MTB: I sentieri dei 3 Fiumi. Un parco giochi a cielo aperto!

Cartosio (AL)

Nel 2007 alcuni amici appassionati bikers scrivevano queste poche righe…

“Abbiamo pensato ad un giocattolo nuovo, dedicato a tutti quelli che amano la mountain bike a tutto tondo: raggiungere la cima con le proprie gambe e scendere su singletracks di rara bellezza, risalire, ridiscendere e così via fino alla fine…

Nella creazione del percorso abbiamo soprattutto cercato il divertimento, senza tralasciare l’impegno tecnico e fisico, non aspettatevi però pietraie impossibili o drop da due metri: il giro dell’MTB Enduro è percorribile, con la dovuta calma, anche con una bici da cross country, ovviamente per andare forte davvero o “fare il tempo” è consigliato un mezzo con qualche centimetro di escursione in più !”

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MTB Enduro…proprio così, avete letto bene! Venne realizzato in quell’anno l’entusiasmante tracciato a cavallo tra il Monferrato e l’Appennino Ligure. Nacque utilizzando in parte alcuni brevi tratti dei leggendari 120 km del “3 Fiumi” mixandoli con nuovi divertentissimi sentieri. Un vero e proprio parco giochi a cielo aperto!

30 Km in totale per 1300 metri di dislivello! Non è una passeggiata, ma se affrontato con il giusto passo si può fare. Le risalite sono 4 tutte da pedalare e giunti alla cima inizia il divertimento.

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Si parte dalla Piscina di Cartosio, siamo in Valle Erro sull’arteria che collega Acqui Terme al mare.

L’ampio parcheggio nei pressi della piscina è il luogo ideale per lasciare l’auto e inforcare la MTB. La prima risalita è la più impegnativa, non molto lunga ma con fondo insidioso. Sono solo 300/400 metri il tratto spacca gambe, ma è concesso farlo a piedi. Saliti in cresta il paesaggio si apre su due valli e immediatamente si recupera la fatica.
Pochi km e siamo agli “Arbi”. Primo singletracks tutto da guidare, curve e controcurve serrate. Si passa velocemente dal sottobosco ai calanchi di tufo, una figata!

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Raggiunto il fondovalle si devia a destra e si risale facilmente su un sentiero in ombra ottimo per la stagione estiva. Imboccato l’asfalto siamo alla partenza del “Cane Morto”. Tecnicamente è la più impegnativa. Passaggi mozzafiato su creste di tufo con qualche ripidone dove è d’obbligo mettere in pratica tutte le doti d’equilibrio. La parte finale è esaltante: fuori sella estremo, buona tecnica e giù a tutta!

La successiva risalita è un continuo guadare un torrentello detto “Torbo” (o Turbo). Piacevole se non avete timore di bagnarvi le scarpe….! Terminato il sentiero si prosegue su asfalto per un paio di km e si raggiunge il punto di partenza delle ultime due discese. Siamo su calanco, alla cima di un cucuzzolo, dominiamo la valle!

Via si parte..la “Panoramica” è a destra. E’ d’obbligo mollare e prendere velocità per avere inerzia sufficiente ad affrontare alcuni saliscendi. Questa è la più scorrevole ma non la meno impegnativa fisicamente. Se la fai a tutta al fondo ci arrivi in soglia!

La provinciale ci conduce dolcemente sulla vetta. Si pedala su asfalto per qualche km ma via assicuro che gradirete.
Il punto di partenza è lo stesso, però ora si prende a sinistra.

Questa è la mitica “Speciale”, qui trovi di tutto! I tratti veloci si mixano continuamente con toboga tutti da guidare per poi oltrepassare un ponticello in legno e affrontare un ripidone in contropendenza che ti mette alla prova! L’ultima parte conduce sulla riva del fiume e dopo una secca curva a destra…SORPRESA! Se prima avevi paura di bagnarti le scarpe ora devi bagnarle per forza.

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Guadando il fiume si raggiunge la provinciale e in pochi minuti sarai al punto di partenza.

Nel periodo estivo la piscina potrà essere la degna e gradita conclusione di una bella giornata in Mountain Bike…esattamente lo scopo per cui è stato creato questo tracciato.

Buon divertimento!

 

Giuseppe Matteo Rossi
Informazioni su Giuseppe Matteo Rossi 3 Articoli
Guida Cicloturistica - Guida Turistica - Istruttore di MTB at Outdoor Live Classe '65 Guida Turistica Regione Piemonte,Guida Cicloturistica e Istruttore di Mountain Bike S.I.M.B Trento. Il Suo pensiero... "Tutto iniziò quando…stanco di percorrere in Mountain Bike migliaia di km l'anno su straordinari sentieri partecipando ai più impegnativi eventi agonistici e, non lo nego, anche per ovvie ragioni anagrafiche, ad un tratto iniziai a rallentare la mia andatura! Quella improvvisa frenata mi fece osservare il territorio da un diverso punto di vista: da quel momento durante le mie pedalate riuscivo ad emozionarmi non per quello che stavo facendo, ma per quello che stavo vedendo! Nacque allora in me la consapevolezza di avere a disposizione un territorio eccezionale e soprattutto capii che quelle emozioni dovevano essere assolutamente condivise." Il suo motto..."ostinatamente trasmettere emozioni!"