Monte Crocette dal Santuario di San Magno – VALLE GRANA

Valle Grana Monte Crocette Castelmagno
Cima del Monte Crocette
  • Data: 15 luglio 2018
  • Partenza e arrivo: Santuario di San Magno (1767 m)
  • Quota massima: Monte Crocette (2194 m)
  • Tipo di percorso: classico (andata/ritorno)
  • Dislivello: 427 m c/a
  • Durata: 3,5 h c/a (soste incluse)
  • Difficoltà: E

Indicazioni: risalire la Valle Grana e parcheggiare nei pressi del Santuario di San Magno.

Panorama dalla cima del Monte Crosetta
Panorama dalla cima del Monte Crosetta

In un caldo pomeriggio di metà luglio, indecisi sulla nostra meta, optiamo per i dintorni del Santuario di San Magno, in Valle Grana. Partiamo dal parcheggio sottostante l’imponente edificio, a quota 1767 m, percorrendo qualche centinaia di metri sulla via asfaltata che porta al Colle Fauniera. Arrivati al primo bivio, scoraggiati anche dal traffico intenso, decidiamo di svoltare a destra (paline) con l’idea di raggiungere l’Alpe Chastlar (1907 m); abbiamo in mente un giretto poco impegnativo e rilassante, tanto per passare una bella mezza giornata in quota.

Seguiamo la strada che sale piuttosto decisa, svoltando nuovamente a destra al bivio successivo (paline) e giungendo dopo vari tornanti allo sterrato – un sollievo per i piedi, date le alte temperature. Dopo una breve pausa di riflessione decidiamo di cambiare meta: perché non tentare il Crocette (2194 m)? Il tempo è bello, le nuvole sono ampiamente più in basso di noi, il fisico risponde bene… andiamo!

In salita, vista verso Chastlar e Cucuja
In salita, vista verso Chastlar e Cucuja

Proseguiamo lungo la carrareccia fino ad incontrare, sulla sinistra, lo stretto sentiero che si inerpica lungo le pendici del monte (paline). Il percorso ora si fa più interessante; la traccia del sentiero è sempre molto visibile, il fondo è ben battuto, ma la scarsa ampiezza ed il suo essere leggermente incassato rispetto ai prati circostanti fa sì che si debba prestare un po’ più di attenzione a dove si mettono i piedi. Abbiamo la fortuna di passare in questi prati nel momento dell’apice della fioritura della varie erbacee che li abitano, potendo quindi ammirare macchie dei colori più disparati (dal giallo al rosa, passando per il bianco e l’arancione) e godendo del profumo intenso dei fiori. Il vento di tanto in tanto ci porta vicino una nube che ci avvolge per pochi attimi nel suo vapore umido, per poi dissolversi lasciando di nuovo posto al sole.

Dopo aver superato un breve tratto in falsopiano il sentiero si fa più aspro: non può che essere così, dato che siamo all’ultimo tratto di salita. Arriviamo in breve al Passo Crocette (2184 m), con le caratteristiche croci piantate nel terreno che lo contraddistinguono (pare che i primi a lasciare queste piccole croci passo siano stati i pellegrini che da Celle Macra si recavano al Santuario).

Passo Crocette
Passo Crocette

Giungere al Passo è un momento di emozione: all’improvviso ci si trova a godere di una vista a 360° di tutto quello che c’è intorno.

Passo Crosetta con Monviso
Passo Crosetta con Monviso

Lo sguardo spazia dalla vicinissima cima del Crocette a quella poco distante del Tibert, dal lontano Monviso alle cime della Valle Gesso… si resta senza fiato, e non per la salita.

Dorsale del Passo Crocette con cima del Monte Crocette
Dorsale del Passo Crocette con cima del Monte Crocette

Dal Passo alla cima ci sono poche decine di metri da percorrere comodamente in cresta, e dalla cima il panorama si amplia ulteriormente, arrivando ad includere tutta la Valle Grana, fino alla pianura.

Mare di nubi
Mare di nubi

Noi sulla bassa valle vediamo soprattutto nuvole, un vero e proprio mare di nubi in costante movimento sotto di noi, mentre sulle nostre teste il sole continua a splendere ed il cielo è azzurrissimo. Davvero non si può che rimanere incantati da questo spettacolo.

Cima del Monte Crosetta
Cima del Monte Crosetta

A malincuore, dobbiamo rientrare; se non fosse troppo tardi ci piacerebbe proseguire dal Passo Crocette fino al vicino Pertus d’la Patarassa (attestato a 00:20 h di distanza sulla palina), ma il tempo è tiranno. Sarà per la prossima volta. Torniamo lungo il percorso che abbiamo fatto all’andata, apprezzando meglio, dato che scendendo ce l’abbiamo di fronte, il profilo delle montagne dell’alta Valle Grana.

Conclusioni

Mi sento di consigliare questo giro a chiunque abbia un minimo di allenamento e voglia arrivare in cima ad un monte su un percorso facile e sicuro. Per i più allenati poi ci sono diversi itinerari che si diramano dal Passo Crocette, dalla cima del Tibert alle Basse di Narbona. Ho apprezzato in particolar modo il fatto che nonostante l’esserci stati in una domenica di luglio abbiamo incrociato solo una famiglia di ritorno dalla cima, perciò se cercate la pace della montagna a pochi chilometri da casa questo itinerario può fare decisamente al caso vostro. Per leggere qualche mia riflessione di tipo più personale sull’esperienza vissuta vi rimando a questo post sul mio blog.

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Valentina Pontolillo
Informazioni su Valentina Pontolillo 7 Articoli
Amo la montagna, il suo ambiente, la sua cultura e le sue tradizioni; mi appassionano in modo particolare gli aspetti storici e folkloristici dei luoghi che visito.

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