MTB: Prato Nevoso – Rifugio Mondovì

Partenza: quota 1600, Prato Nevoso (CN) piazzale del Prel, fino a qui ci si arriva in macchina.

Lunghezza 50 km – Dislivello totale 2168 – Tempo totale 6 ore

Quando il sentiero diventa impossibile…si prosegue a spinta!

Cronaca di un’emozionante giornata sulle Alpi Liguri.

La mia vecchia MTB compagna di tante avventure è pronta. Dentro il piccolo zaino è assolutamente necessario avere qualche barretta energetica, camera d’aria,e un attrezzo multiuso.
Riempo la borraccia alla fonte prima di partire.
Sono le 7.30 del mattino, la temperatura è pungente anche se siamo in estate. Questo tracciato l’ho preparato a tavolino, è parecchio che avevo in mente di farlo…ora ci siamo!

eccomi-qua
eccomi-qua

Si parte subito in salita in direzione del Rifugio Balma su strada sterrata non particolarmente impegnativa. Lentamente le gambe si scaldano e il respiro diventa regolare…il silenzio è totale; Solo il fruscio delle ruote sulla ghiaia mi accompagna nel mio percorso.
Mezz’ora di strada e sono al Rifugio Balma, lo oltrepasso e imbocco a sinistra, la strada continua in leggera discesa per alcuni km.
Incontro alcuni gruppi di camminatori diretti verso il lago Raschera. Mi chiedono informazioni, scambiamo qualche parola, vengono dal bresciano, li saluto e riparto.
Raggiunto il punto più basso della valle senza mai cambiare direzione la strada riprende a salire. Questo è un pezzo tecnico e impegnativo, penso, ma si può ancora pedalare! Lo conosco bene, bisogna essere molto concentrati sul terreno, mettere le ruote nel posto giusto…e non strafare!

mucche-pascolo
mucche-pascolo

La strada è ancora lunga.
Qualche piccolo tornante mi aiuta a riprendere fiato, la traccia continua su un costone, sulla destra la montagna è maestosa.
Le marmotte di vedetta avvertono del mio arrivo…
Il tratto tecnico termina su un ampia spianata, la segnaletica indica a sinistra la direzione per raggiungere il Lago ma io vado a destra. In uno scrosciante ruscello ho la possibilità di rinfrescarmi e rifornirmi d’acqua, da qui in poi non penso di poterne ancora trovare.

sterrato
sterrato

Cerco di individuare la traccia appena abbozzata sul costone di fronte, la vedo, è molto stretta e
tortuosa…non è possibile pedalare, si prosegue a piedi! Lassù alla cima del monte si vede il paletto con le indicazioni, quella è la mia meta!
Circa un’ora con la bici in spalla e si arriva sullo spartiacque, il panorama si apre sulla valle Ellero, il sentiero ritorna pedalabile, decido di fermarmi e mangiare qualcosa. Trovo un comodo masso mi siedo e mentre cerco di aprire la barretta energetica mi accorgo che pochi metri dietro di me c’è un pastore seduto in silenzio che mi osserva incuriosito. Lo saluto mi alzo lo raggiungo e scambio qualche parola con lui anche se, non lo nego, con un po’ di difficoltà a causa del suo stretto dialetto cuneese.
Il momento è bellissimo e la situazione incredibilmente surreale…sono a 2300 metri, sono le 10 del mattino e sto chiacchierando con un simpaticissimo pastore cuneese che mi aggiorna in tempo reale sulla localizzazione dei gruppi di camminatori che in quel momento sono in quel luogo.
Un GPS umano!
Approfitto per chiedere informazioni sul restante percorso da fare, finisco la barretta e riparto.
Ora si scende! Sella bassa e via scegliendo il sentiero migliore, ma senza strafare…una caduta sarebbe pericolosissima!

sterrato-discesa
sterrato-discesa

Man mano che mi avvio verso valle inizia a delinearsi sullo sfondo la sagoma del Rifugio Mondovì.
Raggiunto il torrente Ellero e riprendo a pedalare; i freni sono cotti!
Qualche minuto di strada e mi fermo per un caffè. Il simpaticissimo gestore gentilmente mi da indicazioni sulla migliore strada da percorrere. Lui è l’artefice della carte topografiche della zona.
Fino a Rastello la traccia è tutta in discesa. Incontro centinaia di persone che salgono; una lunga fila di camminatori diretti verso il Rifugio Garelli.
Raggiunto l’abitato di Rastello devio a destra e riprendo a salire su asfalto per un km circa per poi proseguire su sterrato non molto difficile ma ora posso dire…veramente lungo. E’ circa mezzogiorno, la temperatura è salita, mi rifornisco per l’ennesima volta e proseguo in direzione del Bar Mass. Cerco di mantenere una velocità costante con pedalata rotonda, devo dosare le energie; non conosco la salita ma intuisco che non sarà facile.
Un’ora di interrotta pendenza mi porta al rifugio, devo ancora raggiungere il crinale per poter scendere ad Artesina.

panoramica
panoramica

L’ultimo tratto è impegnativo, sentiero molto sconnesso, il 32 è d’obbligo! Scollinando si riprende fiato in discesa ma ahimè si perde anche quota! Raggiungo i Quarti di Artesina, da qui in poi la conosco già…non so se è meglio…perché so quello che mi aspetta.
La prima rampa a fianco della pista da Bob ti impicca!…sono solo 200 metri ma bisogna mordere nel manubrio, poi leggermente spiana e si prosegue sulla stradina degli animaletti in legno.
Oltrepassato il Bar La Baita si recupera energia su un lungo tratto in leggera discesa.
Quattro secchi tornanti in salita, NON SI MOLLA, siamo al Verde di Prato Nevoso!
Qui mantenendo la mezza costa sulla destra si raggiunge agevolmente il punto di partenza sul Piazzale del Prel.
Grande soddisfazione! Il tracciato è impegnativo ma estremamente emozionante. Si possono trovare tutte caratteristiche dei percorsi affrontabili in Mountain Bike.
Qualche consiglio:
Il percorso va affrontato con una buona base di allenamento.
A riguardo della MTB direi che possono andare bene tutte. Nel mio caso (lo vedete dalle foto) ho utilizzato una normalissima front addirittura con V-brake. Contate che bisogna portarla in spalla per più di un’ora.
Barrette e sali sono d’obbligo, il dispendio energetico è importante.
Ultimo consiglio ma forse il più importante: affrontate questo percorso in compagnia; a parte il pastore, nel tratto oltre i 2000 metri, per circa due ore non ho incontrato nessuno. La zona è impervia e il pericolo di incidente è alto.

 

Giuseppe Matteo Rossi
Informazioni su Giuseppe Matteo Rossi 3 Articoli
Guida Cicloturistica - Guida Turistica - Istruttore di MTB at Outdoor Live Classe '65 Guida Turistica Regione Piemonte,Guida Cicloturistica e Istruttore di Mountain Bike S.I.M.B Trento. Il Suo pensiero... "Tutto iniziò quando…stanco di percorrere in Mountain Bike migliaia di km l'anno su straordinari sentieri partecipando ai più impegnativi eventi agonistici e, non lo nego, anche per ovvie ragioni anagrafiche, ad un tratto iniziai a rallentare la mia andatura! Quella improvvisa frenata mi fece osservare il territorio da un diverso punto di vista: da quel momento durante le mie pedalate riuscivo ad emozionarmi non per quello che stavo facendo, ma per quello che stavo vedendo! Nacque allora in me la consapevolezza di avere a disposizione un territorio eccezionale e soprattutto capii che quelle emozioni dovevano essere assolutamente condivise." Il suo motto..."ostinatamente trasmettere emozioni!"

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