Pensieri e parole: respirando

Bene, si parte per la gita, prendo la mia auto e mentre guido ascolto la radio. respirando

Arrivo all’imbocco del sentiero, parcheggio e indosso gli scarponi come d’abitudine. Zaino a spalla e si inizia a sgambettare!

Cosi mi accade che mentre cammino il respiro prende una cadenza naturale che corrisponde esattamente al mio passo naturale; una sottile melodia inizia a formarsi sulle corde vocali e poco per volta sgorga tra labbra e narici, si insinua tra le costole, e cadènza il ritmo del respiro e dei passi come fosse un metronomo biologico.

“Tic.. tac.. tic.. tac”

Inavvertitamente inizio a canticchiare e cammino, salendo con una facilità estrema, in modalità automatica. Mi sento benissimo, sono felice e serena!

Trascorsi alcuni minuti, forse 15 o meno, mi accorgo che sto cantando una canzone dei Ricchi e Poveri …oh no, non mi piace questa canzone…e accade il guaio; mi partono i pensieri, si interrompe il ritmo respiratorio e le gambe diventano improvvisamente legnose. Accidenti!

Allora cerco di non pensare, gradualmente ritrovo il giusto passo e ovviamente anche la respirazione.

Passano pochi minuti e mi accorgo che sto di nuovo canticchiando “sarà perché ti amo…”.

Oh no, non è possibile, ripeto l’errore di pensare e ripiombo nella difficoltà.

Quindi decido di fermarmi un attimo, faccio un minispuntino con un’albicocca e mi riprometto che se mi appaiono di nuovo i Ricchi e Poveri tra gli alveoli polmonari li lascerò venire con me in gita, perché mi aiutano la respirazione e d’altronde anche loro, come tutti, hanno diritto di andare al Valasco!