Pontechianale e il Bosco dell’Alevè – VALLE VARAITA

Ci sono luoghi in montagna veramente magici ed uno di questi è il Bosco dell’Alevè nella Valle Varaita, luoghi dove il tempo sembra fermarsi e si cammina tra il profumo dei pini e il rumore dell’acqua che scorre intorno e si intreccia al sentiero.

Per scoprire questo bosco incantato si può partire dalla Frazione Castello di Pontechianale, precisamente a fianco del Rifugio Alevè si intravede un sentiero che si inerpica verso il bosco.

aleve-cartelli
aleve-cartelli

Il Bosco dell’Alevè deve il suo nome alla parola provenzale Elvou che significa pino cembro, una conifera dalla forma leggermente ovata e meno slanciata che si adatta anche ad ambienti sfavorevoli, come quelli pietrosi e aridi.

Questa zona, che si sviluppa per 800 ettari tra Sampeyre e Pontechianale, è la cembrata più estesa delle Alpi e gli alberi che la formano, alcuni dei quali secolari, raggiungono anche altezze di 20/25 m con un diametro fino ai 4 m.

mucche-bagnour
mucche-bagnour

Il sentiero è quasi tutto all’ombra, ideale per le giornate assolate, e anche se la salita è irta e incessante specialmente per i primi due terzi del percorso, per tutto il tempo si rimane a bocca aperta ad ammirare i giochi di luce del sole tra i pini e i larici del bosco, i meravigliosi disegni creati per terra dalle radici degli alberi ed alcuni scorci meravigliosi che si hanno sul bacino azzurrissimo di Pontechianale.

Poco prima della metà del sentiero si incontra il piccolo RIFUGIO GRONGIOS MARTRE, una bellissima oasi di pace molto curata che merita una sosta per la bellezza di questa baita ristrutturata finemente in stile tipico alpino.

Proseguendo poco dopo si incontra la baita PEIRO GRONGETTO, diroccata, dalla quale si può ammirare, incorniciato da un’opera di Jean Francois Marc, un bellissimo panorama sul Pelvo d’Elva e il Monte Chersogno.

Lungo il percorso si incontra anche un’altra opera di questo artista che si propona con queste sue installazioni di ritagliare e inquadrare il paesaggio per dare una nuova visione sull’ambiente naturale.

Continuando a seguire le indicazioni verso il RIFUGIO BAGNOUR, le cascatelle che si sentivano in lontananza ci raggiungono e i rivoli d’acqua si intrecciano con il sentiero che sale creando angoli fantastici dai caldi colori grazie al tappeto di aghi di pino che ricopre il suolo.

acqua-sul-sentiero
acqua-sul-sentiero

Il tragitto per il rifugio è molto breve ma come dicevo molto faticoso per la pendenza, comunque in poco più di un’ora lo si raggiunge: è stato costruito recentemente a fianco dell’omonimo lago.

Dopo una breve sosta dolce al rifugio con uno spettacolare tris di dolci, superando il lago che si divide in più parti nel pianoro grazie ad alcuni ponticelli e passaggi sui grossi massi si arriva dal versante opposto dove si segue l’indicazione di un cartello escursionistico per il LAGO SECCO.

lago-secco
lago-secco

In breve si raggiunge il secondo specchio d’acqua dagli splendidi colori verdastri, lo si supera e dopo cinque minuti di cammino si incontrano le segnalazioni che ci riportano verso Castello e il percorso iniziale.

Infatti dopo una breve salita,poco meno di 100 m di dislivello, passando per una baita diroccata e alcuni punti panoramici verso la borgata di Villaretto e Casteldelfino ci si ricollega con il sentiero fatto per la salita dove abbiamo incrociato la baita Peiro Grongetto.

VARIANTE: Ho letto che modificando l’itinerario E partendo da Casteldelfino (due ore e trenta – 700 m di dislivello circa) si possono ammirare lungo il percorso alcuni fortini della secondo guerra mondiale mimetizzati tra la vegetazione.

Nei tre rifugi che si incontrano si può sia fermarsi a ristorarsi che per il pernottamento, ecco lascio i numeri per contattarli:
– Rifugio Alevè (all’inizio del percorso) : +39 347 7672234
– Rifugio Grongios Martre: +39 340 0692705
– Rifugio Bagnour: +39 320 4260190

 

Scarica

 

Lorena Durante
Informazioni su Lorena Durante 42 Articoli
Chi sono? Educatrice, appassionata di fotografia (vicepresidente di Mondoviphoto), e di montagna. Ho un accompagnatrice speciale nelle mie passeggiate: il mio malamute Anouk

Commenta per primo

Lascia un commento