Monte Chersogno e Lago Camoscere – VALLE MAIRA

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Partenza: Borgata Campiglione, San Michele di Prazzo (CN) m 1704

Arrivo: Monte Chersogno m 3026

Tempo di salita: ore 3,5 circa

Note: deviazione per il Lago Camoscere al ritorno, poi si riprende il sentiero di andata

Tempo totale: 7 ore circa.

La Valle Maira è una delle vallate che amo di più del nostro territorio, ma nonostante la via per arrivarci sia lunga e talvolta tortuosa non mi scoraggia. La meta di oggi è il Monte Chersogno, un tremila davvero interessante, una piramide rocciosa dalla cui vetta si ammira un panorama mozzafiato.

Citato anche nel film “Il vento fa il suo giro” basato su una storia vera e ambientato proprio in queste zone, precisamente a Ussolo (una frazione di Prazzo). Nel film si fa riferimento non al paese reale ma a Chersogno, nome di fantasia ispirato appunto alla cima vicina.

Partiamo presto da Mondovì e raggiungiamo la Valle Maira dirigendoci verso Prazzo Inferiore, da qui deviamo a destra per San Michele di Prazzo e, seguendo una strada stretta e serpeggiante, giungiamo fino alla borgata Campiglione.

Un’insegna di legno indica le Grange Chiotti, raggiungibile con una comoda gippabile. La sterrata ha però un divieto ben evidente e, per non incappare in una spiacevole multa, rispettiamo il segnale e fermiamo l’auto in uno spiazzo prima dell’abitato.

La strada è poco impegnativa e in circa un’ora raggiungiamo Grange Chiotti (m 2020) un pugno di casette di pietra ben ristrutturate ai piedi del Chersogno. Alcune si possono anche affittare.

Arrivo-a-Grange-Chiotti
Arrivo-a-Grange-Chiotti

Proseguendo sulla sterrata che circonda le grange giungiamo ad una grangia solitaria con una fontana vicino, anche se la borraccia è piena impossibile non rifornirsi di quest’acqua buonissima e gelida. Da qui imbocchiamo il sentiero erboso e ben visibile che ci condurrà sul percorso verso la vetta.

Grangia-solitaria
Grangia-solitaria

Dopo un breve tratto di salita modesta, il sentiero si apre in una grande conca pascoliva che rimane in quota e ci lascia prendere fiato. Intanto ci lasciamo abbracciare dagli innumerevoli colori, primo fra tutti il blu delle genziane. Una fioritura spettacolare.

sentiero-verso-colle-del-Chiosso
sentiero-verso-colle-del-Chiosso

Ad un certo punto scorgiamo una palina di legno che indica Colle del Chiosso a destra, ma tralasciamo e proseguiamo dritto per poi intraprendere il sentiero in salita che porta sul Colle. Probabilmente l’altro percorso era meno ripido ma più lungo. Giunti sul colle (m 2430) le paline indicano due direzioni, pieghiamo a sinistra seguendo Monte Chersogno lungo una stretta ma piacevole serpentina che sbuca nella bellissima conca detta Piano del Vallone.

Colle-del-Chiosso-m-2430
Colle-del-Chiosso-m-2430

Qui attraversiamo la conca seguendo un sentiero tracciato alla maniera militare, bordato ai lati con pietre in verticale. Attraversiamo un breve tratto dove c’è ancora neve, ma niente di importante, si rinfrescano gli scarponi e proseguiamo tenendo la sinistra fino ad arrivare alla sella del monte.

sentiero-nella-conca-del-Vallone
sentiero-nella-conca-del-Vallone

Tralasciamo un’altra palina che indica il Bivacco Bonfante (servirà per il ritorno per deviare al Lago Camoscere) e imbocchiamo il sentiero di detriti alla base nord della cima. Qui inizia la scalata alla vetta. Il percorso è franoso e ripido, prestiamo attenzione e giungiamo al primo punto panoramico, il Passo Chersogno (m 2880).

Una piccola pausa per ammirare il panorama, ma il vento freddo ci induce a continuare e riprendiamo il cammino sul sentiero marcato che sale facilmente fino alla grande croce di ferro (m 3026).

croce-di-vetta
croce-di-vetta

Oggi la giornata è bellissima, qualche nuvoletta bianca corre sulle cime circostanti e il paesaggio è ancora più affasciante. Ci fermiamo per il pranzo e possiamo ammirare tutta la bellezza della natura dall’alto. Peccato che una nuvola dispettosa non ci lascia vedere il Monviso, proprio davanti a noi.

Dalla croce di vetta si scorge come una piccola pozzanghera, il sottostante Lago Camoscere e quindi decidiamo di fare una deviazione sulla via del ritorno, voglio vedere di persona l’effetto del riflesso che il Chersogno fa sulle sue acque. Ridiscendiamo quindi il sentiero, questa volta prestando molta più attenzione, soprattutto nella parte detritica. Al termine della discesa ci ritroviamo la palina che prima avevamo tenuto presente e seguiamo il sentiero ben tracciato verso il bivacco Bonfante.

Bivacco-Bonfante
Bivacco-Bonfante

Ci lasciamo il Chersogno alle spalle, il percorso adesso è piacevole e rilassante, si attraversa Fonte Nera e giungiamo al bivacco di legno in circa 20 minuti. Da qui si sale ancora verso una casermetta diroccata, seguendo il sentiero che porta al lago.

Fonte-Nera
Fonte-Nera

Ultimi 15 minuti di salita e il panorama si apre su questo laghetto apparentemente insignificante, ma lo percorriamo nella sua circonferenza e finalmente ci appare la sorpresa che mi aspettavo. Inutile dire che ho perso più tempo a far foto che ad arrivare fin qui.

Lago-Camoscere
Lago-Camoscere

Il tempo stringe e bisogna riprendere la via del ritorno.

Ridiscendiamo al bivacco e riconquistiamo il sentiero fino a raggiungere Fonte Nera. Da qui pieghiamo in discesa sulla sinistra lungo il sentiero che costeggia un rio pieno di cascatelle con abbondante acqua scrosciante. Il sentiero ci riporta a Colle del Chiosso da dove ci immettiamo nel sentiero di andata. L’ultimo tratto su sterrata che da Grange Chotti ci riporta a Campiglione sembra non finire più, forse per la stanchezza o forse perché la giornata giunge al termine e dobbiamo lasciare questa splendida vallata.

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Chiara Magliano
Informazioni su Chiara Magliano 31 Articoli
Insegnante della scuola primaria. Amo la montagna, lo sport, le camminate a contatto con la natura. Mi piace immortalare con uno scatto le mie emozioni.

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