Pelvo d’Elva – VALLE VARAITA

 

Località di partenza: da Sampeyre direzione per “Colle di Sampeyre” su strada asfaltata; dopo circa 20 km raggiungiamo il colle (2284 m) sul displuvio con la Valle Maira. Proseguendo per 6 km di sterrata ci portiamo alla partenza presso il Colle della Bicocca (2285 m).

Ascesa: 960 metri circa

Lunghezza percorso: 17,3 km circa
Altitudine partenza: 2.274 metri
Altitudine massima: 3.064 metri
Difficoltà: F (Facile)

NOTA PERSONALE: percorso ad anello che necessita di un buon allenamento per affrontare l’impegnativo dislivello soprattutto durante l’ascesa, corrispondente ai primi 5 chilometri e al superamento di un ripido, ma breve, canalino attrezzato con catene, dove esiste, durante il transito, la possibilità di caduta pietre.

Il Pelvo d’Elva, il Monte Chersogno e la Rocca Marchisa  costituiscono la terna dei tremila poste nella zona tra le valli Maira e Varaita e accessibili senza particolari attrezzature di sicurezza.

Dopo aver raggiunto il monte Chersogno un paio d’anni addietro, ho deciso di organizzare questa escursione per raggiungere il Pelvo d’Elva, compiendo un percorso ad anello.

Questa mattina ci ritroviamo in un bel gruppetto di “volenterosi” (io, Fabio, Claudio, Simone, Emanuele, Andrea e Silvio) per affrontare l’uscita programmata, spronati anche da una bellissima giornata calda e soleggiata.

Raggiunto dapprima il Colle di Sampeyre e poi, percorrendo a velocità ridotta, una carrabile sterrata per circa 6 chilometri, dove è necessario munirsi di auto idonee ad un terreno notevolmente disconnesso ed, in alcuni tratti, tortuoso, giungiamo al colle della Bicocca (2285 mt), dove una volta lasciate le nostre auto, iniziamo il nostro percorso in lieve discesa, per poi avviarci verso la nostra meta, lasciando alla nostra sinistra il sentiero del ritorno.

Pelvo-dElva-dal-colle-della-Bicocca-2285-mt
Pelvo-dElva-dal-colle-della-Bicocca-2285-mt

Seguiamo quindi il sentiero che si impone subito con una discreta pendenza, verso la base del Pelvo, mantendendosi sul displuvio tra la valle Varaita e la valle Maira, permettendoci di avere sempre in primo piano, alle nostre spalle, uno splendido ed imponente “Re di pietra”, ancora libero da nubi.

Monviso-dal-colle-della-Bicocca-2285-mt
Monviso-dal-colle-della-Bicocca-2285-mt

Una volta raggiunta la base del Pelvo, il percorso misto tra rocce ed erba, taglia verso sinistra, assumendo un aspetto più alpinistico caratterizzato, tra l’altro, da un primo semplice canalino attrezzato di catena, che si supera senza difficoltà.

primo-tratto-del-sentiero-alle-pendici-del-Pelvo
primo-tratto-del-sentiero-alle-pendici-del-Pelvo

Il percorso che segue è ripido e ghiaioso, caratterizzato anche da un altro più esteso e pendente canalino attrezzato, dove durante l’ascesa bisogna lasciare una maggiore distanza da chi ci precede per evitare di essere colpiti da eventuali accidentali cadute massi e alla stessa stregua da chi ci segue sempre per lo stesso motivo. Eventualmente per maggiore sicurezza si ci può attrezzare con caschetto, anche se effettivamente il tratto suddetto non comporta rischi elevati.

Secondo-canalino-attrezzato
Secondo-canalino-attrezzato

Dal momento che raggiungiamo il versante sud- est, sopo qualche metro, iniziamo ad intravedere la croce di vetta che si staglia nel cielo terso.

Avvistamento-della-croce-di-vetta
Avvistamento-della-croce-di-vetta

Una volta raggiunta la vetta incontriamo diversi escursionisti, anche stranieri, che come noi, grazie alla bellissima giornata tersa e soleggiata, rimangono stupefatti e colpiti dallo spettacolare panorama a 360° che si presenta davanti agli occhi.

In particolare individuiamo a sud la vetta del Chersogno e a sud-ovest quella della Rocca Marchisa.

Chersogno-e-Rocca-Marchisa
Chersogno-e-Rocca-Marchisa

Dalla vetta inoltre riusciamo a cogliere il sentiero del ritorno in direzione della cima Camoscere (2984 mt), costituito da una buona parte di terreno roccioso.

Prima-parte-impervia-delle-discesa
Prima-parte-impervia-delle-discesa

Dopo la nostra pausa e le foto di rito, iniziamo la discesa sul versante in direzione del colle di Camosciera (2899 mt), dal quale si ammira il vallone verso il lago omonimo e dove spicca, alla nostra sinistra l’imponente Rocca Marchisa (3072 mt).

Lago-Camoscere-e-Chersogno
Lago-Camoscere-e-Chersogno

Durante la discesa notiamo sulla cresta che si dirige verso il monte Camoscere, un piccolo gruppo di stambecchi che incuriositi segue, dall’alto, il nostro cammino.

Piccolo-gruppo-di-stambecchi
Piccolo-gruppo-di-stambecchi

Passato il colle di Camosciera, tralasciando il sentiero che scende a destra verso la valle Varaita, proseguiamo solo su pietraia, dove il sentiero è contrassegnato da ometti e da tacche blu.

Superata la parte più impervia raggiungiamo una parte sul crinale che che in poco tempo ci porta alla base del monte Camoscere 2984, che non risaliamo ma che invece raggiriamo a destra, per raggiungere una sella erbosa dalla quale intravediamo il lago omonimo e il bivacco Bonfante.

Bivacco-Bonfante
Bivacco-Bonfante

Mentre discendiamo verso il lago il panorama è dominato dalla presenza del monte Chersogno del quale riusciamo a scorgere la croce di vetta, anche se inizialmente coperta da alcune nubi. Dopo avere fatto una rigenerante pausa riprendiamo il cammino verso la ex-casermetta oramai desueta e pericolante, per poi proseguire, con una breve deviazione, verso il bivacco Bonfante che ci regala la possibilità di fotografare, a breve distanza, un piccolo gruppo di altri stambecchi, comprendente anche un cucciolo.

Ritorniamo per qualche metro sui nostri passi e ritorniamo al bivio per prendere il sentiero del ritorno pressochè pianeggiante, per completare l’anello.

Nebbia-sulla-via-del-ritorno
Nebbia-sulla-via-del-ritorno

Il sentiero in breve ci riporterà alle nostre auto, quando ci troviamo immersi in un banco di nebbia anche se oramai, la parte più importante del nostro cammino era stata già pienamente superata.

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Massimo Frumento
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Determinato, ottimista, esploratore, apprezzo condividere le opportunità della vita.

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