in cima , guardi in basso e capirai”. Ho capito.

Quasi in cima prendiamo il bivio per Fossola ex 4b ora 535, pressochè pianeggiante che ci conduce nella Frazione per sentiero pianeggiante. Ora riprende la salita per il sentiero 534 ex 4c che ci riconduce a Sant’Antonio e dove , rifacendo la strada percorsa al mattina ritorniamo a Riomaggiore

Io sono partito alle 7 da Riomaggiore in quanto non amo salire con il caldo e lo consiglio a tutti.

Non ho notato presenza di acqua ma, per la verità, non ho guardato.

Raccomando la massima attenzione nella discesa della scalinata.

Allego il Link del parco delle 5 terre che riporta la corrispondenza tra nuova e vecchia numerazione tenendo presente che la numerazione indica anche la località e sbagliarsi è quasi impossibile.

http://www.parconazionale5terre.it/sentieri-outdoor.php

Vi lascio con un frammento de “Liguria del Cardarelli.

È la Liguria terra leggiadra.
Il sasso ardente, l’argilla pulita,
s’avvivano di pampini al sole.
È gigante l’ulivo. A primavera
appar dovunque la mimosa effimera.
Ombra e sole s’alternano
per quelle fondi valli
che si celano al mare,
per le vie lastricate
che vanno in su, fra campi di rose,
pozzi e terre spaccate,
costeggiando poderi e vigne chiuse.

 

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Giovannino Giovine
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